L’utilizzo della riproduzione fotografica nell’arte contemporanea e il rapporto tra fotografi e artisti, sono alcuni dei temi affrontati nell’esposizione torinese “La RiproRiduzione”. Tutto è riproducibile? Si chiede il curatore, Giacinto di Pietrantonio, direttore della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo. E, per rispondere all’interrogativo, propone un viaggio tra le tecniche classiche – calco, stampa e fotografia – che moltiplicano l’originale.
In mostra, opere storiche (di Joseph Kosuth, Michelangelo Pistoletto e Gerhard Richter) si alternano a fotografie di edifici e città (le architetture incompiute del cubano Carlos Garaicoa e le città di Gabriele Basilico). Ma troviamo anche le immagini sospese tra realtà e finzione di Thomas Demand e Giuseppe Gabellone, le documentazioni fotografiche di performance (come i cloni di patinate modelle di Vanessa Beecroft) e i calchi giallo canarino di madonnine di Katarina Fritsch.
A completare il percorso espositivo, un lavoro di grandi dimensioni di Ettore Spalletti, realizzato insieme al fotografo Attilio Maranzano, accanto alle immagini ricavate al computer di Pietro Roccasalva, alle immagini di Andreas Gursky e agli scatti di Armin Linke.
L’iniziativa fa parte del progetto decennale (dal 2000 al 2010) “Vetrine alla Calcografia”, un ciclo di mostre di arte contemporanea concepite dall’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma in collaborazione con l’Archivio di Stato di Torino.
fino a 30.3.2003
La RiproRiduzione
Archivio di Stato
piazza Castello 209, Torino
T +39-011-5624431
La riproduzione nell’arte contemporanea
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- 03 marzo 2003