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Denti bianchi

Hiroshi Sambuichi mimetizza sotto una serie di colline artificiali, ricoperte da una bassa siepe, la presenza di una clinica odontoiatrica. I timori dei pazienti sono esorcizzati dal disegno dell’architettura: spazi curvilinei, rivestiti in legno, che si alternano ad ampie vetrate.

di Laura Bossi
Fotografie Shinkenchiku/Sha

Hiroshi Sambuichi mimetizza sotto una serie di colline artificiali, ricoperte da una bassa siepe, la presenza di una clinica odontoiatrica. I timori dei pazienti sono esorcizzati dal disegno dell’architettura: spazi curvilinei, rivestiti in legno, che si alternano ad ampie vetrate. Sullo sfondo, la presenza, ma solo metaforica, della natura.

Ci sono paure difficilmente superabili che, nonostante le migliori intenzioni, si ripresentano ogni volta. La figura del dentista, per esempio, evoca il timore di quegli strumenti di precisione, come il bisturi che, guidati dalla mano dell’uomo, si devono muovere in spazi millimetrici, piuttosto sensibili.

Nel progetto per l’ampliamento di una clinica a Otake, presso Hiroshima, l’architetto giapponese Hiroshi Sambuichi sceglie così un approccio dolce, mimetizzando sotto un paesaggio artificiale – una sequenza di dune ricoperta da una siepe trattenuta da una maglia metallica – un centro specializzato nella cura dei denti. Due le strategie progettuali: da una parte, lo spazio si modella in una serie di volte rivestite all’interno in legno. Sembra di penetrare all’interno di un battello rovesciato che si apre, però, verso l’esterno attraverso grandi vetrate.

La facciata delle sale d’attesa e visite è rivolta a nord in modo da mantenere l’illuminazione costante. L’orientamento protegge così queste stanze dalla luce naturale diretta minimizzandone le interferenze, così come le mutazioni cromatiche imposte dai cambi di stagione. Sullo sfondo, la natura si rende presente negli alberi preesistenti alla costruzione o nel manto che riveste la copertura. Nella normalità del paesaggio urbano, la clinica diventa un’emergenza per l’unicità della sua architettura.

Nato a Hiroshima nel 1968, Hiroshi Sambuichi rivela in ogni sua opera un approccio a se stante. Ha ricevuto diversi premi: nel 2003 è stato segnalato nel concorso riservato ad architetti emergenti “ar+d”. Nel 2005 è risultato tra i finalisti del concorso “Best Residential Projects” indetto da Wallpaper e ricevuto il “Detail Prize 2005”.

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