Un abito per la Luna

La ricerca progettuale al centro della collezione Wanderers di Neri Oxman si trova all’incrocio tra la stampa 3D multi-materica e la biologia sintetica.

L’ultima collezione di Neri Oxman, Wanderers, esplora la possibilità di viaggiare in altri mondi esplorando i pianeti dall’interno.

Gli abiti stampati 3D e pensati per “pellegrini interplanetari” sono progettati per ospitare microrganismi sinteticamente ingegnerizzati capaci di rendere l’ostile abitabile. Ogni progetto è un codice dell’animato e dell’inanimato con un’origine e una destinazione: l’origine sono gli organismi che si moltiplicano per creare il vestito dentro un involucro stampato in 3D; la destinazione è un pianeta unico nel sistema solare.

Neri Oxman in collaborazione con Christoph Bader e Dominik Kolb, Wanderers collection, Al-Qamar. Prodotto da Stratasys per Objet500 Connex3 3D Production System. Photo credit: Yoram Reshef. Photo courtesy Neri Oxman

La collezione rappresenta gli elementi che sostengono la vita (terra, acqua, aria e fuoco), e offre la loro controparte biologica in forma di microorganismi ingegnerizzati per produrre elementi di sostegno vitale. Gli abiti sono progettati per interagire con un ambiente specifico caratteristico della loro destinazione e generare quantità di biomassa, acqua, aria e luce sufficienti per sostenere la vita: alcuni attraverso la fotosintesi convertono luce in energia, altri con la biomineralizzazione rafforzano e accrescono le ossa umane, altri ancora con la fluorescenza illuminano la strada nel buio. Ogni abito trasforma gli elementi che si trovano nell’atmosfera di uno degli elementi classici di sostegno della vita: l’ossigeno per respirare, i fotoni per vedere, la biomassa per mangiare, i biocarburanti per lo spostamento, e il calcio per la costruzione delle ossa. La ricerca progettuale al centro di questa collezione si trova all’incrocio tra la stampa 3D multi-materica e la biologia sintetica.

Neri Oxman in collaborazione con Christoph Bader e Dominik Kolb, Wanderers collection, Zuhal. Prodotto da Stratasys per Objet500 Connex3 3D Production System. Photo credit: Yoram Reshef. Photo courtesy Neri Oxman

Giove è il pianeta più grande del sistema solare, con una massa due volte e mezzo superiore alla massa complessiva di tutti gli altri pianeti del sistema solare. Chiamato come il re degli dei, il suo nome arabo ne riflette la vastità (Mushtari significa “enorme, gigante”). Progettato come un unico filo pieno di materia vivente ispirato alla forma e alla funzione del tratto gastrointestinale umano, questo abito è stato pensato come un sistema organico per consumare e digerire biomasse, assorbire sostanze nutritive ed espellere i rifiuti. Il movimento peristaltico della materia all’interno dei tratti traslucidi del vestito è progettato per supportare il flusso di cianobatteri che convertono la luce del giorno in saccarosio. Saturno è noto per lvortici, dovuti a un forte gradiente latitudinale della velocità dei venti che soffiano in tutta l’atmosfera del pianeta. Prende il nome dal dio romano dell’agricoltura, mentre il suo nome arabo Zuhal indica la fertilità e la crescita. Il vestito  è coperto con una fitta trama pelosa per rispondere ai venti vorticosi con strutture complesse caratterizzate da elevata area superficiale in rapporto al volume. È stato progettato come un campo vorticoso indossabile, di dimension, densità e organizzazione variabili per adeguarsi alla variazione del vento locale. La luna di Saturno, Titano è nota per includere idrocarburi nella sua atmosfera superiore, possibile precursore per la vita. L’altra luna, Encelado, con la sua composizione oceanica, è stata spesso considerata come base potenziale per la vita microbica. La superficie fibrosa è progettato per contenere batteri che possono convertire gli idrocarburi in sostanze commestibili che possono essere consumati dagli esseri umani.

Neri Oxman in collaborazione con Christoph Bader e Dominik Kolb, Wanderers collection, Mushtari. Prodotto da Stratasys per Objet500 Connex3 3D Production System. Photo credit: Yoram Reshef. Photo courtesy Neri Oxman

Chiamato come il dio romano Mercurio (in arabo Otaared), il messaggero degli dei, il pianeta manca di qualsiasi atmosfera, per cui tutta la sua superficie è a rischio di impatto. L’eggattivo inglese mercurial, tipicamente usato per riferirsi a qualcosa o qualcuno di irregolare, volubile o instabile, deriva dai rapidi voli di Mercurio da luogo a luogo. Otaared è concepito come estensioni  che salgono dalle scapole per proteggere la testa. La struttura sale computazionalmente dalle scapole e lo sterno verso l’esterno generando un esoscheletro alato ramificato. La scocca stampata è progettata per contenere batteri per la calcificazione cresciuti all’interno di un caduceo indossabile. L’obiettivo finale è quello di far crescere delle strutture ossee vere che funzionino come esoscheletro di protezione. Il quarto abito è dedicato alla Luna (in arabo Qamar) – l’oggetto più luminoso nel cielo dopo il sole – la cui rappresentazione divina è spesso caratterizzata da un carro a due ruote. Ispirandosi alla struttura della superficie della Luna, l’abito ha una superficie pneumatica indossabile per la generazione e la memorizzazione di ossigeno. A differenza di un Biodome indossabile, questa texture contiene tasche sferiche che ospitano alghe per la purificazione dell’aria e la raccolta di biocarburanti.

Wanderers (la parola “pianeta” deriva dal termine greco planets che significa “errante”, wanderer) è stato presentato nell’ambito della mostra di Stratasys “The Sixth Element: Exploring the Natural Beauty of 3D Printing” esposta a Francoforte durante EuroMold.

Neri Oxman in collaborazione con Christoph Bader e Dominik Kolb, Wanderers collection, Mushtari. Prodotto da Stratasys per Objet500 Connex3 3D Production System. Photo credit: Yoram Reshef. Photo courtesy Neri Oxman
Neri Oxman in collaborazione con Christoph Bader e Dominik Kolb, Wanderers collection, Mushtari. Prodotto da Stratasys per Objet500 Connex3 3D Production System. Photo credit: Yoram Reshef. Photo courtesy Neri Oxman
Neri Oxman in collaborazione con Christoph Bader e Dominik Kolb, Wanderers collection, Al–Qamar. Prodotto da Stratasys per Objet500 Connex3 3D Production System. Photo credit: Yoram Reshef. Photo courtesy Neri Oxman
Neri Oxman in collaborazione con Christoph Bader e Dominik Kolb, Wanderers collection, Zuhal. Prodotto da Stratasys per Objet500 Connex3 3D Production System. Photo credit: Yoram Reshef. Photo courtesy Neri Oxman
Neri Oxman in collaborazione con Christoph Bader e Dominik Kolb, Wanderers collection, Zuhal. Prodotto da Stratasys per Objet500 Connex3 3D Production System. Photo credit: Yoram Reshef. Photo courtesy Neri Oxman


Wanderers
Design: Neri Oxman
In collaborazione con: Christoph Bader e Dominik Kolb
Produzione: Stratasys