La cura dello sguardo

Al Museo Paleontologico di Cortina d'Ampezzo è in mostra l'esito di una residenza delle artiste Elena Mazzi e Valentina Merz.

Valentina Merzi, La cura dello sguardo
Per il secondo anno consecutivo, Dolomiti Contemporanee e i Musei delle Regole d'Ampezzo tornano a collaborare, con l'esposizione La cura dello sguardo presso il Museo Paleontologico . I temi analizzati in questa mostra sono connessi a diversi aspetti dell'identità del territorio montano, e alle sue pratiche umane-sociali-antropiche. All’interno di questa prospettiva culturale si attua una riflessione sulla dimensione contemporanea della natura e dell'ambiente, com'è nel concept generale di DC013 .
Valentina Merzi, La cura dello sguardo
In apertura: Valentina Merzi, work in progress; qui sopra: Valentina Merzi, Al lavoro con Ada, insegnante di cucito, work in progress

Lavorare alla costruzione di nuove immagini di natura contemporanea significa rifiutare il proliferare dei cliché propri di una natura intesa in modo stereotipato. In questo senso parliamo di verticalità d'approccio, di climbing attitudes: con queste espressioni intendiamo sottolineare come la pratica culturale (e fisica) della montagna, e la sua riflessione su di essa, siano fatte di ricerca ed esplorazione, e procedano per azioni e picchi, e non per apologie acritiche e contemplatività nostalgiche. Non si guarda (esclusivamente) alla montagna del passato: si dà un contributo alla codificazione di una montagna contemporanea.

Le climbing attitudes sono quelle attitudini fatte di tensioni che portano l'uomo a muoversi ed esplorare lo spazio creando una modalità della verticalità. Questa inclinazione è condivisa dall'artista e dall'alpinista: un bisogno volto alla ricerca e alla reinterpretazione del mondo che li circonda. Una spinta verso l'alto intesa come punto a cui anelare (non necessariamente da raggiungere), per liberarsi dalla mera costrizione dell'umano immobilismo/dell'orizzontalità umana.

Elena Mazzi, La cura dello sguardo
Elena Mazzi, A casa di una regoliera, work in progress

Il Museo Paleontologico è un luogo estremamente adatto a sottolineare il connubio fra cultura e ambiente, tradizione e innovazione. È il custode delle origini della bellezza della Conca Ampezzana, e testimonia il lavoro di chi, come Rinaldo Zardini, ne ha saputo cogliere le profonde implicazioni.

Alcuni artisti si sono confrontati con un'istituzione ben radicata sul territorio e con la sua ricchezza culturale e paesaggistica per mettere in dialogo una collezione che continua ad arricchirsi con nuovi ritrovamenti e la sperimentazione di artisti contemporanei, la cui ricerca si basa sulla reinterpretazione innovativa della nostra società.

Il tema centrale è quindi la paleontologia intesa non solo dal punto di vista scientifico ma anche in senso storico-culturale.   

Elena Mazzi, La cura dello sguardo
Elena Mazzi, A Cortina nel magazzino del Museo paleontologico, work in progress

Proprio per sottolineare questa forte e reciproca interconnessione uomo-territorio, la presenza degli artisti a Cortina si concretizza anche attraverso una residenza, già in atto, a cui prenderanno parte Elena Mazzi e Valentina Merzi, due artiste della Fondazione Bevilacqua La Masa.

La partnership tra il Museo Mario Rimoldi e Dolomiti Contemporanee, ha portato quest'anno a un altro risultato: una nuova politica di acquisizioni del museo che seleziona per la propria collezione alcune delle opere degli artisti che partecipano alle mostre; il museo si apre così all’arte contemporanea.


La cura dello sguardo

3 agosto – 1 settembre 2013
a cura di Gianluca D'Incà Levis ed Elisa Decet
Museo Paleontologico “Rinaldo Zardini”
in collaborazione con i Musei delle Regole di Cortina d'Ampezzo

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