Ho iniziato prima a lavorare per documentare il lavoro dei progettisti e successivamente con maggior frequenza per l'editoria e per le riviste. Questo mi ha consentito di sperimentare a lungo come l'opera degli architetti si possa interpretare attraverso l'obiettivo e come si possa di nuovo reinterpretarla sulla carta stampata: lavoro quindi non solo di fotografia, ma di composizione grafica, di impaginazione, cioè di immagine. Prima di raggiungere un linguaggio stabile, consolidato, osservavo con grande attenzione quei fotografi che per me erano i maestri, i protagonisti di quegli anni, fortemente presenti sulle pagine delle riviste italiane: Aldo Ballo, soprattutto per gli interni e lo still life, Giorgio Casali per l'architettura contemporanea, Paolo Monti per l'architettura storica e il paesaggio urbano, ma anche Ugo Mulas e Gianni Berengo Gardin, fotografi a tutto campo, capaci di leggere l'architettura con la presenza delle persone.
Gio Ponti
Attraverso la camera oscura. Testo Gabriele Basilico
Ho iniziato prima a lavorare per documentare il lavoro dei progettisti e successivamente con maggior frequenza per l'editoria e per le riviste. Questo mi ha consentito di sperimentare a lungo come l'opera degli architetti si possa interpretare attraverso l'obiettivo e come si possa di nuovo reinterpretarla sulla carta stampata: lavoro quindi non solo di fotografia, ma di composizione grafica, di impaginazione, cioè di immagine. Prima di raggiungere un linguaggio stabile, consolidato, osservavo con grande attenzione quei fotografi che per me erano i maestri, i protagonisti di quegli anni, fortemente presenti sulle pagine delle riviste italiane: Aldo Ballo, soprattutto per gli interni e lo still life, Giorgio Casali per l'architettura contemporanea, Paolo Monti per l'architettura storica e il paesaggio urbano, ma anche Ugo Mulas e Gianni Berengo Gardin, fotografi a tutto campo, capaci di leggere l'architettura con la presenza delle persone.
