Apre i battenti oggi (e dal 20 ottobre per il pubblico) ad Alessandria d’Egitto, la nuova biblioteca alessandrina, il più ambizioso progetto dell’Egitto contemporaneo. Non solo per le cifre – 85mila metri quadrati di spazio destinati ad ospitare 8 milioni di volumi – e non tanto per essere il primo edificio egiziano accessibile ai portatori di handicap e un perfetto modello di risparmio energetico. Ma anche e soprattutto per il suo obiettivo: raccogliere il sapere universale, e cercare di eguagliare la grandezza dell’antica istituzione distrutta dai legionari di Giulio Cesare nel 48 a.C.

Al suo interno, trovano spazio anche due musei, un centro congressi, sale per esposizioni e la sala di lettura più grande del mondo: 20mila metri quadrati per 3mila postazioni. A progettarla, Snøetta, un consorzio di Oslo formato da progettisti norvegesi, americani e austriaci, vincitore del concorso internazionale bandito dall’Unesco con il governo egiziano e l’Unione Internazionale degli Architetti.

In coincidenza con l’inaugurazione, approda a Roma l’esposizione itinerante che ripercorre le fasi salienti di un’avventura iniziata nel 1989, quando 524 architetti di 52 paesi aderirono al concorso. In mostra alla Biblioteca Nazionale Centrale (viale Castro Pretorio 105, T +39-06-4989470) ci sono disegni, progetti e immagini tra presente, passato e futuro di quello che è già stato definito uno degli edifici più belli del nuovo millennio.

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