Costruito negli anni Trenta come infrastruttura della parola radiofonica, il Funkhaus di Vienna ospitava studi, sale di regia, camerini per gli artisti e una caffetteria. La grande sala delle trasmissioni ha visto passare voci che pochi minuti prima avevano riempito i palcoscenici viennesi. Tutto questo accadeva qui, in un edificio austero, dietro una facciata che non lasciava trapelare nulla di ciò che conteneva. Ora quel contenuto si trasforma. Dal 2021 Bwm Architects lavora insieme al developer Rhomberg alla conversione del complesso vincolato: non una demolizione creativa, non una sovrascrizione spettacolare, ma un lavoro di continuità. La domanda che ha guidato il progetto non era quanto si poteva ricavare, ma quale fosse la destinazione più adeguata per un edificio di questa natura. La struttura portante del Funkhaus rivela, a chi la sa leggere, una straordinaria intelligenza anticipatrice. Il telaio in calcestruzzo armato — pilastri massivi, travi, tamponature concepite fin dall'origine come elementi modificabili e percorribili per gli impianti — era già pensato per il cambiamento. Chi costruì negli anni Trenta sapeva che la tecnologia avrebbe cambiato forma: l'edificio doveva restare aperto a quella trasformazione. Quella stessa flessibilità è oggi la base della conversione residenziale, e permette di integrare nuovi modi di abitare senza toccare il Dna architettonico. La facciata viene restituita alla cromia storica, le proporzioni delle finestre restano intatte. Un elemento caratteristico come gli infissi scorrevoli verticali — un sistema di ventilazione naturale che fa circolare l'aria tra aperture alte e basse, elaborato molto prima che si parlasse di tecnologie bioclimatiche — viene restaurato dove possibile e riprodotto fedelmente in legno dove necessario: stessa forma, prestazioni aggiornate. Questo atteggiamento di rispetto attraversa l'intero progetto: conservare dove si può, ripensare solo dove è indispensabile. All'interno dello scheletro storico trovano posto 22 appartamenti. Le altezze di interpiano — fino a 4,20 metri al piano terra — conferiscono agli spazi qualità: la luce si distribuisce diversamente, le proporzioni si liberano. Sul fronte del parco si sviluppano le townhouse, con circa 90 metri quadri al livello principale e altrettanti in quello inferiore: spazi flessibili per studio, atelier o ritiro privato, raggiunti dalla luce naturale grazie alla pendenza del terreno e accessibili direttamente dal parco. La terrazza storica, occultata per decenni da addizioni successive, viene liberata. Per tutta la lunghezza dell'edificio si aprono giardini e terrazze private con vista sul parco Theresianum — circa trecento metri di apertura visiva, qualcosa di inatteso in questa densità urbana. L'ala su strada accoglie una destinazione alberghiera che nasce quasi naturalmente dalla morfologia esistente. Le ex stanze amministrative — con assi netti e due moduli di finestra per unità — offrono condizioni ideali per camere ampie e caratterizzate.
Un monumentale edificio degli anni Trenta diventa una residenza: il Funkhaus di Vienna
Ex macchina della radiodiffusione austriaca, il Funkhaus di Vienna si trasforma in una residenza con il progetto di Bwm Architects e il developer Rhomberg, che restituiscono al complesso una nuova vita senza cancellarne la memoria storica.
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- 31 marzo 2026