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Coolnvintage ha trasformato la Defender in un progetto culturale

La Land Rover Defender non è il fine ma il mezzo: Coolnvintage la usa per costruire un’estetica del lavoro contemporaneo, dove il processo conta più della personalizzazione.

Coolnvintage nasce a Lisbona nel 2012 da un’idea di Ricardo Pessoa, ma più che un atelier di restauro è, fin dall’inizio, un progetto culturale. La Land Rover Defender non è il fine, bensì il mezzo: un oggetto industriale radicale, progettato per durare e adattarsi, scelto come piattaforma per costruire un nuovo linguaggio del lavoro manuale contemporaneo, in equilibrio tra meccanica, design e uso reale.

La Defender originale era, per sua natura, senza retorica. Forma subordinata alla funzione, geometrie primarie, superfici oneste. Un veicolo che non chiede di essere “reinterpretato”, ma compreso. Coolnvintage parte da qui: dal rispetto rigoroso per l’estetica del mezzo, che non viene mai sovrascritta ma progressivamente chiarita, resa leggibile. Il risultato non è un restomod in senso tradizionale, ma una ricostruzione critica, dove ogni scelta formale è la conseguenza diretta di un sistema di lavoro.

©Coolnvintage

Pessoa, che Domus ha incontrato personalmente, parla raramente di artigianato e quasi mai di nostalgia. Il riferimento è piuttosto quello di un processo industriale: per raggiungere determinati standard qualitativi l’intuizione non basta. Servono struttura, ripetibilità, controllo. Oggi circa il 90% del lavoro di Coolnvintage non avviene sull’auto, ma prima: nella ricerca, nella raccolta, nella selezione e soprattutto nella catalogazione maniacale di ogni singolo componente. Un approccio che ricorda più un laboratorio di design sistemico o un centro di ricerca che un’officina tradizionale.

La Land Rover Defender non è il fine ma il mezzo: Coolnvintage la usa per costruire un’estetica del lavoro contemporaneo.

Le vetture di partenza arrivano per circa il 40–50% dai clienti, il resto viene selezionato direttamente dal team. Ogni Defender viene completamente smontata; servono sei mesi solo per arrivare a una base pronta per il riassemblaggio. Verniciature e trattamenti strutturali vengono affidati a partner esterni altamente specializzati, perché il controllo della qualità passa anche dal saper riconoscere i limiti dell’autoproduzione. L’obiettivo non è rifare tutto, ma preservare il più possibile, intervenendo solo dove è realmente necessario.

©Coolnvintage

L’uso esclusivo di componenti Land Rover originali è un altro punto fermo. Anche i ricambi nuovi, quando non rispondono agli standard richiesti, vengono rifatti, corretti, ricodificati. Molti componenti oggi disponibili sul mercato provengono dalla produzione industriale globale e non rispettano tolleranze, materiali o finiture adeguate. In Coolnvintage ogni parte entra in un sistema di tracciabilità: viene registrata, aggiornata, archiviata. Alla consegna, ogni auto è accompagnata da un libro che documenta l’intero processo, consentendo — se lo si desidera — di riportarla allo stato originale. Un gesto che richiama il mondo museale, ma qui è messo al servizio dell’uso.

©Coolnvintage

Perché museo non è la parola chiave. All’inizio Coolnvintage lavorava esclusivamente su colori originali di gamma, attirando soprattutto collezionisti nel senso più puro del termine: auto perfette, ma destinate all’immobilità. La svolta arriva quando Pessoa decide di rispettare integralmente struttura e meccanica dell’ennesima Defender, ma di liberare il progetto sul piano cromatico e compositivo. Nascono così combinazioni più audaci, che non negano l’identità del mezzo ma la spostano in un contesto contemporaneo. I collezionisti più conservatori si allontanano, ma arrivano nuovi clienti: persone che vogliono usare queste auto, viverle, portarle al mare tra i saliscendi di Ibiza, in montagna tra le Alpi innevate o tra i terreni collinari della loro tenuta nel Chianti.

L’uso reale mette alla prova il sistema. Le prime vetture rientrano dopo un paio d’anni con segni d’ossidazione in alcune zone. Coolnvintage interviene gratuitamente, corregge, migliora il processo e ridefinisce gli standard. È un passaggio fondamentale: l’errore non viene nascosto, ma assorbito dal metodo e trasformato in conoscenza operativa. Da quel momento nessun compromesso è più ammesso, nemmeno dopo la consegna. Oggi Coolnvintage vanta un team di circa 20 persone, ha realizzato una cinquantina di vetture ed è in grado di produrne una dozzina l’anno. Ogni Defender viene consegnata come se dovesse essere l’auto personale del founder Ricardo Pessoa: nessun logo, nessuna firma, nessun monogramma. L’identità del brand non è dichiarata, ma incorporata nel progetto.

Questa coerenza attraversa tutto il sistema Coolnvintage. Si percepisce nell’atelier di Lisbona, nello spazio di lavoro ordinato ma mai spettacolarizzato, negli strumenti, nella sequenza delle operazioni. È evidente nei materiali fotografici, che non cercano l’epica ma la precisione, e nella comunicazione visiva, dove l’oggetto è sempre mostrato come risultato di un processo, non come feticcio. Anche la pagina Instagram diventa un’estensione del progetto: archivio visivo del lavoro, non vetrina.

In un’epoca che confonde la personalizzazione con l’eccesso, Coolnvintage propone un’idea diversa di unicità: quella che nasce dal controllo del processo. Un’estetica del lavoro prima ancora che del prodotto. E forse è proprio questa, oggi, la forma più avanzata di progetto.

Tutte le immagini: ©Coolnvintage

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