Tendiamo ad osservare l’architettura industriale attraverso la lente della produzione, dell’efficienza, della logistica. Eppure, così come una casa, una scuola o un centro culturale, anche uno stabilimento è, prima di tutto, uno spazio abitato. Ogni giorno centinaia di persone attraversano corridoi, postazioni di lavoro, aree comuni e reparti produttivi. Interagiscono con macchine, tecnologie e processi, ma soprattutto con un ambiente costruito che influenza il loro benessere, la loro sicurezza e il loro modo di lavorare. Pensare a come le persone vivono questi luoghi significa quindi interrogarsi sul senso stesso dell’architettura. Negli ultimi decenni il concetto di “capitale umano” è entrato stabilmente nel lessico economico e manageriale. Un’espressione che il sociologo Zygmunt Bauman guardava con sospetto, vedendovi il rischio di ridurre le persone a risorse da valorizzare, ottimizzare e rendere competitive. A Sassoferrato il tema emerge inevitabilmente, ma assume una forma diversa. Qui il valore attribuito alle persone sembra tradursi in scelte concrete che riguardano la sicurezza, la formazione e la qualità dell’ambiente di lavoro, suggerendo un modello industriale in cui il capitale umano non è soltanto un indicatore di performance, ma una componente strutturale del progetto produttivo.
L’architettura invisibile della produzione: dentro la fabbrica di Franke a Sassoferrato
Tra le colline marchigiane, lontano dai grandi corridoi logistici, lo stabilimento di Franke Home Solutions sperimenta un modello produttivo dove tecnologia, sicurezza e benessere delle persone diventano parte dello stesso progetto.
È una riflessione che emerge con chiarezza visitando lo stabilimento di Sassoferrato di Franke Home Solutions, divisione del Gruppo Franke specializzata in sistemi integrati per la cucina domestica. Qui due anime, complementari ma distinte, convivono rappresentando al meglio la strategia dell'azienda: Franke, il brand globale che incarna a pieno l'identità di system provider, e Faber, lo specialista dell'aria. Incastonato tra le colline marchigiane, a circa settanta chilometri da Ancona, questo centro produttivo dedicato alla realizzazione di cappe aspiranti, piani cottura e piani aspiranti offre uno spaccato interessante su come l’industria contemporanea stia tentando di interpretare e rimodellare il rapporto tra le persone e la produzione. Domus ne ha parlato con Giorgio Rossi, Operation Director del plant - inaugurato nel 1989 - che oggi occupa 76mila metri quadrati complessivi e rappresenta uno dei principali centri di eccellenza del gruppo per il trattamento dell’aria domestica.
Nel cuore delle Marche
Sassoferrato è un piccolo comune arroccato tra il versante orientale dell’Appennino e le valli del Sentino, in un contesto naturale suggestivo fatto di grotte carsiche – come le famose di Frasassi a pochi chilometri – e ampi panorami sui campi coltivati e i boschi. Il centro storico è ricco di case in pietra, chiese e palazzi medievali, e mostra le stratificazioni storiche che si sono sovrapposte nel tempo, fino ad arrivare a oggi.
Ma Sassoferrato è anche un luogo industriale. Insieme alla vicina Fabriano, dove Franke Home Solutions ha inaugurato il suo nuovo showroom, fa parte di un territorio che ha costruito la propria identità produttiva attorno agli elettrodomestici e alla carta. Una geografia periferica rispetto ai grandi corridoi logistici e manifatturieri italiani, eppure ancora capace di generare competenze e attrarre investimenti.
I nostri processi, le nostre digitalizzazioni e le nostre automazioni, verranno replicate da qualche parte nel mondo. Le persone no.
Giorgio Rossi
“Siamo in un territorio sulla carta svantaggiato,” ammette Rossi, “però qui c’è un forte attaccamento delle persone”. La posizione periferica, che potrebbe apparire come un limite, si trasforma in una risorsa: il legame con il territorio genera uno scambio virtuoso, fatto di competenze sedimentate nel tempo. In un contesto industriale caratterizzato da una crescente mobilità del lavoro, è forse proprio questa permanenza a rappresentare uno dei principali vantaggi competitivi dello stabilimento.
L’approccio “people first”
“I nostri processi, le nostre digitalizzazioni e le nostre automazioni, verranno replicate da qualche parte nel mondo. Le persone no” spiega con un certo orgoglio l’Operation Director. Nel plant lavorano circa 300 addetti e gran parte degli investimenti degli ultimi anni si è concentrata non soltanto sull'innovazione tecnologica, ma anche sulla formazione, sulla riqualificazione professionale e sul miglioramento delle condizioni di lavoro. La centralità delle persone trova la sua espressione più concreta nel tema della sicurezza, definita dall’azienda come “la precondizione necessaria prima di qualsiasi valore di business”.
Commenta ancora Rossi: “Noi lavoriamo affinché le nostre persone tornino a casa sane e sicure, esattamente come sono arrivate qui la mattina.” Le aziende certificate Uni Iso 45001 – la norma internazionale che fornisce indicazioni sulla sicurezza sul lavoro – garantiscono un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (Ssl) di alto livello, che solitamente va dai 300 ai 1000 giorni senza infortuni. Nel gennaio scorso lo stabilimento ha raggiunto 1500 giorni senza incidenti. Un risultato ottenuto attraverso investimenti tecnologici, procedure operative rigorose e un’intensa attività di formazione che ha superato le 4mila ore nell'ultimo anno. Per sottolineare l’importanza del tema, Franke ha deciso di dedicare, all'interno dello stabilimento, un'intera giornata esclusivamente alla sicurezza.
Al di là del dato numerico, il risultato racconta un approccio che considera il benessere delle persone non come una conseguenza della produttività, ma come una delle sue condizioni di partenza.
Nulla si crea, nulla si distrugge
Nel tempo, lo stabilimento ha mantenuto pressoché invariato il proprio involucro esterno – a parte l’installazione di 3850 pannelli solari che ad oggi generano circa il 45% di energia utile alla fabbrica – mentre all’interno si è trasformato più volte attraverso una serie di re-layout che hanno adattato processi e linee produttive all’evoluzione dei prodotti e dei mercati. Un’architettura in costante aggiornamento, che deve necessariamente adattarsi e modificarsi senza perdere la propria identità. Negli ultimi anni Sassoferrato ha accelerato il proprio percorso verso l’Industria 5.0, il nuovo paradigma produttivo europeo che affianca alla digitalizzazione dell’Industria 4.0 proprio la centralità dell’uomo e la sostenibilità ambientale. Franke risponde prima con la digitalizzazione dei processi, poi la loro sequenziazione e infine la creazione di una Digital Twin Factory: una replica virtuale dell’intero stabilimento che permette di simulare scenari, ottimizzare attività e migliorare le prestazioni operative.
Ma l’intelligenza artificiale entra in questo sistema come strumento di supporto, non come rimpiazzo. Anche in ambito produttivo, “l’AI non può essere considerata una tecnologia sostitutiva all’uomo, ma una tecnologia che lo supporta” dice Rossi a Domus. Nel caso di Franke, la tecnologia non elimina il lavoro ma lo modifica, spostando il valore verso competenze sempre più difficili da automatizzare: capacità di adattamento, problem solving, esperienza e conoscenza dei processi. Ecco perché, per descrivere il futuro dell’industria, il primo principio della termodinamica - Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma – è perfettamente calzante: “Per Franke questo significa una nuova diversificazione del lavoro.”
Dalla fabbrica allo showroom
Ad essersi trasformata meno di un anno fa è anche la sede di Fabriano, a circa 20 km da Sassoferrato, dove Franke Home Solutions ha inaugurato un nuovo showroom che rappresenta la traduzione spaziale di quanto accade nello stabilimento. All’ingresso, riconoscibilissimo, il wall lamellare in acciaio che fa da sfondo al logo bianco su sfondo rosso di Franke, ormai diventato l'elemento distintivo per tutti gli store del brand.
Più che una consueta esposizione di prodotti, lo spazio racconta il patrimonio di competenze che sostiene ogni fase della produzione, concentrandosi sull’elemento “Aria”. In oltre 650 metri quadrati e più di 130 prodotti esposti, lo showroom espone le cappe e i piani aspiranti singolarmente o inseriti negli ambienti cucina, mettendo in scena quello che sembra un viaggio nella storia della cappa – per addetti ai lavori, architetti e consumatori. Ad accogliere i visitatori è il marchio Franke, rivelando la sua visione di system provider attraverso la collezione Mythos Masterpiece. Qui, insieme agli altri elementi della gamma (vasche, miscelatori, piani cottura e accessori), sono protagoniste le cappe Mythos Masterpiece, in un dialogo in perfetta armonia estetica grazie alle sofisticate finiture Gold.
Il percorso nell'elemento aria prosegue verso la scoperta del sistema Mythos, una cucina attiva e funzionante pensata non solo per raccontare in modo immediato e coinvolgente il concetto di soluzioni integrate, ma anche per trasformare questo spazio nella scenografia ideale per eventi. Ad assicurare un'aria pulita e pura è la cappa a isola T-Shelf Evolution, che rappresenta una delle declinazioni più evolute del concetto di integrazione tra arredo e tecnologia.
L'expertise di Franke nelle tecnologie di aspirazione si rivela anche attraverso la nuova piattaforma di piani aspiranti 2gether, una delle espressioni più evolute dell'integrazione tra aspirazione, design e tecnologie intelligenti che evidenzia la crescente convergenza tra elettrodomestico e architettura domestica. In un’unica unità compatta, questi prodotti combinano cottura e aspirazione con prestazioni elevate e massima pulizia estetica, rispondendo alle esigenze di chi cerca soluzioni tecnologiche discrete, silenziose e salvaspazio.
A "svelare" il segreto della loro tecnologia è l’elemento più scenografico e al tempo stesso esplicativo dell’intero showroom: il grande cubo di vetro opaco che, una volta attivato con comando a distanza, diventa trasparente rivelando componenti tecniche che solitamente restano nascoste, mostrando i flussi d’aria e le diverse modalità di installazione.
Lo showroom presenta le infinite declinazioni della cappa secondo Franke: dai modelli Built In, progettati per integrarsi nell'architettura della cucina e assicurare le massime prestazioni tra cui spiccano le cappe per l'induzione Drip Free che contrastano la formazione di condensa, a quelli dotati di tecnologia brevettata K-Link progettata per creare una connessione intelligente tra piani cottura a induzione e cappe aspiranti, passando per le versioni Vertical, T-Shape e Ceiling.
Qui la qualità non viene raccontata attraverso dati o prestazioni tecniche, ma attraverso un’esperienza che permette di comprendere una complessità nascosta: lo stesso obiettivo dietro alla Technology Room, dove motori, filtri, sistemi di illuminazione e componenti elettronici vengono mostrati separatamente, quasi fossero i reperti di un atlante tecnico.
Il percorso conduce quindi verso l'area dedicata al marchio Faber, che all'interno della divisione Franke Home Solutions rappresenta la massima espressione del know how riguardante il trattamento dell'aria.
Accanto ai modelli più recenti, come la cappa Modular, che cattura l'attenzione con i due moduli laterali integrati al corpo principale e si distingue per un design flessibile, trovano spazio anche prodotti che raccontano i capisaldi del marchio. Tra questi Beat, una delle cappe più celebri di Faber e proposta nella distintiva finitura Dark Forest per i settant’anni del brand, che interpreta il prodotto come elemento d’arredo oltre che dispositivo tecnico.
Come spiega Dino Giubbilei, VP Marketing & Digital di Franke Home Solutions, “il trattamento dell'aria è una materia progettuale che cambia profondamente a seconda dei contesti geografici e culturali, e ogni mercato ha esigenze diverse”. Negli Stati Uniti, per esempio, le cappe tendono ad assumere dimensioni più importanti per rispondere a cucine di scala maggiore e a modalità d'uso differenti rispetto a quelle europee. In Nord Europa, grazie all'acquisizione del brand svedese Futurum, Franke ha sviluppato sistemi centralizzati di trattamento dell’aria in grado di servire interi edifici residenziali attraverso un unico impianto di aspirazione e ricambio.
Tra cappe che scendono giù dal soffitto con un telecomando e modelli che scompaiono letteralmente negli ambienti cucina, Faber guida i visitatori in un viaggio lungo settant'anni di esperienza nella progettazione dell'aria, tra tradizione e innovazione, proiettandosi verso il futuro.
Visitando gli ambienti Franke di Sassoferrato e Fabriano, la sensazione è che, dietro all’innovazione tecnologica, e alla produzione seriale, il progetto più ambizioso possa essere un altro: costruire un ambiente produttivo capace di trattenere competenze, generare appartenenza e adattarsi ai cambiamenti.
Forse è proprio qui che la fabbrica torna a essere un tema architettonico. Non per la qualità compositiva o costruttiva dell’edificio, o per le sue prestazioni tecniche, ma per la capacità di organizzare relazioni: tra persone, spazio e tecnologia. In un territorio, meno servito di infrastrutture, è questa rete di relazioni a spiegare perché lo stabilimento continui a crescere. E perché, ancora oggi, l’industria possa essere letta come un progetto umano.