Nell’ambito di Milano Museocity, UniFor trasforma il proprio spazio e la sua vetrina, nel grande edificio di Herzog & de Meuron di via Pasubio, in una riflessione sulla città. “La città degli oggetti” mette in dialogo le sculture di Francesco Somaini con quattro arredi fondamentali del catalogo UniFor: Cartesio, Consiglio, Parigi e Museo, mobili progettati da Aldo Rossi, l’architetto che più di tutti ha saputo mettere la città nell’architettura e l’architettura negli oggetti.
In modo analogo, negli anni Settanta, Francesco Somaini conduce un’indagine sulla città, individuando nella scultura un mezzo centrale per ricucire l’architettura urbana. Oggi quei mobili e quelle sculture entrano in relazione in un’installazione curata da Studio Klass con la Fondazione Francesco Somaini Scultore.
Quattro grandi cubi diventano stanze monocromatiche, colorate con tinte rintracciabili nel lavoro di Rossi e concepite come piccole architetture museali in cui si riconosce una certa “urbanicità”, tradotta nella scala delle sculture e di quegli arredi che nel 1994 venivano raccontati su Domus 766 così: “il legno chiaro è protagonista, abbinato a colori cari al progettista: giallo becco d’oca per gli elementi di giunzione della sedia, rosso Cina o azzurro Madonna per la libreria. Quest’ultima è costituita da una serie di scatole cubiche in lamiera verniciata (interasse 45 cm), aggregate a piacere sia in altezza sia in larghezza, unite con ribattini le une alle altre, controventate da tiranti posizionati tra le file di elementi e chiuse da una facciata finestrata. Questa sorta di curtain wall è ottenuta tagliando un unico pannello di compensato, di cui pertanto si conserva il disegno. I vetri sono a filo esterno del telaio e vengono fissati a secco. I fianchi sono in lamiera ondulata verniciata.”
Il punto di vista del visitatore diventa un affaccio privilegiato su facciate, piazze e architetture: una scena urbana in miniatura. Lo spazio occupato dai quattro blocchi che ospitano i “paesaggi urbani” moltiplica gli isolati della città all’interno dello showroom, estendendo idealmente la griglia del tessuto urbano. Questo impianto contribuisce alla costruzione di una città analoga, edificata attraverso un’interpretazione inedita del lavoro di Rossi e Somaini.
