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Scala di Milano: pochi mesi alla fine dei lavori

Come procedono i lavori alla Scala di Milano? A venti mesi dall’inizio, il discusso intervento che ha sventrato uno dei più famosi templi della lirica mondiale, sembra ormai in dirittura d’arrivo. Anche se l’attività continua frenetica di giorno e di notte (“Il CCC, il consorzio che ha vinto la gara sta lavorando dalle 4 alle 22 dal lunedì alla domenica mattina”, precisa l’amministrazione comunale) per fare fronte a un’oggettiva difficoltà: la mancanza di aree di stoccaggio e quindi la necessità di rimuovere subito i materiali. Ma anche per tenere fede all’ambizioso traguardo: essere pronti entro il 7 dicembre 2004, tradizionale inaugurazione della stagione lirica (che quest’anno si aprirà con “L’Europa riconosciuta” di Salieri, la prima rappresentazione della storia scaligera, tenutasi il 3 agosto 1778).

Per quella data, la Scala sarà restituita ai milanesi. E, come sostiene il progettista Mario Botta che ha firmato l’intervento, “Sarà più bella di prima”. Se sarà più o meno bella, i cittadini avranno tutto il tempo di giudicarlo, quel che è certo – da subito – è che la Scala sarà radicalmente diversa da come siamo abituati a vederla. Al suo interno come anche all’esterno. Più simile, precisano i progettisti, alla Scala 'originale', come si presentava cioè alla prima settecentesca.

A oggi sono state completate opere per 20 milioni di euro: tra queste, la pulitura della volta, il restauro del ridotto gallerie e il restauro del corpo lungo via Filodrammatici (l’interno, rifatto, ospiterà una mensa per 800 persone). Cablati con fibre ottiche, sono tornati a nuova vita i pavimenti in seminato veneziano, parquet, cotto e botticino, che nel tempo erano stati nascosti sotto strati di linoleum, passatoie rosse e moquette. E, ancora, le pareti: in marmorino, nei tre ordini di palchi e nei retropalchi, e intonacate per gli altri tre. Da settembre, poi, la Fondazione della Scala potrà cominciare a montare le poltroncine con i display digitali.

All’esterno, si è invece raggiunto il primo livello della discussa ellisse disegnata da Botta sul tetto della Scala: larga 12 metri e alta 9, sarà completata a fine marzo e, in tarda primavera, rivestita in botticino. In tre piani, racchiuderà tutte le attività necessarie per fare funzionare il teatro. “Al di sopra dei tetti, Milano è piena di corpi aggiunti: il tamburo di San Fedele, la cupola della Galleria, il tiburio di San Giuseppe, per esempio. Nella storia della città, vi sono sempre state queste emergenze. Che, se ben disegnate, configurano e caratterizzano la città”, osserva Botta dal tetto della Scala.

Sta salendo la torre scenica - secondo intervento ex novo, previsto dall’architetto ticinese dietro alle attuali torrette dell’acqua - più alta di 2,40 metri rispetto alla precedente, nella continuità del volume storico del Piermarini. “Credo che da questa dualità, parte storica e parte nuova, il teatro tornerà a essere una presenza attiva tale da poter rispondere alle attuali esigenze”, precisa il progettista. Che, nel complesso, ha organizzato oltre 200mila metri cubi di spazio (150mila nella parte nuova e 55mila in quella monumentale) e 100mila metri cubi di demolizioni.

“Come amministratore di condominio” - aggiunge il sindaco Albertini - “ridiamo la Scala come venne realizzata, con nuovi impianti, in orario e con un investimento che non si vedeva dai tempi di Maria Teresa”. Iniziati il 4 luglio 2002, i lavori si dovrebbero concludere dopo 28 mesi, entro la fine di ottobre. E.S.
L'ellisse disegnata da Mario Botta sopra il tetto della Scala ha raggiunto il primo livello. Entro marzo, se ne aggiungeranno altri due per un totale di 9 metri
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La Scala potrà contare su 1600 metri quadrati di spazio scenico, suddivisi in tre palchi per tre diverse rappresentazioni in contemporanea. Per quanto riguarda l’antico palcoscenico, il vicesindaco De Corato assicura: “Nei padiglioni rimodernati dell’Ansaldo sarà rimontata la vecchia macchina scenica della Scala, in modo che tutti potranno vedere com’era”
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Gli interni lungo via Filodrammatici sono stati completamente rifatti. All’ultimo piano, troverà posto una mensa per 800 persone
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