Flessya

Il nuovo design della porta, tra luce e decorazione

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Ampliando le linee Nidio e Talèa, Flessya ridefinisce la porta come dispositivo espressivo: esplorando lame di luce, l’incisione 3D e la profondità della decorazione, una superficie funzionale diventa un elemento architettonico capace di dare identità allo spazio domestico.

Sono quasi 200 anni che, da quando ha cominciato a prendere forma quel discorso che oggi chiamiamo design, ci si interroga su cosa sia la decorazione, che ruolo abbia e quale sia il suo linguaggio. Al punto che con la prima Esposizione Universale di Londra, a metà ‘800, si arrivava anche a pubblicare una Grammatica dell’ornamento, fino ad arrivare alla ri-decorazione delle icone Bauhaus di Alessandro Mendini, o ai ramages che percorrono il lavoro di Marcel Wanders a inizio millennio. Nell’ambiente domestico contemporaneo sono diversi gli elementi su cui si sperimenta la decorazione, le componenti di finitura in particolare. Le porte sono da tempo il campo in cui Flessya porta avanti la sua ricerca, tra essenziale e figurativo, arricchita con gli ultimi episodi delle linee Nidio e Talèa.


Tre nuove interpretazioni infatti mettono in relazione luce, superficie e ornamento, lavorando sull’anta per introdurre profondità percettiva e definire caratteri nuovi, capaci di dialogare con i linguaggi attuali.

All’interno della linea Nidio, la serie Lama Vetro introduce una sottile fascia vetrata incassata che attraversa l’anta con un segno discreto ma riconoscibile, quintessenzialmente contemporaneo: la luce filtra accompagnando lo sguardo e costruisce un ritmo visivo che dilata lo spazio senza sovraccaricarlo, facendo della porta un dispositivo architettonico attivo.
Anche l’incisione 3D si aggiunge ad arricchire il linguaggio di Nidio, esplorando il tema del rilievo e della tridimensionalità. La superficie dell’anta viene lavorata attraverso scavi a livelli differenti che generano un disegno in continuo mutamento, definito dall’interazione tra luce e ombra. Il risultato è un effetto dinamico, un carattere scultoreo, che si rivolge a chi ricerca un equilibrio tra rigore formale e sperimentazione materica, introducendo una dimensione tattile e percettiva più articolata.

Con Veneziano, che amplia invece la linea Talèa, il linguaggio si apre a una dimensione più ricca e decorativa. La pantografatura lavora la parte centrale dell’anta con un motivo dalla più alta complessità, l’immaginario è quello di un barocco che dialoga con l’oggi, in un gioco di rilievi che crea una cornice interna ed enfatizza la presenza della porta nello spazio: un carattere scenografico ma controllato, dove la decorazione diventa elemento ancora più direttamente identitario.

Le tre nuove proposte di Flessya parlano lingue diverse, ma è l’anima ad accomunarle, la volontà di ampliare le possibilità espressive della porta: dalla leggerezza del vetro che gioca con la luce, alla profondità plastica dell’incisione, fino alla ricchezza ornamentale della pantografatura, quello che prende forma è un sistema articolato di soluzioni pensate per rispondere a esigenze progettuali differenti. Si tratta di riconoscere in quel tema della decorazione – così come da 200 anni viene portato avanti nel discorso sul design – la base per un posizionamento trasversale, per dare a progettisti e clienti gli strumenti che definiscono ambienti con una coerenza e soprattutto un’identità riconoscibile, a partire dai fondamentali del paesaggio visuale degli interni, come le porte.

Prodotti:
linee Nidio e Talèa
Brand:
Flessya
Sito Web:
www.flessya.com
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