Più che un progetto, PSM è un esperimento materiale, spaziale e sociale. Progettazione, fabbricazione, e riconfigurazione spaziale sono combinati come strategia per indagare le relazioni tra i diversi materiali e processi sociali che gravitano intorno alla plastica, le sue opportunità e le conseguenze. Si tratta di uno sforzo congiunto per collegare metodologie progettuali alternative con l’attivazione degli spazi pubblici attraverso una realtà materiale che, in gran parte, incornicia il nostro rapporto con il nostro ambiente fisico, la nostra idea di materialità, di futuro ecologico e di forme di interazione sociale.
Il festival Design Decode è stata la cornice dell’intervento dove, grazie all’intensa partecipazione del pubblico, PSM è diventata un modo di esplorare la capacità di configurare e articolare la nostra realtà materiale annidata nel collettivo.
Plastic Spatial Machine, Città del Messico
Tipologia: installazione
Architetti: Arturo Revilla e Ricardo Sosa
Coordinamento Decode: Alexiz del Toro e Jorge Diego Etienne
Conarte Monterrey: Laura Pacheco - Direccón CONARTE Nave Generadores, Carlos “Rito” Barrera, Vicente Flores, Humberto Cantú
Collaboratori: Aaron Contreras, Alan Olivo, Alejandra Palacios, Andrea Garcia, Andrea Mendoza, Catalina de Leon, CynthiaPavolva, Cynthia Reyes, Daniela Armengual, Elisa Dominguez, Grace Cantú, Ignacio Woolfik, Jimena Rodriguez, Karen Aydee Martinez, Karen Yessenia Rdz, Karla Rebolledo, Laura Garza, Lorena Vargas, Magda M Theirot, Maria Santos, Martin Garcia, Matute Gomez, Melissa Vazquez, Pablo Lopez, Paco Chapa, Priscila Alanis, Rebeca Franco, Ricardo Aguilar, Tamara Chamut, Veronica Saldaña, Yael Escarzaga
