– Quattro studenti della Bartlett School of Architecture hanno usato il semplice cucito per trasformare un foglio di feltro in forme fluide complesse e strutturalmente forti.
– Martin Hertig ha vinto l’ECAL’s Award of Excellence esplorando l’ingenua fiducia che circonda i sistemi di raccolta dati, che offrono divertimento in cambio di dati personali.
– OFIS architects e AKT II con tredici studenti hanno affrontato la sfida della progettazione di un rifugio innovativo ma pratico per soddisfare le esigenze del clima alpino estremo, indagando anche l’aspetto simbolico del bivacco.
– La collezione di Karim Adduchi She Knows Why the Caged Bird Sings vuole tradurre il simbolismo e la percezione delle donne berbere e dare loro una voce.
– Nel suo progetto di tesi all’Accademia delle Belle Arti di Gerusalemme Dana Douiev esplora la cultura africana ed etiope in relazione ad agricoltura e alimentazione.
– Dopo una ricerca teorica e un caso di studio in Guatemala, il designer berlinese Jonas Hasselmann offre uno sguardo critico su come i souvenir rappresentano luoghi e memorie.
– Una forchetta per prendere il riso un granello alla volta, un cucchiaio troppo largo, uno forato, e un coltello debole: con il suo assurdo set di posate Firdaws Fourcroy ci rende schizofrenici, interrompendo i rituali quotidiani e riportandoci a uno stato improduttivo.
– Con un provocatorio progetto di tesi alla Saint Martins Marta Monge immagina gli oggetti che un clandestino potrebbe progettare per attraversare le frontiere europee.
– Per il suo progetto di fine anno al RCA, il designer cinese Chen Chao si è ispirato alla pigna per sviluppare un materiale che reagisce all’acqua, dalle molte possibilità applicative.
– Antonio Cascos Chamizo affronta la mancanza di risorse, la sovrappopolazione e la questione del consumismo proponendo una soluzione provocatoria.
In apertura: Marta Monge, Border Crossing
