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Il Giappone di oggi in mostra a Trieste

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Al Magazzino delle Idee, “Japan. Corpi, memorie, visioni” riunisce i lavori di una scena fotografica e video che interroga la propria storia abbracciando riflessioni dal respiro globale.

“La fotografia giapponese contemporanea sembra oggi aprirsi a interpretazioni che corrispondono a un rinnovamento generazionale, certamente più vicino a temi e istanze di derivazione occidentale”. Con queste parole Filippo Maggia delinea il concept della mostra che ha curato per il Magazzino delle Idee di Trieste, “Japan. Corpi, memorie, visioni”.

La scuola nipponica ha avuto massimo riconoscimento a livello internazionale fin dagli anni ’30, e al volgere del millennio si è espressa in lavori importantissimi come quelli di Hiroshi Sugimoto, Nobusyoshi Araki e Daido Moriyama distanziandosi sempre più dal linguaggio fortemente identitario e autoreferenziale delle origini. L’avvicendarsi delle generazioni ha portato a un cambio di sguardo, capace di abbracciare una dimensione più ampia rispetto a quella pur complessa della propria terra: è una dimensione globale, nella quale fanno il loro ingresso le questioni di genere, la memoria collettiva, le relazioni sociali, l’ambiente e la percezione dell’immagine.

La mostra – organizzata da ERPAC e curata da Filippo Maggia e Guido Comis – si sviluppa allora come un percorso in tre sezioni, che attraversano la fotografia e il video giapponesi contemporanei, costruendo un racconto corale stratificato in cui memoria, corpo e visione diventano strumenti per interrogare l’identità individuale e collettiva, con uno spazio per il corpo che ne enfatizza la natura odierna di mezzo politico.

Naoki Ishikawa, Okunoto Peninsula #050, 2017

C’è una pluralità di sguardi, così come nella realtà, a definire il primo nucleo della mostra, dedicato a Memoria e Identità. C’è l’incontro di documentaristica ed emozione nei lavori di Noriko Hayashi e Tomoko Yoneda, la misura del tempo di Susumu Shimonishi tra riprese zenitali e immagine in movimento: tutto esplora la storia del Giappone tra le sue discontinuità e le sue diverse dimensioni. La scala del quotidiano ad esempio percorre le opere di Naoki Ishikawa, allievo di Moriyama, che racconta la penisola di Okunoto come un luogo ancora sospeso tra tradizione e marginalità, lontano dai centri eppure denso di identità. Keijiro Kai si ritrova invece nella dimensione del rito, mentre Miyagi Futoshi parte dalla dimensione del racconto intimo per illuminare con i suoi video le pieghe della formazione dell’individuo e dell’identità di genere, tra ricordi, relazioni e memorie personali.

La seconda sezione, Corpo e Corpi, sposta l’attenzione sul ruolo attivo del corpo come spazio sociale e politico, capace di risposta. Una ricerca che si declina attraverso i codici visivi orientali e occidentali, nella loro distanza e a volte incomunicabilità esplorata da Aya Momose così come nella dimensione della famiglia esplorata da Yurie Nagashima. Ryoko Suzuki affronta invece in modo diretto i temi della violenza e della pressione sociale esercitata sul corpo femminile, mentre i nudi maschili di Sakiko Nomura, a lungo assistente di Nobuyoshi Araki, affiora una timidezza esistenziale che sembra filtrata dal ritmo dispersivo di Tokyo, città immensa e impersonale, capace di amplificare solitudini e fragilità.

Futoshi Miyagi, Variations on The Theme of (The Ocean View Resort), 2024

Il percorso si chiude con Realtà e Visione dove, piuttosto che un confine, si indaga il dialogo che si stende tra il visibile e l’immaginario, con la cifra meditativa delle immagini di Hiroshi Sugimoto e le scenografie narrative luminose di Tokihiro Sato, le visioni di Risaku Suzuki che emergono dalla foresta come quadri sospesi, e l’instabile evanescenza di Daisuke Yokota. Il reale, infine, travalica il confine dell’emotivo nel lavoro di Rinko Kawauchi – dove sono le sensazioni, più che i soggetti, a prendere forma – mentre Yoko Asakai conclude coinvolgendo in un attraversamento dello schermo, trasformando il flusso video in un’esperienza immersiva che cancella la distinzione tra immagine e sguardo.

Yoko Asakai, Distance series

Immagine di apertura: Kawauchi Rinko, “Halo” series

Evento:
mostra “Japan. Corpi, memorie, visioni”
Location:
Magazzino delle idee - Corso Cavour, 2 - Trieste
Date e orari :
dal 14 febbraio al 7 giugno 2026; dalle ore 10.00 alle 19.00, da martedì a domenica (apertura speciale lunedì 6 aprile)
Artisti in mostra :
Asakai Yoko, Hayashi Noriko, Ishikawa Naoki, Kai Keijiro, Kawauchi Rinko, Momose Aya, Nagashima Yurie, Nomura Sakiko, Shimonishi Susumu, Sato Tokihiro, Sugimoto Hiroshi, Suzuki Risaku, Suzuki Ryoko, Tomoko Yoneda, Miyagi Futoshi, Yokota Daisuke
Ente organizzatore:
ERPAC
Sito web:
www.magazzinodelleidee.it
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