Design per il presente e il futuro, dalla più grande fiera tech d’Europa

Torna IFA, un tempo appuntamento imprescindibile per i giganti della tecnologia, oggi il riflesso di un mondo che la pandemia ha cambiato in modi che non ci aspettavamo.

L’aria che respiriamo a casa La stagione dei lockdown a raffica sembra essere finalmente solo un ricordo, ma quel periodo ha fatto emergere una serie di temi e problematiche che ora sono parte della nostra vita quotidiana. Tra di loro la purificazione dell’aria negli spazi indoor, che sia a casa o anche in ufficio. L’idea di un tavolino con purificatore d’aria integrato non è nuova, vedi per esempio lo Starkvind di Ikea. LG torna sul tema a modo suo, e con le sue tecnologie di purificazione, con un arredo che si illumina, ricarica i dispositivi wireless ed è realizzato anche con materiali di scarto, parte della nuova linea tutta orientata al design del brand, LG objet. All’IFA esordisce la collaborazione con il pittore coreano Sunwoo Kim, che firma una linea AeroFurniture varia e colorata, un arredo per la casa millennial che nasconde alla perfezione la funzione di purificazione dell’aria.

LG PuriCare Aero Furniture

Un computer che si piega Nei primi mesi dell’anno scorso, Lenovo ha lanciato il suo primo ThinkPad foldable: così lo raccontava a Domus Brian Leonard, allievo di Richard Sapper e capo design dell’azienda, che ora lo presenta aggiornato. Nel concetto, è cambiato radicalmente: prima era formato quaderno – un oggetto molto personale –, poteva essere utilizzato come minicomputer per poi dispiegarsi in uno schermo da 13 pollici. Ora si allarga a 16” ma perde qualcosa in agilità e portabilità, anche a causa dello stand non più integrato, ma da portare agganciato: il risultato, insieme alla tastiera, che si ripiega tra i due lembi di schermo, è un consistente tramezzino tech. “Dalle nostre ricerche abbiamo visto che gli utenti preferiscono un dispositivo di questo formato”, spiega il product manager Nate Reaves a Domus, “Con una tastiera full size che ora ha anche l’iconico punto rosso Thinkpad, un trackpad più grande e uno schermo da 12 pollici quando usi il dispositivo in formato notebook”. Interessante anche la modalità verticale, che piacerà a chi scrive tanto – “l’abbiamo pensato per chi scrive codice”, conclude Reaves.

Lenovo X1 Fold 16”

… e l’altro computer che si piega La risposta di Asus è un computer dentro a uno schermo pieghevole Oled da 17,3 pollici, che si piega per creare un notebook da 12,5. Gli ingredienti sono sempre quelli: una tastiera magnetica che riposa all’interno del computer quando ripiegato e si poggia su un tavolo all’occorrenza, un cavalletto per appoggiare il dispositivo quando è aperto. Qui però è integrato, e forse l’estetica della parte esterna del dispositivo avrebbe meritato un po’ più di attenzione o semplificazione. I notebook pieghevoli sono dispositivi per pochi – costano più di 3000 euro. Certo, sono affascinanti e possono risultare comodissimi, ma non soddisfano nessuna reale necessità. Tutto fa pensare che la curva di diffusione non sarà più rapida di quella dello smartphone pieghevole (cioè lenta, ma comunque in crescita).

Asus Zenbook 17 Fold Oled

E se tuo figlio avesse i pedali? L'anno scorso Berlino ha approvato l'estensione del network di piste ciclabili della città: alla fine dei lavori, saranno 3000 chilometri in totale. E ci sarà anche una corsia veloce di 38 chilometri che attraverserà la città longitudinalmente. In una delle città europee più attente alla trasformazione della mobilità, è quasi un controsenso che a IFA di mobilità di veda così poco. Del resto, oramai ci sono fiere di settore specializzate. Tra le poche cose interessanti, una bici progettata per l'Africa (resistente e con una grande batteria), e la e-bike per bambini di Nilox. Che è più una minimoto, visto che non ha i pedali. “Abbiamo scoperto che i bambini di oggi hanno più voglia di pedalare”, spiega il brand.

E-bike bambino Nilox

Piccole serre smart ovunque Erano una tendenza già in atto prima del Covid. Ora ce ne sono tantissime: parliamo delle micro-serre che permettono di coltivare erbe aromatiche e verdure in casa, con il supporto di funzioni smart che rendono tutto più semplice. Se abiti in Sicilia magari non te ne fai niente, per Berlino sono perfettamente in contesto. L’ammiraglia resta la Grangette, già vista a fine 2011 e portata in fiera da Pininfarina: una vera e propria limousine della coltivazione indoor, con chiusura ermetica per evitare la proliferazione di insetti e un look curatissimo, che la rende uno degli elettrodomestici più belli che puoi mettere oggi in cucina – e costosi, con un prezzo di 24mila euro.

La Grangette

Schermi ovunque Se non c’è un display, metticelo, e al prossimo giro, fallo più grande e con meno bordi. Se c’è una regola d’oro della tecnologia di consume degli ultimi anni, è questa. Harman ha fatto dunque una mossa che a vederla pare quasi ovvia: ha messo uno schermo sui nuovi auricolari flagship JBL. “Da una ricerca abbiamo scoperto che i consumatori preferiscono controllare i contenuti sui loro dispositivi dagli auricolari”, spiega a Domus Christian Schluender, SVP e manager design di Harman. Grazie a questa integrazione, continua, si possono fare chiamate e gestire la musica molto più velocemente, fino a sette volte più rapidamente, oltre alla possibilità di impostare sveglie e timer, o banalmente controllare che ora è. “Non è solo un altro gadget, è una innovazione in linea con le necessità degli utenti”, conclude il VP, che sottolinea come con questo dispositivo Harman abbia alzato le aspettative nella fascia di mercato premium, senza effettivamente ritoccarne verso l’alto il prezzo.

JBL Tour Pro 2

Gattini! L’aeroporto di Bangkok si è recentemente dotato di un robot di sicurezza che gira tra i gate. Sembra un Playmobil gigante montato su un Roomba, ma fa il suo effetto. In realtà, di robot a IFA se ne vedono pochissimi. Neanche cani robot, che eppure andavano forte al Mobile World Congress di Barcellona. Fa eccezione questo gattino artificiale che potrebbe tranquillamente spopolare su Instagram fra qualche mese. Sarà anche per il boom di animali domestici dovuto alla pandemia, ma l’impressione è che il numero di tecnologie per i pets sia in crescita, che si tratti di tracker dedicati per localizzarli in ogni momento o di dispositivi per asciugarli dopo il bagno (ovviamente formato mini-cane da borsa, del resto sono quelli che vanno di moda ora).

Maicat

Pulizia anche in piscina Lo mostrava già una puntata di Breaking Bad, il robot è già nelle nostre case ed è quello che pulisce a terra (spesso male). Dal nome del produttore più famoso, lo chiamiamo genericamente “il Roomba”. L’azienda americana Airper è specializzata in “roomba” da piscina. Una stranezza, così a prima vista. Oppure il pezzo di un puzzle della nostra casa del futuro, in cui ci sarà un robot per ogni funzione. E noi non faremo più niente e potremo ingrassare davanti alla tv come in Wall-E, come ci raccontava Danny Boyle in una intervista rilasciata quando la pandemia ancora doveva colpire l’Europa.

Aiper Dive E

Ha l’energia solare! Urbanista è un bel marchio audio dalla Svezia, che l’anno scorso ha trovato una strada inedita, lanciando il primo paio di cuffie che si ricaricano con l’energia solare. Se indossate costantemente, diventa inutile caricarle con il filo. Una svolta notevole, legata al Powerfoyle, una tecnologia unica, di celle solari che possono essere adattate a qualsiasi forma, sviluppata da una azienda sempre svedese, Exeger. Qui a IFA, Urbanista presenta il primo paio di auricolari che si ricarica con l’energia solare, grazie alle celle posizionate sul case: sicuramente fuori formato rispetto a quelli piccolissimi oggi sul mercato. E resta il problema di quando vedrà mai la luce se lo tieni in borsa o in tasca. Ma secondo Exeger la batteria è talmente ridotta che il sistema di ricarica dovrebbe funzionare. E possiamo scommettere che di dispositivi con ricarica autonoma ne vedremo sempre di più – sempre qui a IFA si è rivisto anche il telecomando a ricarica solare di Samsung, per esempio.

Urbanista Phoenix

Come va la pressione? I dispositivi wearable, e soprattutto gli orologi intelligenti, non sono i nuovi smartphone. Ma sono diventati una centralina del benessere, capaci di indicarci se c’è qualcosa che non va nel nostro sistema circolatorio in maniera sempre più precisa. Qui a IFA, Huawei presenta un orologio che, oltre alle funzioni che diamo quasi per scontato come i programmi di allenamento o l’ECG, misura anche la pressione cardiaca. Con una media di 5 controlli al giorno, la batteria dura quasi una settimana.

Huawei Watch D

Dentro lo schermo Dimentica che lo schermo sia un accessorio. Con una mossa che inverte i fattori, Samsung ha lanciato un enorme schermo curvo da 55”, dotato di una modalità cockpit che letteralmente incapsula chi lo usa, facendolo diventare una sorta di passeggero. Lo schermo è pensato per il gaming ed è impressionante se usato verticalmente, con la possibilità di disporre finestre su tutta la sua superficie. Di certo, questa relazione che si instaura tra contenuto e fruitore funziona soprattutto per i giochi, che chiedono una costante partecipazione e presenza. Ma non si può escludere che un domani vedremo questo modello adattato per esempio alle postazioni degli uffici, magari integrati nei famigerati pod per sessioni di lavoro ad alto grado di concentrazione e intensità.

Samsung Odyssey Ark

Stampalo a casa C’è stato un tempo in cui il futuro sembrava passare per le stampanti 3d domestiche. Una in ogni casa per l’autoproduzione di design acquistabili direttamente in rete. E ogni piccola stampante a basso costo riceveva un’ncredibile attenzione. Oggi non è più così, e quella presentata da Anker, brand noto soprattutto per la sua ottima gamma di accessori smartphone, è una mosca bianca all’interno della fiera. Finanziata su Kickstarter, dotata di fotocamera con intelligenza artificiale per il controllo dell’avanzamento dei lavori, capace di tagliare i tempi di stampa del 70% secondo il produttore, e con un prezzo accessibile, potrebbe far tornare a molti la voglia di sperimentare con l’autoproduzione. Sai mai che sia davvero il nostro futuro.

AnkerMake M5

Dopo un anno di pausa e una versione con format ridotto causa pandemia, ritorna IFA, la più grande fiera dell’elettronica di consumo, che da anni chiude simbolicamente l’estate e inaugura la nuova stagione della tecnologia non solo sul vecchio continente. “Non siamo ancora tornati alla dimensione pre-covid, ma a una capienza dell’80%, comunque superiore alla media delle fiere tedesche che si attesta intorno al 60%”, spiega PierGoffredo Ronchi, delegato ufficiale per l’Italia alla Messe Berlin, l’ente fieristico di Berlino. Innegabile però che IFA non sia più quell’epicentro imprescindibile dove tutti i grandi brand del tech, eccetto Apple, mettevano in mostra nuovi prodotti di punta, a partire dagli smartphone. La pandemia ha scardinato i ritmi, fatto saltare gli appuntamenti, e oggi i tempi del tech sono fluidi come potrebbero essere quelli della moda se non ci fossero più le Fashion Week. Così, Samsung si presenta senza nessuna novità eclatante e mettendo in mostra, per esempio, i nuovi foldable già presentati ad agosto; Oppo ha preferito la piazza di Parigi, con una mossa che non può non sembrare simbolica, per il lancio del nuovo Reno8. E così via.

Vieni a Berlino?

Molti i brand presenti a Berlino che in fiera poi non ci mettono neanche piede: icone dell’audio come B&O e Sennheiser – presentano entrambi una nuova soundbar, con il marchio tedesco che mostra alcune delle novità salienti di quest’anno come gli auricolari con corpo in zirconio, Lenovo invita tutti in hotel all’ombra del Sony Center, Sony che da sempre è una presenza fondamentale non si presenta, Harman e Philips si affidano alle presentazioni online, e così via. Questo, ovviamente, lascia più spazio per gli altri – i piccoli, i medi, i brand in ascesa. Con una componente cinese sempre forte, come dimostra l’infinito numero di aziende elencati nella lista degli espositori sotto la lettera S il cui nome inizia con la parola Shenzhen, capitale della progettazione e della produzione tecnologica asiatica, celebre oramai quanto la controparte californiana, la Silicon Valley. Se i cinesi non possono viaggiare, hanno ingaggiato agenzie occidentali per spiegare e mostrare i loro prodotti. E ci sono i grandi ritorni: Samsung, Huawei, Honor, Asus, e LG, con uno stand zeppo di novità – tra cui delle curiosissime teche per scarpe e uno schermo piatto che diventa curvo a comando – e con il migliore allestimento della manifestazione tra quelli dei grandi player, dove viene rimesso in scena anche l’elegante collaborazione per la linea LG objet con gli olandesi di Moooi vista alla Design Week milanese di quest’anno.

LG Styler Showcase

Che IFA è?

Non è un’IFA pirotecnica, di quelle con tantissime novità e mille nuove idee, di cui magari pochissime vedranno la realizzazione. È una fiera più concreta, in cui vengono declinati in quasi infinite guide gli accessori della nostra contemporaneità – gli auricolari, gli smartphone, i tv, i monopattini – in cui la parola “sostenibilità” si legge ovunque, come “eco-friendly” del resto, e il concetto di ecosistema ha sempre più importanza – ma come la fai vedere la connettività a una fiera che resta di oggetti di consumo? Resta comunque lo spazio per l’invenzione, l’illuminazione che guarda al futuro, la quota oddity che serpeggia tra gli stand ma appare ridotta ai fasti del grande ottimismo tech nello scorso decennio. Sullo sfondo resta la turbolenza del post-covid e la guerra, lo stand di Taiwan che chissà se ci sarà l’anno prossimo, i pannelli solari che fanno pensare alla crisi dei consumi, un affaccio di tecnologie legate all’acqua che siamo sicuri si moltiplicheranno nei prossimi anni.

Honor 70 Pro

Stiamo ancora aspettando la casa del futuro

Il livello sotterraneo di IFA, che si snoda sotto la mostra, è quasi interamente dedicato agli elettrodomestici e alla tecnologia per la casa. Che è sempre più intelligente e connesso, ma non sembra ancora avere toccato un punto di volta. Qualche anno fa ci sorprendevamo per il lancio della prima serratura smart o per la lavatrice che parla. Oggi gli elettrodomestici fanno le cose meglio e in maniera più semplice che mai, prendendo in carico una grossa fetta di scelta – basta pensare alle lavatrici che decidono in autonomia il tipo di lavaggio da fare. Ma gli umani continuano a fare tanto, non abbiamo ancora delegato all’Alexa di turno una vera gestione di casa, gli assistenti vocali sono degli utilissimi timer, fanno partire la musica, al massimo ci accendiamo la luce se abbiamo le mani occupate. E l’elettrodomestico più chiacchierato di questo IFA è la lavatrice a noleggio di Haier, che paghi con un abbonamento mensile e comprende le ricariche di detersivo, che è una idea al passo con i tempi e molto concreta, non la fantascienza a cui ci avevano abituati i grandi brand. Stiamo veleggiando verso qualcosa, ma non è chiaro cosa. La grande rivoluzione della casa è ancora tutta da fare. E chissà se la farà la tecnologia.

Immagine in apertura: IFA 2022. Courtesy © Messe Berlin

L’aria che respiriamo a casa LG PuriCare Aero Furniture

La stagione dei lockdown a raffica sembra essere finalmente solo un ricordo, ma quel periodo ha fatto emergere una serie di temi e problematiche che ora sono parte della nostra vita quotidiana. Tra di loro la purificazione dell’aria negli spazi indoor, che sia a casa o anche in ufficio. L’idea di un tavolino con purificatore d’aria integrato non è nuova, vedi per esempio lo Starkvind di Ikea. LG torna sul tema a modo suo, e con le sue tecnologie di purificazione, con un arredo che si illumina, ricarica i dispositivi wireless ed è realizzato anche con materiali di scarto, parte della nuova linea tutta orientata al design del brand, LG objet. All’IFA esordisce la collaborazione con il pittore coreano Sunwoo Kim, che firma una linea AeroFurniture varia e colorata, un arredo per la casa millennial che nasconde alla perfezione la funzione di purificazione dell’aria.

Un computer che si piega Lenovo X1 Fold 16”

Nei primi mesi dell’anno scorso, Lenovo ha lanciato il suo primo ThinkPad foldable: così lo raccontava a Domus Brian Leonard, allievo di Richard Sapper e capo design dell’azienda, che ora lo presenta aggiornato. Nel concetto, è cambiato radicalmente: prima era formato quaderno – un oggetto molto personale –, poteva essere utilizzato come minicomputer per poi dispiegarsi in uno schermo da 13 pollici. Ora si allarga a 16” ma perde qualcosa in agilità e portabilità, anche a causa dello stand non più integrato, ma da portare agganciato: il risultato, insieme alla tastiera, che si ripiega tra i due lembi di schermo, è un consistente tramezzino tech. “Dalle nostre ricerche abbiamo visto che gli utenti preferiscono un dispositivo di questo formato”, spiega il product manager Nate Reaves a Domus, “Con una tastiera full size che ora ha anche l’iconico punto rosso Thinkpad, un trackpad più grande e uno schermo da 12 pollici quando usi il dispositivo in formato notebook”. Interessante anche la modalità verticale, che piacerà a chi scrive tanto – “l’abbiamo pensato per chi scrive codice”, conclude Reaves.

… e l’altro computer che si piega Asus Zenbook 17 Fold Oled

La risposta di Asus è un computer dentro a uno schermo pieghevole Oled da 17,3 pollici, che si piega per creare un notebook da 12,5. Gli ingredienti sono sempre quelli: una tastiera magnetica che riposa all’interno del computer quando ripiegato e si poggia su un tavolo all’occorrenza, un cavalletto per appoggiare il dispositivo quando è aperto. Qui però è integrato, e forse l’estetica della parte esterna del dispositivo avrebbe meritato un po’ più di attenzione o semplificazione. I notebook pieghevoli sono dispositivi per pochi – costano più di 3000 euro. Certo, sono affascinanti e possono risultare comodissimi, ma non soddisfano nessuna reale necessità. Tutto fa pensare che la curva di diffusione non sarà più rapida di quella dello smartphone pieghevole (cioè lenta, ma comunque in crescita).

E se tuo figlio avesse i pedali? E-bike bambino Nilox

L'anno scorso Berlino ha approvato l'estensione del network di piste ciclabili della città: alla fine dei lavori, saranno 3000 chilometri in totale. E ci sarà anche una corsia veloce di 38 chilometri che attraverserà la città longitudinalmente. In una delle città europee più attente alla trasformazione della mobilità, è quasi un controsenso che a IFA di mobilità di veda così poco. Del resto, oramai ci sono fiere di settore specializzate. Tra le poche cose interessanti, una bici progettata per l'Africa (resistente e con una grande batteria), e la e-bike per bambini di Nilox. Che è più una minimoto, visto che non ha i pedali. “Abbiamo scoperto che i bambini di oggi hanno più voglia di pedalare”, spiega il brand.

Piccole serre smart ovunque La Grangette

Erano una tendenza già in atto prima del Covid. Ora ce ne sono tantissime: parliamo delle micro-serre che permettono di coltivare erbe aromatiche e verdure in casa, con il supporto di funzioni smart che rendono tutto più semplice. Se abiti in Sicilia magari non te ne fai niente, per Berlino sono perfettamente in contesto. L’ammiraglia resta la Grangette, già vista a fine 2011 e portata in fiera da Pininfarina: una vera e propria limousine della coltivazione indoor, con chiusura ermetica per evitare la proliferazione di insetti e un look curatissimo, che la rende uno degli elettrodomestici più belli che puoi mettere oggi in cucina – e costosi, con un prezzo di 24mila euro.

Schermi ovunque JBL Tour Pro 2

Se non c’è un display, metticelo, e al prossimo giro, fallo più grande e con meno bordi. Se c’è una regola d’oro della tecnologia di consume degli ultimi anni, è questa. Harman ha fatto dunque una mossa che a vederla pare quasi ovvia: ha messo uno schermo sui nuovi auricolari flagship JBL. “Da una ricerca abbiamo scoperto che i consumatori preferiscono controllare i contenuti sui loro dispositivi dagli auricolari”, spiega a Domus Christian Schluender, SVP e manager design di Harman. Grazie a questa integrazione, continua, si possono fare chiamate e gestire la musica molto più velocemente, fino a sette volte più rapidamente, oltre alla possibilità di impostare sveglie e timer, o banalmente controllare che ora è. “Non è solo un altro gadget, è una innovazione in linea con le necessità degli utenti”, conclude il VP, che sottolinea come con questo dispositivo Harman abbia alzato le aspettative nella fascia di mercato premium, senza effettivamente ritoccarne verso l’alto il prezzo.

Gattini! Maicat

L’aeroporto di Bangkok si è recentemente dotato di un robot di sicurezza che gira tra i gate. Sembra un Playmobil gigante montato su un Roomba, ma fa il suo effetto. In realtà, di robot a IFA se ne vedono pochissimi. Neanche cani robot, che eppure andavano forte al Mobile World Congress di Barcellona. Fa eccezione questo gattino artificiale che potrebbe tranquillamente spopolare su Instagram fra qualche mese. Sarà anche per il boom di animali domestici dovuto alla pandemia, ma l’impressione è che il numero di tecnologie per i pets sia in crescita, che si tratti di tracker dedicati per localizzarli in ogni momento o di dispositivi per asciugarli dopo il bagno (ovviamente formato mini-cane da borsa, del resto sono quelli che vanno di moda ora).

Pulizia anche in piscina Aiper Dive E

Lo mostrava già una puntata di Breaking Bad, il robot è già nelle nostre case ed è quello che pulisce a terra (spesso male). Dal nome del produttore più famoso, lo chiamiamo genericamente “il Roomba”. L’azienda americana Airper è specializzata in “roomba” da piscina. Una stranezza, così a prima vista. Oppure il pezzo di un puzzle della nostra casa del futuro, in cui ci sarà un robot per ogni funzione. E noi non faremo più niente e potremo ingrassare davanti alla tv come in Wall-E, come ci raccontava Danny Boyle in una intervista rilasciata quando la pandemia ancora doveva colpire l’Europa.

Ha l’energia solare! Urbanista Phoenix

Urbanista è un bel marchio audio dalla Svezia, che l’anno scorso ha trovato una strada inedita, lanciando il primo paio di cuffie che si ricaricano con l’energia solare. Se indossate costantemente, diventa inutile caricarle con il filo. Una svolta notevole, legata al Powerfoyle, una tecnologia unica, di celle solari che possono essere adattate a qualsiasi forma, sviluppata da una azienda sempre svedese, Exeger. Qui a IFA, Urbanista presenta il primo paio di auricolari che si ricarica con l’energia solare, grazie alle celle posizionate sul case: sicuramente fuori formato rispetto a quelli piccolissimi oggi sul mercato. E resta il problema di quando vedrà mai la luce se lo tieni in borsa o in tasca. Ma secondo Exeger la batteria è talmente ridotta che il sistema di ricarica dovrebbe funzionare. E possiamo scommettere che di dispositivi con ricarica autonoma ne vedremo sempre di più – sempre qui a IFA si è rivisto anche il telecomando a ricarica solare di Samsung, per esempio.

Come va la pressione? Huawei Watch D

I dispositivi wearable, e soprattutto gli orologi intelligenti, non sono i nuovi smartphone. Ma sono diventati una centralina del benessere, capaci di indicarci se c’è qualcosa che non va nel nostro sistema circolatorio in maniera sempre più precisa. Qui a IFA, Huawei presenta un orologio che, oltre alle funzioni che diamo quasi per scontato come i programmi di allenamento o l’ECG, misura anche la pressione cardiaca. Con una media di 5 controlli al giorno, la batteria dura quasi una settimana.

Dentro lo schermo Samsung Odyssey Ark

Dimentica che lo schermo sia un accessorio. Con una mossa che inverte i fattori, Samsung ha lanciato un enorme schermo curvo da 55”, dotato di una modalità cockpit che letteralmente incapsula chi lo usa, facendolo diventare una sorta di passeggero. Lo schermo è pensato per il gaming ed è impressionante se usato verticalmente, con la possibilità di disporre finestre su tutta la sua superficie. Di certo, questa relazione che si instaura tra contenuto e fruitore funziona soprattutto per i giochi, che chiedono una costante partecipazione e presenza. Ma non si può escludere che un domani vedremo questo modello adattato per esempio alle postazioni degli uffici, magari integrati nei famigerati pod per sessioni di lavoro ad alto grado di concentrazione e intensità.

Stampalo a casa AnkerMake M5

C’è stato un tempo in cui il futuro sembrava passare per le stampanti 3d domestiche. Una in ogni casa per l’autoproduzione di design acquistabili direttamente in rete. E ogni piccola stampante a basso costo riceveva un’ncredibile attenzione. Oggi non è più così, e quella presentata da Anker, brand noto soprattutto per la sua ottima gamma di accessori smartphone, è una mosca bianca all’interno della fiera. Finanziata su Kickstarter, dotata di fotocamera con intelligenza artificiale per il controllo dell’avanzamento dei lavori, capace di tagliare i tempi di stampa del 70% secondo il produttore, e con un prezzo accessibile, potrebbe far tornare a molti la voglia di sperimentare con l’autoproduzione. Sai mai che sia davvero il nostro futuro.