Costruita negli anni ’80 e mai messa in funzione: la “metro fantasma” del Belgio si prepara ad aprire davvero

Rimasta incompiuta per oltre quarant’anni, la linea M5 di Charleroi rinasce grazie ai fondi europei: sei stazioni da recuperare, due nuove fermate e apertura prevista, finalmente, entro il 2027.

The ghost metro of Charleroi

A Charleroi, nella regione belga della Vallonia, una delle più singolari infrastrutture del secondo Novecento si prepara a entrare in funzione dopo oltre quarant’anni di inattività. La linea M5 della metropolitana leggera cittadina – a lungo soprannominata “metro fantasma” – dovrebbe essere inaugurata tra il 2026 e il 2027, al termine di un lungo processo di recupero e completamento. 

Il progetto affonda le sue radici negli anni Sessanta, quando venne concepito un ambizioso piano di mobilità urbana che prevedeva otto linee e ben 69 stazioni. I lavori per il ramo M5 (direzione Châtelineau/Châtelet) iniziarono nei primi anni Ottanta, ma si interruppero bruscamente nel 1986 con la sospensione dei finanziamenti pubblici. Al momento dello stop, quattro stazioni – Neuville, Chet, Pensée e Centenaire – erano già completate, mentre altre due risultavano in fase avanzata di costruzione. 

Ghost metro station, Charleroi
Tunnel in Charleroi. Foto di Dereckson da Wikimedia Commons

Per decenni questo segmento è rimasto sospeso tra rovina e latenza, diventando oggetto di esplorazioni urbane e narrazioni mediatiche. Poi è arrivata la svolta nel 2023, quando l’operatore Tec ha avviato un programma di riqualificazione sostenuto da fondi europei del Next Generation Eu, che prevedeva il recupero delle sei stazioni esistenti e la costruzione di due nuove fermate, Corbeau e Les Viviers, con l’obiettivo di rendere la linea operativa entro il 2027. 

Nonostante l’enfasi sensazionalistica che in anni passati ha cercato di raccontare la M5 come caso unico al mondo di infrastruttura completa ma inutilizzata, in diverse città esistono infrastrutture analoghe mai entrate in funzione – dalla Cincinnati Subway del 1920 alla Haxo ghost station di Parigi. Più che un’eccezione, quindi, Charleroi si pone in continuità con una genealogia di reti progettate e mai attivate, oggi rilette e riconsiderate alla luce di nuove politiche di investimento e strategie urbane di riuso virtuoso.

Immagine di apertura: Stazione abbandonata di Charleroi. Foto di JanJan de Paris da Flickr. 

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