Roberta Cocco

“Uno più uno fa sempre più di due”

Il ruolo delle donne nella città del futuro passa da un diverso approccio alla formazione. L'assessore alla digitalizzazione del Comune di Milano racconta STEMintheCity.

Un'iniziativa per avvicinare bambine e ragazze ai percorsi tecnico-scientifici, che nel cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo da Vinci allarga anche alle arti. Questo è STEMintheCity, il progetto del Comune di Milano quest'anno alla sua terza edizione. “STEM” è l'acronimo anglosassone per le materie scientifiche: Science, Technology, Engineering and Mathematics. “Quest'anno abbiamo aggiunto una “A”, quella di Arts, perché questo progetto valuta anche le arti, che però raggiungono il massimo potenziale se unite alla tecnologia”, spiega Roberta Cocco, un passato in Microsoft, oggi assessore a Trasformazione digitale e Servizi civici: “L'obbiettivo è quello di sollevare l'opinione pubblica sul tema dell'importanza delle competenze digitali per i giovani indipendentemente dalla professione che poi andranno a svolgere”. Dopo una fitta programmazione ad aprile, STEMintheCity raggiunge il culmine con una “maratona” nella seconda settimana di maggio.

Come nasce STEMintheCity?
In un mondo in cui tecnologia e innovazione stanno pervadendo tutti gli ambiti, professionali e personali, è molto importante aiutare i giovani a comprendere che le skills tecnologiche – software, tecnologie più avanzate, basi di coding – li aiuteranno nel loro futuro.

Per le ragazze le materie tecnico-scientifiche sono ancora tabù?
Per stereotipo l'ingegnere è maschio. È un problema internazionale che ci siano poche ragazze in questo mondo. Le ragazze sono di meno numericamente, ma quelle che scelgono questa strada poi hanno grandi soddisfazioni e opportunità di carriera pazzesche. I corsi sono dedicati alle classi, in generale, ma questa iniziativa si concentra sull’esortare le ragazze a percorsi di studio e professionali tecnico scientifici.

Questo tipo di iniziativa viene fatto anche in altre città? Avevate degli esempi o siete partiti da zero?
Io sono un assessore tecnico. Prima lavoravo in una organizzazione privata di tecnologia, dove avevo creato e fatto parte di progetti legati a questi temi. Il problema di aziende come quella dove lavoravo io era che ci sono pochissime ragazze con le competenze giuste. Mi sono portata un poco del background che avevo. A livello nazionale, il dipartimento per le pari opportunità ha portato avanti iniziative con le scuole per promuovere le dottrine tecnico scientifiche. La nostra è stata pensata all'interno del Comune di Milano con supporto di istituzioni pubbliche e private (partecipano a STEMinthecity Lenovo, Banca Intesa e Accenture, NdR).

Qual è il palinsesto?
Corsi di formazione, i temi spaziano dall'IoT all'intelligenza artificiale al blockchain, queste grandi parole tecnologiche che poi devono diventare progetti concreti. Ma ci sono anche incontri con role model, persone che hanno una vita normale ma hanno usato le competenze tecniche e scientifiche per la formazione e la carriera.    

Cosa succede durante la “maratona” di maggio?
Molte cose, con due eventi fondamentali: “Geniali si diventa”, donne straordinarie che raccontano in prima persona la loro esperienza, e uno spettacolo teatrale, “Donne come noi”, che racconta il percorso scientifico e la vita di otto figure femminili. Ci sono tanti appuntamenti, ma questi due sono rappresentativi di una volontà di offrire modelli concreti.

Donna, assessore su temi digitali, con un passato in una grande azienda tecnologica. Il primo esempio è lei.
Credo che l'esempio valga più di mille parole. Soprattutto verso i giovani, forse anche perché ho tre figli adolescenti. E mi sento questa responsabilità. Anche perché ho fatto una scelta, quella di lasciare la multinazionale americana molto ambita per fare una scelta di impegno sociale per la mia città. Ma l'ho fatto con le competenze che avevo.

Non sente la responsabilità?
Ovviamente sì.

Come vede il futuro delle donne?
Mi auguro che il ruolo delle donne sia pari e complementare a quello degli uomini. Uno più uno fa sempre più di due, soprattutto se queste due unità hanno caratteristiche diverse.

Dovranno cambiare anche gli uomini.
In una società per uno sviluppo economico, per uno sviluppo sociale devono essere coinvolte tutte le componenti. Le nuove generazioni sono sempre più predisposte a condividere temi familiari e crescita dei figli insieme. È vero che nella maggior parte dei casi è la donna ad avere il fardello delle incombenze, ma almeno a Milano, nella mia città, vedo nelle nuove generazioni il cambiamento. Io credo che la società stia cambiando. Forse dovrebbe farlo più velocemente? Può essere. Ma io sono ottimista.

In quale città vivranno i ragazzi che oggi partecipano a STEMintheCity?
La Milano di domani è una città in cui la tecnologia non è il fine, ma il mezzo per facilitare la vita dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione. Semplificando i processi e trasferendoli sullo smartphone. Vedo una città interconnessa, capace di dare servizi, dal tram che ti chiama quando sta arrivando alla possibilità di scaricare i documenti dell'anagrafe sul telefonino a potere usare una identità digitale anziché l'autocertificazione.

Come si insegna la tecnologia a chi è nativo digitale?
Essere bravi nell'utilizzo delle tecnologie, sui social media, studiare, giocare, non è sinonimo di avere le competenze digitali. Noi adulti abbiamo il dovere di fare capire ai ragazzi quali sono gli ambiti in cui farsi delle competenze che poi useranno nel loro futuro.

Da quest'anno avete inserito anche l'arte.
Molte delle professioni che più immediatamente vengono rimandate all'arte: il curatore artistico, il restauratore, architettura e design vengono svolte da persone con lauree scientifiche, ma con grandi conoscenze umanistiche. E quindi è sembrato corretto inserire questa “A”, in particolare con l'anniversario della morte di Leonardo. Abbiamo coinvolto i licei artistici e ci saranno occasioni in cui parleremo di Leonardo come figura di architetto, ingegnere scienziato ma anche artista e creatore.

Difficile in una città come Milano ignorare design e architettura.
Abbiamo fatto diversi progetti ponte tra parte tecnologica e quella di design, tra la Digital Week e la Design Week. Il design è un contesto che sicuramente ha una impronta scientifica, a Milano è un dipartimento fondamentale, ma le basi di informatica aiutano molto.

Anche perché l'archistar, l’architetto che dirige i migliori studi del pianeta, i quali nella maggior parte dei casi ne portano il nome, proprio come l'ingegnere per stereotipo è un uomo.
È una questione di cultura. Anche in questo contesto le donne ci sono e fanno progetti straordinari, ma sono pochissime quelle riconosciute. Vogliamo farle conoscere. Avere dei modelli è importante.

A proposito di modelli. Leonardo era un uomo.
Una donna, invece?
Ci sono delle donne scienziato che sono esempi incredibili. Rita Levi Montalcini o Margherita Hack. Tornando indietro nel tempo, Madame Curie. Di donne ce ne sono, purtroppo non così conosciute. Qualche anno fa c'era un bellissimo documentario, in cui si chiedeva il nome di uno scienziato a ragazze delle elementari e medie. Uscivano solo nomi di uomini. Ecco, noi vogliamo cambiare anche quello.

Iniziativa:
STEMintheCity
Città:
Milano
Durata:
Aprile e Maggio 2019

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