Snøhetta: relations

La mostra all’aut. architektur und tirol center prova a rendere visibile e tangibile l’approccio interdisciplinare, sociale e paesaggistico di Snøhetta.

View of the exhibition “Snøhetta: Relations”. Photo © Günter Richard Wett
Con un allestimento concepito per gli spazi dell’aut. architektur und tirol center di Innsbruck, la mostra “Snøhetta: relations”, dedicata al lavoro dello studio norvegese, si concentra sul tema del “paesaggio sociale” come elemento principale.
Fig.1 Lascaux IV: The International Centre for Cave Art di Snøhetta a Montignac (Francia). Photo © Luc Boegly + Sergio Grazia
Fig.1 Lascaux IV: The International Centre for Cave Art di Snøhetta a Montignac (Francia). Photo © Luc Boegly + Sergio Grazia
Dalla Bibliotheca Alexandrina, primo grande progetto premiato con l’Aga Khan Award al Teatro dell’Opera di Oslo con il tetto panoramico accessibile – insignito del Premio Mies van der Rohe e dell’European Prize for Urban Public Space – lo studio norvegese, fondato nel 1989, è oggi coinvolto in una moltitudine di progetti in tutto il mondo tra architettura, paesaggio, design degli interni e brand design. Ha 180 dipendenti suddivisi tra i due principali studi di Oslo e New York e le filiali di San Francisco e Innsbruck.
Fig.2 Vista della mostra “Snøhetta: Relations”. Photo © Günter Richard Wett
Fig.2 Vista della mostra “Snøhetta: Relations”. Photo © Günter Richard Wett
A collegare tutti i progetti dello studio è l’approccio che considera l’architettura come un paesaggio costruito, un paesaggio che definisce uno spazio architettonico, articolandosi anche socialmente aperto a nuove possibilità. I team sempre multidisciplinari cercano di trovare una soluzione armoniosa in relazione ai rispettivi contesti locali del paesaggio, della storia e dell’ambiente sociale.
Img.3 Tverrfjellhytta, Norwegian Wild Reindeer Pavilion by  Snøhetta (2009-2011), Hjerkinn, Dovre, Norway. Photo © Ketil Jacobsen
Fig.3 Tverrfjellhytta, Norwegian Wild Reindeer Pavilion di Snøhetta (2009-2011), Hjerkinn, Dovre, Norvegia. Photo © Ketil Jacobsen
L’interdisciplinarietà non è una parola d’ordine, ma piuttosto la forza trainante di un disegno e l’atteggiamento che permette un più ampio conglomerato di conoscenze, esperienze e idee di confluire nel processo costruttivo, convinti che un progetto non sorga mai da un solo autore, ma sia sempre il risultato di un lavoro congiunto. Non solo internamente, dove gli architetti, i progettisti di interni, i progettisti di paesaggi e gli stilisti di sesso maschile e femminile lavorano insieme su ogni progetto in squadre gerarchicamente pianificate, portando ciascuno le proprie diverse prospettive, ma anche esternamente in collaborazione con esperti dei vari campi – siano essi artisti, commercianti, filosofi o sociologi – e gruppi di interesse che hanno un impatto nel contesto specifico del progetto. Dietro questo processo pluralistico, c’è l’obiettivo di avvicinarsi in maniera imparziale a una serie di compiti, sviluppando approcci olistici che in ultima analisi portino a soluzioni che ottengono un’accoglienza alta tra tutte le parti interessate.
La mostra “relations” intende rendere visibile e sperimentabile questo approccio interdisciplinare e sociale di Snøhetta. Di conseguenza, non si tratta di una piccola mostra sul lavoro dello studio, ma di una rielaborazione e di una ridefinizione degli spazi e delle strutture esistenti. In questo modo, entrambi le sale superiori del centro si trasformano in un “paesaggio sociale” dove le persone possono sedersi o percorrere, interrogandosi su temi di uso comune cercando di spingere i visitatori a fruire dello spazio in un modo diverso dal solito.

 

Sotto il titolo “Snøhetta and friends – details of collaborations” e mettendo a confronto disegni, materiali e prototipi con il progetto finito, diventa chiaro quali discipline e artigiani abbiano di volta in volta preso parte al processo di progettazione. Una “Nordic room” è dedicata al tema della localizzazione e del paesaggio e presenta i progetti meno noti di Snøhetta con fotografie. Oltre a questo, “A House to Die In” – una residenza per l’artista norvegese Bjarne Melgaard – documenta in modo completo il processo di genesi ed evoluzione di un progetto concreto.


fino al 7 ottobre 2017
Snøhetta: relations
aut. architektur und tirol
Lois Welzenbacher Platz 1, Innsbruck

Ultime News

Altri articoli di Domus

Leggi tutto
China Germany India Mexico, Central America and Caribbean Sri Lanka Korea icon-camera close icon-comments icon-down-sm icon-download icon-facebook icon-heart icon-heart icon-next-sm icon-next icon-pinterest icon-play icon-plus icon-prev-sm icon-prev Search icon-twitter icon-views icon-instagram