Audio vintage non significa solo vinile. La storia dell'alta fedeltà coinvolge non solo i supporti (come il revival delle musicassette) ma anche i mezzi di riproduzione: anche gli speaker possono essere riportati indietro nel tempo, offrendo un design che strizza l'occhio al passato portando però avanti la tecnologia. Protagonista di questo Ritorno al futuro è Sonus Faber, azienda di Arcugnano, in provincia di Vicenza, che al Munich High End show 2019 ha lanciato Minima Amator II, un sistema di altoparlanti a due vie pensato per piccoli spazi come gli uffici di rappresentanza.
A livello estetico si guarda al passato con il cabinet in legno di noce massello che da una parte conferisce solidità al diffusore e dall'altra gli dona una certa eleganza. Alla base ecco poi una sottile lamina in ottone mentre il frontale è rivestito in pelle proprio come il retro su cui spicca la morsettiera in ottone. Vista la vocazione di Sonus Faber all'hi-end (ogni diffusore costa 4mila euro) i materiali non aggradano solo l'occhio ma sono pensati per accarezzare anche l'orecchio. Insieme infatti partecipano a convogliare a perfezione il suono, a riceverlo senza perdite, a diffonderlo nitidamente.
Ogni speaker è molto compatto, è un cosiddetto bookshelf, ovvero adatto ad essere posizionato all'interno di una scrivania, montato a muro o installato su un piedistallo. Se però fuori ci si guarda alle spalle, dentro ci si proietta nel futuro. Minima Amator II è frutto della trentennale ricerca dell'azienda e lo si vede soprattutto dai componenti.
All'interno di ognuno troviamo un tweeter da 28 mm che si occupa di riprodurre con precisione le alte frequenze: ha la cupola in seta, un accorgimento che evita il decadimento prematuro degli alti. Il midwoofer da 6 pollici invece ha il cono in polpa di cellulosa e fibre naturali su cestello in alluminio pressofuso che promettono di non far perdere dettagli. Da ultimo il crossover è basato sulla Paracross topology, topologia che garantisce un ottimo contrasto e attenua la sensibilità alle radio frequenze. Insomma, proprio una bella miscela di vecchio e nuovo.