Per la prossima Milano Design Week, Moroso rinnova il suo approccio a una delle collezioni più iconiche, M’Afrique, con un intervento che non aggiunge nuovi prodotti, ma intensifica l'espressione di un progetto già straordinario. La novità risiede nella profonda evoluzione cromatica della collezione, un gesto che enfatizza la sua identità senza alterarla. Non si tratta di un allargamento, ma di una trasformazione del colore come strumento narrativo e progettuale.
In particolare, Shadowy, il progetto firmato da Tord Boontje, si arricchisce di nuove varianti cromatiche che amplificano la sua presenza scenica, arricchendo la trama già riconoscibile per la sua leggerezza e il ritmo organico. Le superfici intrecciate, un tempo essenzialmente leggere, ora diventano vive, attraversate da tonalità sature e sfumature luminose. Il colore non si limita a decorare, ma entra in relazione con la materia, creando un effetto di profondità e dinamismo che trasforma l’oggetto in una presenza vibrante. Ogni accostamento cromatico, ogni sfumatura, diventa un racconto che svela nuove dimensioni e significati.
La collezione M’Afrique, lanciata nel 2009 come progetto per l'outdoor, continua a raccontare la sua forte connessione con l’artigianato. Ogni pezzo nasce a Dakar, all'interno dell’Atelier M’Afrique, dove sotto la guida di Abdou Salam Gaye, i fili di plastica, utilizzati originariamente per le reti da pesca, vengono intrecciati a mano secondo tecniche tradizionali che vengono reinterpretate e adattate. Il processo artigianale dà vita a strutture complesse, dove ogni variazione e ogni imperfezione diventa un valore aggiunto, un segno distintivo che rende ogni pezzo unico.
In Shadowy, questa tradizione si manifesta attraverso una trama che evoca un disegno naturale, quasi vegetale, capace di filtrare la luce e creare ombre in movimento. Le nuove palette cromatiche potenziano questa qualità, facendo emergere una tridimensionalità che rende l'oggetto un paesaggio cromatico in continua mutazione. Le geometrie, ora più vibranti, danno vita a superfici che non sono più solo oggetti, ma esperienze sensoriali, in grado di interagire con lo spazio e con l'osservatore.
Il colore, in questa nuova interpretazione, non è più visto come una semplice decorazione, ma come un vero e proprio linguaggio. È materia e forma che si intrecciano, dando vita a un oggetto che non solo dialoga con lo spazio, ma lo trasforma. Ogni combinazione cromatica pensata per Shadowy diventa un racconto che evoca diverse atmosfere, dalla densità calda della terra ai riflessi elettrici della luce, creando una relazione più intima e profonda tra l’oggetto e il suo contesto.
Come sottolinea Patrizia Moroso: “Per me l’Africa è uno struggente sentimento. È un luogo profondo dell’anima e dell’emozione. Tutto quello che viene da quel luogo è vitale e carico di infinita bellezza. Con l’Africa non riesco a essere razionale: è una terra che amo incondizionatamente.” In questa nuova fase, M’Afrique continua a essere un territorio di incontro tra design e artigianato, tra cultura e materia, tra memoria e contemporaneità. Accanto a Shadowy, le altre collezioni firmate da designer internazionali, come Marc Thorpe, Ron Arad, Martino Gamper e Sebastian Herkner, continuano a definire un paesaggio progettuale ricco e stratificato, dove ogni intreccio racconta una storia unica e irripetibile.
Moroso dimostra così come la collezione M’Afrique, pur evolvendosi nel tempo, mantenga la sua identità forte e riconoscibile. Un invito a guardare ancora, più da vicino, e a scoprire come nel dettaglio di un intreccio possa emergere un intero universo di colore, capace di raccontare, emozionare e trasformare lo spazio che abitiamo.
