Con il restauro del casolare di Trequanda, Vaselli racconta l'uso del travertino come identità.

Produzione su ordinazione, lavorazione della pietra locale e dialogo costante con architetti e designer internazionali definiscono l'identità di Vaselli. Il restauro di un antico casolare toscano ne offre una sintesi concreta e misurata.

C'è un momento, in certi restauri toscani, in cui la scelta del materiale smette di essere una decisione progettuale e diventa un atto di rispetto. È ciò che accade nel casolare sul poggio di Trequanda, al confine tra Val d'Orcia e Crete Senesi, dove la famiglia Bowen ha scelto di affidare la ristrutturazione di un antico podere esclusivamente a maestranze locali — e dove quella ricerca di autenticità ha portato direttamente a Vaselli e ai Travertini di Rapolano.

Vaselli, con sede a Rapolano Terme nel cuore del distretto senese della pietra, lavora il travertino secondo una logica produttiva radicalmente sartoriale: ogni elemento nasce su ordine, sviluppato in modo specifico per il progetto, senza attingere a collezioni standardizzate. È questa la premessa che rende possibile un lavoro come quello di Trequanda, in cui ogni superficie è pensata in relazione all'ambiente che la accoglie.

La piscina si veste di Travertini di Rapolano bocciardati e spazzolati, mentre la cascata sul bordo a sfioro — rivolta verso le colline — è rivestita nella finitura Vergata, esclusiva Vaselli, il cui piano frastagliato amplifica il movimento dell'acqua e crea mutevoli giochi di luce. Sotto la veranda adiacente, la cucina outdoor OCO — progettata da Emanuel Gargano e Marco Fagioli — integra il Travertino Becagli in falda, completando una zona di convivialità che dialoga direttamente con il paesaggio.

All'interno, il travertino attraversa pavimenti e scale cambiando finitura da ambiente ad ambiente, mantenendo però un filo materico comune. Nei bagni, Becagli e Bianco Rapolano si declinano in rivestimenti, piatti doccia e mobili ideati appositamente per il progetto. La finitura Vergata, usata sul lavabo monolitico, si sviluppa sui fianchi del blocco fino a farlo sembrare una prosecuzione naturale della parete rigata — un effetto che sospende il confine tra oggetto e architettura.

La partizione del pavimento merita una lettura a sé: diagonali e lastroni di grandi dimensioni — non canonici, non regolari — riprendono consapevolmente la logica costruttiva delle piazze storiche di Trequanda, Serre e Rapolano, dove la pietra veniva posata contenendo gli sprechi, secondo tempi e metodi estrattivi diversi da quelli attuali. Quello che in altri contesti potrebbe sembrare una imperfezione è qui un tributo esplicito alla cultura materiale dei borghi toscani.

L'utilizzo di travertini provenienti dallo stesso bacino estrattivo — pur nelle loro variazioni di tonalità e finitura — garantisce un'armonia silenziosa tra ambienti diversi, che si percepisce senza essere nominata. È ciò che Vaselli chiama Spirito Pietra: la capacità della materia, quando lavorata con conoscenza e rispetto, di tenere insieme un luogo senza imporsi su di esso.

Ultime Product News

Altri articoli di Domus

China Germany India Mexico, Central America and Caribbean Sri Lanka Korea icon-camera close icon-comments icon-down-sm icon-download icon-facebook icon-heart icon-heart icon-next-sm icon-next icon-pinterest icon-play icon-plus icon-prev-sm icon-prev Search icon-twitter icon-views icon-instagram