Questo mese: Domus 1004

In questo mese

In copertina

Rielaborando un suo dipinto a tempera, creato per la rivista Rio del 1953, la cover di #Domus1004 rende omaggio al grande paesaggista brasiliano Roberto Burle Marx.

Domus 1004

In copertina: elaborazione grafica della copertina di Rio del 1953 realizzata da Roberto Burle Marx. Acquerello su carta, 33 x 28 cm. © Sítio Roberto Burle Marx, Rio de Janeiro

Editoriale: Se tutti fanno tutto

Spesso ci è capitato di ragionare sul nostro recente passato, con l’obiettivo dichiarato di rintracciarvi i materiali buoni per analizzare, interpretare e vivere meglio il nostro presente. Se ora volessimo chiederci cosa abbia maggiormente caratterizzato questo tempo e se ci si perdona l’ardire della domanda e la conseguente risposta, vorremmo azzardare a definirlo il tempo dell’attesa.

Roberto Burle Marx: Un modernista brasiliano

In occasione della mostra in corso al Jewish Museum di New York, Kenneth Frampton rilegge l’opera del prolifico architetto paesaggista di San Paolo che, con un’attività lunga oltre 60 anni intrecciata a quella dei maggiori progettisti del tempo, ha segnato una svolta formale nell’arte dei giardini e ha promosso un innovativo centro di ricerca botanico dedicato soprattutto alle piante native, impegnandosi anche come orticultore ed ecologista all’avanguardia.

CompleXdesign

Il tema della città – sia quella storica sia quella contemporanea – è al centro degli interessi didattici di Inès Lamunière all’École Polytechnique Fédérale di Losanna. Nei suoi corsi il tema della “grande scala” e quello delle infrastrutture diventano così il filo rosso che permette agli studenti di confrontarsi con le città simbolo di ieri e di oggi, mentre al progetto viene dato il compito di trasformare e modificare, più che di costruire.

Facoltà d’architettura dell’Università di Tokyo

Offrire una preparazione dagli orizzonti ampi, che vada oltre i tradizionali campi della progettazione, è il punto di forza della didattica di questa facoltà – parte di una federazione universitaria che ne comprende dieci, oltre a scuole di perfezionamento e istituti di ricerca. Una visione che ha portato ad affrontare le problematiche del territorio e a dedicare grande attenzione alla progettazione computazionale e parametrica.

Arch and Art reinterpretata

Per completare l’iniziativa, e visto il nostro forte interesse nei confronti delle nuove generazioni, abbiamo poi chiesto a 15 studenti e a un docente dell’Accademia di architettura di Mendrisio di proporre, per ogni padiglione, una loro personale interpretazione
e di operarne una trasfigurazione formale in modelli.

Immaginare l’attesa. Attendere l’immagine

Al grande maestro napoletano, la sua città regala la più ampia personale mai allestita sul suo lavoro. La nostra rivista – a partire dal titolo dell’esposizione, “Mimmo Jodice. Attesa 1960–2016” – ha chiesto al filosofo Pietro Montani una riflessione sul tema dell’attesa. La consideriamo, se il filosofo ce lo consente, un nostro dono a Mimmo.

Edizioni & Multipli

In un libro di prossima pubblicazione Maurizio Nannucci raccoglie in forma di catalogo ragionato tutte le edizioni e i multipli da lui creati dal 1967 a oggi. Del volume anticipiamo il manifesto che l’artista fiorentino ha scritto a codifica e precisazione di questa pratica e ricerca da sempre centrali nel suo lavoro.

Il mio romitorio

Nella semplicità e nella solitudine di un piccolo padiglione  di soli sette metri quadri immerso nel verde a Rhinebeck, nella valle dell’Hudson, l’architetto americano ha trovato da molti anni il suo rifugio dorato, in cui realizzare i suoi amati acquerelli che da sempre lo accompagnano e concentrarsi nella sua attività speculativa.

OBRA Architects: Scuola materna SanHe, Pechino

Nel progetto per un grande complesso scolastico in un sobborgo della capitale cinese, OBRA Architects caratterizza la forte massa volumetrica con spazialità domestiche più adeguate alla funzione dell’edificio, sperimentando anche una configurazione delle aule inedita per gli standard cinesi.

Eero Aarnio: Il designer del colore e della gioia

La mostra aperta al Designmuseo di Helsinki è la più ampia mai realizzata sul lavoro e il pensiero dell’83enne designer finlandese, a cui è internazionalmente riconosciuto il merito di aver messo la forma al servizio dell’immaginazione. L’ambizione dell’esposizione è rivelare il portato e la profondità del modo di lavorare di Eero Aarnio, grazie a materiali inediti provenienti dagli archivi dello studio e da quelli dei produttori storici.

The New Tate Modern, Londra

Il completamento del progetto dello studio svizzero per l’istituzione londinese segna non solo la conclusione di un lavoro incominciato 20 anni fa, ma anche e soprattutto il compimento di un’opera architettonica magistrale che, grazie alla guida di una committenza intelligente e alla maturità professionale raggiunta dai progettisti, riesce a radicarsi profondamente nel tessuto urbano, costituendo un vero e proprio pezzo di città contemporanea.

The Feuerle Collection, Berlino

La potenza volumetrica di un bunker della Seconda guerra mondiale in una zona centrale della capitale tedesca diventa occasione per misurarsi con temi architettonici comuni anche all’arte moderna. Gli enormi spessori delle pareti e dei solai e la ripetizione ritmica della struttura portante sono utilizzati per realizzare un progetto incentrato sull’esperienza sensoriale del visitatore.

Edificio Lee per didattica e ricerca dell’ETH, Zurigo

Un progetto esemplare, che permette di raccontare come un edificio possa riassumere in un segno unico richieste funzionali, costruttive e urbanistiche. Il giovane studio svizzero interpreta in un’architettura nel centro di Zurigo la conoscenza tecnica tipica dell’ETH.

La nobiltà della professione

Rinascimentale come ama definirsi, manierista per sua natura, Piero Lissoni racconta la sua storia e il suo approccio alla vita e al mestiere. Empatico per vocazione, riesce a dialogare con imprenditori e clienti di tutto il mondo, trasformando spesso le imprese con cui lavora in aziende leader nel loro settore.

15. Biennale di Architettura di Venezia.Reporting from the front

Per raccontare la 15. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia abbiamo chiesto a sette autorevoli architetti del panorama internazionale di media generazione di darci la loro opinione su quanto hanno visto. Ne è emersa una lettura personale e molto diversificata della mostra e, allo stesso tempo, una lettura precisa e compatta sull’idea del nostro mestiere oggi, visto dalla parte di chi fa.

Elzeviro: Abitare l’esilio

Dall’esilio nasce una nuova idea di cittadinanza, fondata non più sui diritti acquisiti, ma su quelli da acquisire, senza distinzione di lingua, sesso, età, religione, etnia, provenienza, idee... Perché in futuro non si abiterà più una terra, ma un medesimo esilio.