#NotABugSplat

Un collettivo di artisti ha rivolto verso il cielo il grande ritratto di una bambina nella regione di Khyber Pukhtoonkhwa, in Pakistan, dove si verificano regolarmente attacchi dei droni.

Nel gergo militare, gli operatori dei droni Predator fanno spesso riferimento alle uccisioni come bug splats (“scarafaggi schiacciati”) perché i corpi appaiono come insetti schiacciati nelle sgranate immagini trasmesse dai video.

Per sfidare questa insensibilità e aumentare la consapevolezza delle vittime civili, un collettivo artistico ha installato un grande ritratto rivolto verso il cielo nella regione pakistana di Khyber Pukhtoonkhwa, dove si verificano regolarmente attacchi dei droni. Ora, quello che appare sullo schermo degli operatori non è più un puntino anonimo nel paesaggio, ma il viso di una bambina.

#NotABugSplat

L’installazione è stata anche pensata per essere catturata dai satelliti, in modo da renderla una parte permanente del paesaggio su siti di mappatura online. Il progetto nasce dalla collaborazione tra diversi artisti che hanno utilizzato il movimento “Inside Out” dell’artista francese JR. Reprieve, Foundation for Fundamental Rights ha contribuito a lanciare l’iniziativa attraverso l’hashtag # NotABugSplat.

#NotABugSplat

La bambina nel manifesto è senza nome ma, secondo FFR, ha perso entrambi i genitori e due fratelli per l’attacco di un drone. Il gruppo di artisti ha raggiunto la provincia di Khyber Pukhtoonkhwa e, con l’aiuto degli abitanti locali, ha srotolato il manifesto tra le capanne di fango e le fattorie. L’intenzione è quella di suscitare un sentimento di empatia negli operatori di droni, nonché un dialogo tra i politici.


#NotABugSplat
con il supporto di Reprieve/Foundation for Fundamental Rights