Autobiografia grafica: ritratto di Italo Lupi

Il libro di Italo Lupi, edito da Corraini, è un'autobiografia di progettista, atlante d'immagini selezionate con cura e manuale immaginifico per future generazioni di creativi.

Italo Lupi, Autobiografia grafica, Corraini edizioni 2013

  D'abord que je vous dise qu'on ne risque rien à livrer le secret professionnel puisque on ne livre pas le moyen de s'en servir.
                                                                                                                                                                        Jean Cocteau   Aprendo la Recherche, ci si imbatte, quasi all'inizio del primo libro, nella lunga descrizione dedicata alla chiesa di Combray. Un minuzioso resoconto che ha il valore di schiudere allo sguardo del lettore il dettaglio di un edificio fin troppo spesso riconosciuto solo per la sua iconicità. Progetto di provincia, esempio minore, ma anche punto di riferimento per gli abitanti del paese che ormai lo vedono esclusivamente legato alla sua funzione – liturgica e simbolica – piuttosto che al complesso rapporto delle sue parti – corpo e campanile – riducendone il delicato disegno a una grossolana approssimazione d'insieme. Per ovviare a questo peccato di cecità Proust utilizza un metodo che svela, attraverso il disvelarsi degli oggetti e dei luoghi, il progetto progressivo e articolato di una biografia interiore, emotiva e analitica, vera protagonista del romanzo. Non si può pensare di leggere nel profondo del proprio animo, pare dirci il racconto della chiesa, se non si riescono a decifrare i dettagli nella superficie del mondo.

Italo Lupi, Autobiografia grafica, Corraini edizioni

Identico principio sembra guidare l'ultimo raffinato progetto editoriale di Italo Lupi, un'autobiografia, al contempo scientifica e sentimentale, che si dischiude sul filo degli anni e intesse una vicenda fatta di luoghi e relazioni, persone e aneddoti, nomi e circostanze. Trattasi però di autobiografia grafica, indispensabile strumento di conoscenza per tutti coloro che, ad esempio, considerano di un libro solo il senso delle parole scritte o, di una rivista, esclusivamente il significato degli articoli pubblicati e, di una mostra, solamente il valore intrinseco delle opere esposte. Questo volume ha il grande pregio di far conosce e comprendere, anche al lettore meno attento, la meravigliosa complessità di un progetto editoriale, di un allestimento, di un poster o di una copertina così come di una comunicazione urbana, mettendo in stretta, necessaria relazione forma e contenuto di ogni singolo artefatto. L'autobiografia grafica è, in questo senso, assimilabile al lungo racconto della chiesa di Combray: una delizia per l'immaginazione e un viatico per la comprensione del senso delle cose.

Italo Lupi, Autobiografia grafica, Corraini edizioni

Come per ogni autobiografia che si rispetti, la precisione dell'indice fa da contraltare alla libertà nel metodo di fruizione: cronologico, per argomenti specifici, attraverso le macro aree d'interesse, ogni approccio è legittimo e legittimato dalla cura di dettaglio, vera cifra stilistica di ogni grande grafico. Ma partiamo dal titolo. Autobiografica grafica potrebbe quasi apparire una sintesi riduttiva per un progettista che ha esplorato a tuttotondo il mondo della creazione, eppure entrando nelle pieghe più sottili del libro se ne comprende con più rigore la ragione. La grafica è il modo attraverso cui Lupi cuce gli infiniti frammenti di una lunga e ricca carriera e lo offre come strumento di conoscenza e di sintesi anche a tutti coloro che pensano di trovare in questo volume uno spunto sui segreti di un mestiere complesso, che non s'impara in una scuola ma si costruisce attraverso le molte, variegate esperienze di una intera vita.

Italo Lupi, Autobiografia grafica, Corraini edizioni

Così ci spiega l'autore, grazie a una selezione di divertenti ricordi, nella prima parte dedicata agli anni di formazione, arricchita da pagine di fumetti – emozionante quella di Crepax che ha come protagonisti lo stesso Lupi insieme alla moglie – copertine di riviste e primi tentativi grafici. Qui riaffiorano nomi di persone amiche e maestri indiretti ma, soprattutto, compare con evidenza la passione che anima una curiosità generosa, premiata dai progetti degli anni successivi. Questi sono divisi attraverso una serie di macro aree – editoria, allestimenti, disegno urbano, copertine, piccole architetture, pubblicità – che si scompongono al loro interno in frammenti minori, sempre molto significativi, fatti di nostalgie e articoli selezionati, omaggi a grandi progettisti e luoghi di realizzazione professionale e affettiva – Torino, Tokyo, Milano, Londra – nomi di grandi riviste e di eventi eccezionali – uno per tutti la Triennale del 1968 – collaboratori occasionali e amici di lunga data. Difficile individuare un punto focale in un libro che per sua stessa vocazione scivola lungo la superficie della storia del secondo Novecento con la sicurezza di chi ha vissuto in prima persona quegli eventi, di chi ha scritto, attraverso gli strumenti del proprio mestiere, alcune importanti pagine del "romanzo italiano".

Italo Lupi, Autobiografia grafica, Corraini edizioni

Forse, seguendo l'indizio di un possibile minimo comun denominatore interpretato come Made in Italy di grande qualità, si potrebbe trovare un punto di origine nel racconto a pagina 49, con il poster per la riapertura dello stadio di San Siro, le cui divertenti piccole icone, tratte dall'immagine di un vecchio gioco da tavolo – capaci di strizzare l'occhio al Subbuteo e a tutta la cultura pop degli anni Sessanta – ritornano sulla copertina nera del libro, sigilli inviolabili di alcune regole del progettista. Più che di regole occorre qui parlare di un vero e proprio segreto professionale copiosamente elargito in ogni singola pagina del libro e dedicato, questo sì, solo a coloro i quali siano capaci di leggere tra le righe del racconto ufficiale. E guardando immagini, volti, poster e allestimenti – quasi senza bisogno della parola che li accompagna – è possibile rintracciare le accurate regole del gioco grafico che Lupi ci propone.

Italo Lupi, Autobiografia grafica, Corraini edizioni

L'autore dichiara infatti una naturale interdipendenza tra le proprie opere, serbatoi di colori e soluzioni tipografiche, e quelle, numerosissime e significative, che formano il suo quasi infinito archivio visuale – da Vignelli a Ponti – vero e proprio motore del mestiere di grafico. È infatti attraverso la permanente frequentazione di un universo ricchissimo, fatto di ricordi e relazioni d'immagini – molte delle quali sono state riprodotte nel libro – che il progettista costruisce il suo personale e distintivo tratto grafico: un mondo giocoso, ironico (mai sarcastico), fatto di montaggi bidimensionali capaci di acquistare la rilevanza di un tessuto prezioso, ricco di rimandi leggeri e continuamente rinnovato da una fantasia concretizzata in opera. Un esempio per tutti possono essere i poster che la rivista Domus gli commissionò in occasione del Salone del Mobile di Milano nel 1988 che Lupi interpretò attraverso una serie di ritratti mascherati, discreto rimando alle magnifiche stampe di Ennemond Petitot, con l’aiuto di Steven Guarnaccia, suo storico collaboratore. I maestri del Modernismo visti attraverso la chiave gioiosa di un postmoderno culturalmente aggiornato, non semplicemente stilistico ma concettuale.

Italo Lupi, Autobiografia grafica, Corraini edizioni

Un articolo a parte andrebbe scritto sui numerosi allestimenti, ciascuno dei quali immaginato con la stessa cura dedicata ai progetti editoriali e riconoscibile grazie a quella ricca varietà di segni e soluzioni formali che rendono il lavoro di Lupi così peculiare. Significative, a questo proposito, le fotografie di una mostra progettata con Guido Canali a Parma, nel 1979, uno dei tantissimi percorsi di alta qualità che dichiara, nel libro, quanto la collaborazione con altre figure professionali, sia nell’esperienza di Lupi ossigeno progettuale. L’autore trae forza da questo lavoro di squadra che, nei racconti, somiglia quasi più a un sodalizio personale, e irradia d’interessanti aneddoti anche le pagine in cui vengono semplicemente descritti i progetti. Una mappa fittissima e inestricabile, forse leggibile solo per parti, come fu, quella famosissima pubblicata nel 2003 con lo studio FM su Abitare dedicata alla storia del design italiano. Se, a dieci anni da quel raffinato esempio di grafica, si volesse pubblicarne una seconda, aggiornata al 2013, un posto di rilievo andrebbe sicuramente riservato allo stesso Lupi.

Italo Lupi, Autobiografia grafica, Corraini edizioni