Il cibo, per Ikea, è da tempo una questione di design.
Lo aveva già dimostrato quarantun anni fa, quando aveva trasformato la forma di una polpetta in un’icona pop del progetto, capace ancora oggi di portare benissimo la propria età. Da allora il marchio ha osservato la cucina in tutti i suoi aspetti — il dove, il come, il cosa — facendone un terreno di ricerca che ha molto a che fare con la sua idea di design democratico: ironico, intuitivo, accessibile.
La prossima edizione del Fuorisalone sarà, ancora una volta, l’occasione per tornare su questo tema. A Spazio Maiocchi, Ikea presenterà Food for Thought, una grande installazione che metterà al centro, in pieno stile Ikea, le persone — ma anche il modo in cui il cibo agisce come dispositivo progettuale, capace di modellare lo spazio domestico e le sue abitudini.
Al Fuorisalone 2026 Ikea trasforma il cibo in design e presenta nuovi oggetti
Con Food for Thought, Ikea trasforma Spazio Maiocchi in un luogo dove il cibo diventa progetto ed esperienza collettiva. Tra live cooking, mercato temporaneo e nuovi prodotti della collezione Ikea PS con lampade firmate Raffaella Mangiarotti.
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- La redazione di Domus
- 02 aprile 2026
Nello spazio, aperto a tutti, lavoreranno a rotazione cinque coppie mai testate prima, costruite per far dialogare discipline diverse: designer, artisti e chef provenienti da contesti differenti, chiamati a progettare insieme sia un menu sia un ambiente, a partire da momenti della vita quotidiana. Ci saranno la designer e architetta Charlotte Taylor con lo chef Ben Lippett, l’interior designer Maye Ruiz con la chef Rosio Sanchez, l’art director Mehek Malhotra con Maurizio Tentella, l’artista Lydia Chan con la chef Alessandra Lauria e l’interior designer Oliver Lyttelton con la content creator Tina Choi.
Food for Thought sarà anche uno dei rari luoghi, durante la Design Week milanese, in cui fermarsi davvero. Dentro ci sarà tutto quello che serve per attraversare i giorni del Salone.
Le sessioni di live cooking, curate ogni giorno da una coppia diversa, costruiranno così un dialogo attorno al cibo che va oltre la cucina intesa come semplice funzione. Attraverso strumenti, gesti e racconti, l’installazione mostra come la cultura alimentare sia una delle forze che contribuiscono a progettare lo spazio domestico, a costruire rituali e a trasmettere tradizioni. E alla fine, naturalmente, le preparazioni saranno offerte ai presenti.
Un posto dove fermarsi durante il Salone
Food for Thought sarà anche uno dei rari luoghi, durante la Design Week milanese, in cui fermarsi davvero. Dentro ci sarà tutto quello che serve per attraversare i giorni del Salone — cibo, musica, angoli in cui sedersi — mentre nel cortile prenderà forma un mercato ispirato al Saluhall, il tradizionale mercato svedese, con una selezione di produttori locali.
All’interno si entrerà anche nel Billy Café, con una libreria Ikea alle spalle e i libri di cucina Phaidon a portata di mano. E tornerà, come da tradizione, l’Hotdog Extravaganza, che quest’anno sarà arricchito da nuovi topping esclusivi firmati dagli chef coinvolti nel progetto.
Non è però solo un’esperienza: Food for Thought sarà anche l’occasione per presentare nuovi oggetti, riportando il discorso sul design nel senso più concreto.
Nuovi prodotti e continuità progettuale
Durante il Fuorisalone verranno infatti presentati tre nuovi prodotti della storica collezione Ikea PS e due lampade inedite firmate dalla designer milanese Raffaella Mangiarotti, dando continuità a una collaborazione che ha già portato anche a una candidatura al Compasso d’Oro.
Il concept creativo dell’installazione è firmato dall’architetta Midori Hasuike e dallo spatial designer Emerzon, collaboratori storici di Ikea. L’apertura al pubblico è prevista per il 21 aprile.