Progetto CMR ha presentato al Teatro Galli di Rimini il concept del Nuovo Distretto Aeroportuale a servizio della Riviera romagnola, sviluppato nell'ambito del Piano di Sviluppo Aeroportuale 2026–2040 di AIRiminum 2014 S.p.A. Il progetto segna un cambio di paradigma per lo scalo internazionale Rimini San Marino: da infrastruttura di transito a piattaforma integrata di mobilità, servizi e crescita economica, con un investimento previsto di circa 200 milioni di euro e una presentazione ad ENAC attesa entro giugno 2026. Il punto di partenza è un disallineamento strutturale che rappresenta anche un'opportunità: il bacino di riferimento dell'aeroporto esprime già oggi circa 5,5 milioni di passeggeri annui, ma solo una quota marginale utilizza il Fellini. Circa 3 milioni volano da scali fuori regione, con una significativa dispersione di traffico e di valore economico sul territorio. L'obiettivo del nuovo distretto non è quindi generare nuova domanda, ma intercettare quella già esistente, restituendo alla Romagna flussi, investimenti e ricadute economiche che oggi si disperdono altrove. In questo quadro Rimini non si pone in competizione con l'hub regionale principale, ma ne completa il sistema, contribuendo a una crescita più equilibrata e sostenibile. A supportare la strategia concorrono condizioni favorevoli raramente concentrate in un unico scalo: l'abolizione della municipal tax, la nuova legge regionale di sistema, il piano di marketing dei comuni della costa e APT, la partecipazione a Routes Europe 2026 e l'operatività H24 dello scalo. Sul piano architettonico, Progetto CMR ha ridisegnato il distretto come un sistema unitario in cui infrastruttura, paesaggio e spazio urbano si integrano in una visione coerente. Il masterplan affianca la riqualificazione del terminal esistente alla realizzazione di nuovi volumi, ed è concepito come un processo modulare e progressivo, capace di accompagnare la crescita dello scalo nel tempo senza interromperne l'operatività. Tre temi guida orientano il concept — romanità, natura e aerodinamicità — che si traducono in altrettanti valori progettuali: riconoscibilità, armonia e iconicità. La romanità si esprime nell'uso dell'arco come elemento simbolico, evocazione contemporanea del Ponte di Tiberio; la natura prende forma in un sistema di verde continuo che accompagna l'architettura; l'aerodinamicità si manifesta in volumi fluidi e linee curve ispirate al movimento degli aeromobili. Il risultato è un luogo che non appartiene solo a chi vola: uno spazio aperto alla città, nuovo riferimento architettonico e urbano per la Romagna, e porta d'accesso internazionale per la Riviera.