Un manifesto per il recupero urbano

Situato in uno dei quartieri storici della capitale portoghese, l'Edificio Manifesto progettato da Artéria propone un modello di recupero urbano integrato che comprende interventi sociali, culturali ed economici in una prospettiva olistica che coinvolge la comunità locale.

A Lisbona ci sono circa 1.900 edifici disabitati, la maggior parte dei quali è in situazione di degrado e non offre la minima condizione di vivibilità. Alla Mouraria, quartiere storico della città, questo è un panorama generale. E infatti l'area è stata riconosciuta dal Consiglio comunale come zona d'intervento ad alta priorità, poiché più della metà dei suoi edifici sono stati riconosciuti come bisognosi di riabilitazione.

L'Edificio-Manifesto, situato proprio alla Mouraria, propone un modello di recupero urbano. Il progetto è stato elaborato dallo studio di architettura di Lisbona Artéria , insieme con l'ONG Renovar a Mouraria. Recentemente inaugurato, l'edificio recuperato è oggi il Centro comunitario della Mouraria e offre al quartiere un nuovo polo culturale e sociale.

La storia dell'Edificio-Manifesto si fonde con quella di Artéria, perché segna il suo primo progetto in qualità di collettivo. Ideato dai due architetti che costituiscono lo studio, Ana Jara e Lucinda Correia, è partito da una riflessione sul recupero urbano nei quartieri storici. L'interesse delle due progettiste per questo tema le ha spinte a elaborare un manifesto programmatico che si esprimesse in forma di edificio, mettendo in discussione i luoghi comuni e le idee preconcette riguardo alla riabilitazione, spesso considerata economicamente insostenibile. In un quartiere come la Mouraria la maggior parte delle costruzioni sono del genere che Ana Jara definisce "edifici banali", privi di particolare interesse per gli immobiliaristi. Cosa che, a parziale smentita delle argomentazioni sulla "non sostenibilità" economica, ne rende meno costoso un intervento.
Artéria, Edificio-Manifesto, quartiere di Mouraria, Lisbona, Portogallo, 2012. Photo © Rui Pinheiro
Artéria, Edificio-Manifesto, quartiere di Mouraria, Lisbona, Portogallo, 2012. Photo © Rui Pinheiro
Nel programma dell'Edificio-Manifesto le progettiste hanno riflettuto su un modello di recupero urbano integrato che comprendesse interventi sociali, culturali ed economici. Per mettere in pratica questa prospettiva olistica è stato necessario coinvolgere nel processo la comunità. "È importante capire la dinamica di ciascuna area per capire quale sia qui la funzione dell'architettura, e l'architetto deve creare un collegamento con il luogo per il quale sta progettando", spiega Ana Jara.
Artéria, Edificio-Manifesto, quartiere di Mouraria, Lisbona, Portogallo, 2012. Photo © Rui Pinheiro
Artéria, Edificio-Manifesto, quartiere di Mouraria, Lisbona, Portogallo, 2012. Photo © Rui Pinheiro
Questo 'copione', in realtà, è stato scritto ben prima che ci fosse un edificio su cui intervenire. All'edificio di due piani del Beco do Rosendo si arrivò nel 2010 attraverso l'associazione Renovar a Mouraria, che vide nel manifesto di Artéria un'interessante coincidenza di punti di vista. L'edificio era abbandonato da qualche tempo e richiedeva una profonda riabilitazione. Da lì in avanti si iniziò a lavorare attraverso la presentazione del progetto ai possibili partner e sponsor, con manifestazioni come l'open day dell'aprile 2011.
Formalmente il recupero non produce un'architettura spettacolare (in senso puramente formale). Come spiegano Ana e Lucinda, le funzioni e il progetto dell'edificio con il tempo hanno subito un'evoluzione, a seconda dei materiali che è stato possibile ottenere dagli sponsor
Artéria, Edificio-Manifesto, quartiere di Mouraria, Lisbona, Portogallo, 2012. Photo © Rui Pinheiro
Artéria, Edificio-Manifesto, quartiere di Mouraria, Lisbona, Portogallo, 2012. Photo © Rui Pinheiro
Dopo la concessione di un finanziamento comunale BIP-ZIP (un programma di contributi a sostegno dei progetti edilizi nelle aree difficili della città) il processo costruttivo prese il via. Per spingere ancora più avanti il coinvolgimento della comunità, Artéria ha intrapreso delle attività con i bambini della scuola elementare locale, che si sono affiancate al procedere della costruzione con eventi settimanali svolti intorno a essa. "Ciò ha dato ai bambini un rapporto più stretto con il progetto, ma li ha anche resi consapevoli del concetto di tutela del patrimonio culturale della loro città", spiega Lucinda Correia. L'iniziativa ha anche creato un collegamento con i genitori, i quali attraverso i figli venivano aggiornati dei progressi raggiunti dal progetto. Impegnare nel processo i futuri utenti dello spazio "è l'unico modo di capire quali sono i bisogni delle persone che useranno l'edificio", afferma Ana Jara.
Artéria, Edificio-Manifesto, schizzo, quartiere di Mouraria, Lisbona, Portogallo, 2012. Illustrazione di Nuno Saraiva
Artéria, Edificio-Manifesto, schizzo, quartiere di Mouraria, Lisbona, Portogallo, 2012. Illustrazione di Nuno Saraiva
Formalmente il recupero non produce un'architettura spettacolare (in senso puramente formale). Come spiegano Ana e Lucinda, le funzioni e il progetto dell'edificio con il tempo hanno subito un'evoluzione, a seconda dei materiali che è stato possibile ottenere dagli sponsor. È stata decisamente una gran sorpresa, in questo difficile momento economico, trovare tanti finanziatori tra le società portoghesi. "Il progetto architettonico era l'ultima cosa", aggiungono. Al piano terreno c'è uno spazio dal soffitto alto, adatto alle attività principali e ai laboratori. Una struttura di legno Doka da casseforme divide lo spazio in verticale e crea un altro piano, dove sono collocati gli uffici. Nel seminterrato, che si apre direttamente sulla strada con un'ampia porta, c'è un ristorante aperto alla comunità e al pubblico in generale.
Artéria, Edificio-Manifesto, situazione preesistente, quartiere di Mouraria, Lisbona, Portogallo, 2012. Photo © Camilla Watson
Artéria, Edificio-Manifesto, situazione preesistente, quartiere di Mouraria, Lisbona, Portogallo, 2012. Photo © Camilla Watson
I due piani dell'Edificio-Manifesto sono stati inaugurati lo scorso dicembre e da allora vi si sono svolte parecchie attività. "Lo spazio è un generatore", dice Ana Jara. "Avere a disposizione un luogo è importante per la comunità, e di qui possono nascere parecchie cose." La Mouraria è probabilmente il quartiere più multiculturale di Lisbona, dove vivono molti piccoli gruppi di nazionalità diverse, ma senza un'interazione reciproca. Soltanto un mese dopo l'apertura il Centro comunitario aveva già raggiunto uno scopo importante: fungere da territorio comune. Molte persone di nazionalità differente ora possono incontrarsi qui, specialmente ai corsi di portoghese, appropriandosi di questo spazio.
Artéria, Edificio-Manifesto, modellino, quartiere di Mouraria, Lisbona, Portogallo, 2012. Photo © Atréria
Artéria, Edificio-Manifesto, modellino, quartiere di Mouraria, Lisbona, Portogallo, 2012. Photo © Atréria
Lo studio Artéria, dopo l'Edificio-Manifesto, sta elaborando altri progetti analoghi in varie località di Lisbona. La sostenibilità del progetto dovrebbe parlare da sola. Il Centro comunitario della Mouraria è stato concepito pensando al futuro e il coinvolgimento della comunità è di fondamentale importanza per la vita del progetto a lungo termine. E comunque solo il tempo dirà quali saranno i risultati e la reale incidenza dell'edificio sulla comunità della Mouraria.
Per favorire il coinvolgimento della comunità,  Artéria ha intrapreso delle attività con i bambini della scuola elementare locale, che si sono affiancate al procedere della costruzione con eventi settimanali svolti intorno a essa
Per favorire il coinvolgimento della comunità, Artéria ha intrapreso delle attività con i bambini della scuola elementare locale, che si sono affiancate al procedere della costruzione con eventi settimanali svolti intorno a essa
Artéria, Edificio-Manifesto, quartiere di Mouraria, Lisbona, Portogallo, 2012. Photo © Rui Pinheiro
Artéria, Edificio-Manifesto, quartiere di Mouraria, Lisbona, Portogallo, 2012. Photo © Rui Pinheiro

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