EmpatiCittà

Con EmpathiCity Shani Ha rende più empatiche le città del mondo attraverso uno strato di scultorea morbidezza interposto tra la durezza della città e i suoi cittadini.

Shani Ha, <i>EmpathiCity</i>
EmpathiCity è una serie di effimeri interventi sperimentali in spazi pubblici dell’artista francese Shani Ha .
Per il suo progetto Ha installa per le strade “estensioni di comfort” che favoriscono una riappropriazione positiva delle nostre città offrendo un momento di pausa per riconsiderare il nostro comportamento sociale.
Shani Ha, <i>EmpathiCity</i>
Shani Ha, EmpathiCity

Studi sociali mostrano che le città moderne sono progettate per essere universali e sempre prevedibili. La standardizzazione degli spazi pubblici dà priorità alla sicurezza e al controllo, e lascia poco spazio per la sorpresa, l’unicità o l’incontro. In questo modo diventiamo passivi e immunizzati alla vita degli spazi pubblici. Questo modello di città favorisce uno sviluppo egocentrico di individui per cui l’empatia diventa un optional. Questa mancanza di attenzione, consapevolezza e sensibilità aumenta l’indifferenza e anche la paura dell’altro, il che rende le città poco accogliente.

Empathicity è un’utopia sperimentale di spazi pubblici dove l’empatia e la generosità invadono le strade per offrire una pausa confortevole per i passanti. Le “estensioni di comfort” offrono alle persone la possibilità di contemplare lo spettacolo della vita di tutti i giorni e magari riconnettersi con la propria capacità di empatia.

Shani Ha, <i>EmpathiCity</i>
Shani Ha, EmpathiCity

Gli interventi sono ispirati dale posture spontanee che l’artista ha individuato per le strade. Queste azioni di appoggiarsi su superfici architettoniche possono essere interpretate come “modi attivi per vivere la città e affermare la nostra presenza appropriandoci di porzioni di spazi pubblici. Quasi una forma di protesta, una presa di posizione sociale”, spiega l’artista.

Le estensioni di comfort accompagnano queste posture incoraggiando una momentanea annessione attiva degli spazi pubblici nella resistenza alle normative progettuali che tendono a inquadrare il nostro comportamento e a smorzare la nostra reattività. L’invasione di Empathicity appare per le strade come graffiti scultorei e premurosi che possono essere attivati dalle persone. Shani Ha porta letteralmente la morbidezza per trasformare elementi architettonici ostili in accoglienti sculture.

Empathicity offre un incitamento simbolico per ammorbidirsi e sperimentare un modo positivo, attivo e attento di occupare gli spazi condivisi. Nelle mostre, le estensioni di comfort accompagnano il rapporto tra il corpo e l’architettura. Gli elementi interattivi sembrano estendere l’architettura e raggiungere le persone. I pezzi possono essere sia contemplativi che sperimentali.

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