Casa Port

Casa Port, la nuova stazione ferroviaria di Casablanca, parte del discusso programma di opere per la realizzazione dell’alta velocità tra Tangeri e Casablanca, vuole essere la prima realizzazione compiuta del nuovo waterfront della città.

Casablanca è una delle capitali del moderno. Una città bianca, il cui centro, come Tel Aviv o San Paolo, sembra l’esito della costruzione concentrata nel tempo di una grande quantità di edifici Art Deco e International style.

È il risultato di un grande esperimento abitativo, realizzato in un’epoca di notevoli mutamenti, dove l’intervento coloniale si è espresso per mezzo dell’indifferenza modernista e del tentativo di rintracciare i valori della nuova architettura negli elementi delle costruzioni locali.

Casa Port, Casablanca

Eppure, a questa città così emancipata è sempre mancata una raffigurazione dell’immagine modernista in quello che è considerato il luogo principe della modernità: la stazione ferroviaria. Se è vero che l’importante scalo passante di Casablanca-Voyageurs ha l’aspetto di un edificio moresco, le dimensioni e la posizione periferica di questa fermata rispetto al centro, non hanno mai potuto contribuire a renderla un’icona efficace a farla emergere come porta della città. Lo scalo di Casa Port poi, pur svolgendo la funzione di stazione centrale, invece non ha mai avuto riscontro in un edificio capace di imporsi. Anzi, per quanto adiacente alla medina, alla stazione marittima e al cuore della città, ha sempre occupato una posizione defilata. Il suo segno modernista, efficientemente completato dal terminal degli autobus, è rimasto per lungo tempo un luogo anonimo man mano che il porto – oggi uno dei più grandi dell’Atlantico – si andava ingrandendo.

Casa Port, Casablanca, vista della scalinata in pietra

A colmare questa lacuna d’immagine per la città giunge ora la nuova stazione di Casa Port disegnata da AREP lo studio di progettazione creato a fine anni Novanta in seno al gruppo SNCF dagli ingegneri e architetti Jean-Marie Duthilleul e Etienne Tricaud. Composto da oltre 600 persone, tra architetti, urbanisti, ingegneri, economisti, designer e programmatori, questo studio pluridisciplinare è autore di numerose stazioni. Tra queste, molte in Cina e Corea, la riuscita operazione del nuovo scalo di Porta Susa a Torino e il recente rinnovo della Gare St. Lazaire a Parigi (un episodio particolarmente riuscito d’integrazione tra scalo ferroviario per le reti locali e spazi commerciali).

Casa Port, Casablanca, la facciata esterna

A Casablanca l’intervento di AREP s’inserisce nel discusso programma di opere per la realizzazione dell’alta velocità tra Tangeri e Casablanca. Un’operazione da quasi due milioni di euro frutto dell’accordo tra la Francia e il regno del Marocco, e che prevede non solo il supporto di alcune infrastrutture, ma anche la fornitura del materiale rotabile e delle tecnologie del TGV translapino. Oltre a ciò la nuova stazione di Casablanca-Port vuole essere la prima realizzazione compiuta del nuovo waterfront della città. Una vasta operazione che impone un nuovo quartiere internazionale tra il mare e la medina, tra l’immensa moschea neo-moresca Hassan II e la zona dei grandi alberghi. Sedi d’uffici con marina e grattacieli elicoformi, dove dovrebbero sbarcare gli investimenti stranieri e arrivare i turisti che scenderanno dai treni del futuro.  

Casa Port, Casablanca, la facciata a doppia pelle

La strategia dello studio AREP si conferma simile a quella praticata a Gare St. Lazaire a Parigi: grande fluidità degli spazi, abbassamento delle quote esistenti, creazione di spazi commerciali ai livelli inferiori, illuminazione e ventilazione naturale portata sino agli strati più profondi della stazione. Gli spazi del nuovo edificio viaggiatori sono estremamente facili da comprendere per chi vuole correre a prendere il treno, o uscire a raggiungere i taxi. Inondati di luce, ma anche protetti dalla grande copertura continua rivestita in legno, il transito o la sosta diventano esperienze liquide e piacevoli per i viaggiatori. A ricordare loro che si trovano in Nord Africa interviene un lungo moucharabieh all’esterno della facciata a ponente. Un accento regionalistico, realizzato in pannelli di cemento prefabbricati, che riprende la tradizione della rilettura modernista degli elementi dell’architettura locali così ricorrente nella storia della città bianca.

Casa Port, Casablanca, la hall

Alla luce di questa nuova porta verso il waterfront e il quartiere internazionale in costruzione, resta da capire quale contemporaneità si voglia dare oggi al Marocco, quella di un immaginario confortevole e globalizzato che volta le spalle alla vivacità e alle miserie della città informale pur accogliendone i segni, oppure tentare la mediazione tra l’economia di questi mondi e il tentativo di allargare gli standard di qualità a tutti gli strati sociali. Quali siano i desideri e le reali ambizioni delle masse popolari nei paesi emergenti – che, va detto, apprezzano molto gli spazi di AREP, dove possono trovare la pulizia e le catene di ristorazione e abbigliamento universali, senza l’inconveniente di venire a contatto con la città – resta una scelta politica prima che economica. Lavorare sull’immaginazione ha comunque un grande forza, non a caso le soluzioni che connotano l’edificio di AREP trovano una forte eco nel progetto con il quale Favero & Milan Ingegneria con Abdr e Italferr hanno recentemente vinto il concorso per il rifacimento di Casablanca-Voyagers: una scatola di vetro protetta da una gran copertura continua a moucharabieh. “Play it again, Sam…”

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Casa Port, Casablanca, pilone
Casa Port, Casablanca, la hall
Casa Port, Casablanca, la hall
Casa Port, Casablanca, pianta
Casa Port, Casablanca, sezione
Casa Port, Casablanca, sezione


Nuova stazione di Casa Port, Casablanca, Marocco
Programma: stazione ferroviaria
Architetto: Etienne Tricaud, Philippe Druesne, Christophe Iliou – AREP e Groupe3 Architectes, Omar Tijani, Skander Amine
Completamento: 2015