Nel segno della cultura produttiva brianzola, Nube rilegge il proprio archivio costruendo una collezione in cui artigianato, tipologia e ricerca sui materiali definiscono nuovi paesaggi domestici contemporanei.
Nel sistema del design italiano la Brianza continua a rappresentare un caso quasi unico: un territorio in cui la dimensione produttiva coincide con una cultura del progetto stratificata nel tempo. Qui la filiera del legno-arredo ha costruito, a partire dall’Ottocento e con un’accelerazione decisiva nel secondo dopoguerra, un paesaggio fatto di manifatture, saperi tecnici e sperimentazione formale. Non si tratta soltanto di un distretto industriale, ma di un laboratorio diffuso in cui la relazione tra artigianato e industria ha generato un linguaggio riconoscibile, capace di attraversare le stagioni del design senza perdere la propria identità.
View gallery
È all’interno di questa geografia culturale che si colloca il percorso di Nube. Fondata nel 1958 da Antonio Nicoli e oggi guidata da Simona e Corrado Nicoli, l’azienda interpreta il patrimonio brianzolo come materia viva, attivando un confronto continuo con la contemporaneità attraverso la direzione artistica di Fabio Fantolino. Il dialogo con l’archivio storico non si risolve in una citazione nostalgica, ma diventa strumento per ridefinire proporzioni, materiali e cromie in una sintassi attuale.
Il tema dell’equilibrio tra masse e leggerezza attraversa l’intera collezione. Il divano Greg costruisce la propria presenza attraverso volumi calibrati, mentre la poltrona Amanda, raccolta e avvolgente, disegna nello spazio una linea continua grazie alla struttura in tubolare metallico lucido. Attorno, i tavolini Raffles introducono una dimensione dinamica: elementi sottili e componibili che trasformano la superficie in una costellazione di appoggi.
La riflessione tipologica emerge con chiarezza nel tavolo Ottavio, dove il legno diventa dispositivo progettuale capace di trasformare un archetipo domestico in una presenza quasi scultorea. Le sedie Carol lavorano per contrasto, mettendo in relazione la morbidezza dell’imbottito con la sezione sottile delle gambe, disponibili in metallo o frassino, in un equilibrio che richiama certe atmosfere del modernismo italiano. La madia Block, con il suo disegno lineare e le finiture ispirate agli anni Settanta, introduce una misura rigorosa che organizza lo spazio senza irrigidirlo.
Il comfort viene interpretato come esperienza dinamica nella poltrona Amelie, pensata per seguire il corpo grazie alla base girevole e allo schienale inclinato, mentre la madia Post si configura come sistema aperto, capace di alternare pieni e vuoti e di costruire configurazioni sempre diverse.
Una dimensione più esplicitamente architettonica si ritrova nel divano Dolmen (foto in apertura del servizio), definito da geometrie essenziali e angoli arrotondati che ammorbidiscono la percezione del volume. Il tavolino Raft, presente nella stessa immagine, lavora invece sul tema della scomposizione del piano ligneo in listelli, trasformando la superficie in un segno ritmico che introduce movimento.
In tutti gli elementi la materia non è mai neutra: legno, metallo, tessuti e colori concorrono a definire un paesaggio domestico in cui la lavorazione artigianale dialoga con processi produttivi evoluti. È una modalità progettuale che non si esaurisce nell’oggetto, ma costruisce relazioni e scenari, riaffermando quella specificità brianzola che consiste nel trasformare il sapere tecnico in forma e la forma in cultura dell’abitare.
- Brand:
- NUBE
- Sito web:
- www.nubeitalia.it
