Contro l’architettura muscolare dei centri-visitatori

Mimetizzata nel paesaggio, la Landroom Observatory di Ben Gitai è un padiglione contemplativo nel deserto del Negev, pensato per incoraggiare l’esperienza con la natura e alleviare le tensioni che affliggono la collettività.

Ai margini di Makhtesh Ramon, immenso cratere dal fascino marziano tra i principali punti di attrazione del deserto del Negev, Ben Gitai ha realizzato una piccola costruzione in pietra dalla pianta inclusivamente ipergeometrica che avvolge il suo visitatore e lo predispone all’osservazione del territorio e della volta celeste. In posizione privilegiata di fronte al grande declivio, la Landroom Observatory è però, nelle intenzioni dell’architetto franco-israeliano, un invito che trascende la mera comunione con il paesaggio e la natura.

“Dal mio punto di vista, oggi il territorio deve includere delle espressioni ambientali recenti e dinamiche per aiutare a superare le tensioni sociali in Israele. Questo progetto può aiutare in questo, indagando la sostanza, il processo, la grammatica e la forma territoriale al suo ambiente immediato di architettura per le persone che lo utilizzano”. Equiparata ad un dispositivo, solitario e al tempo stesso olistico, che aiuta ad accrescere l’empatia con l’ambiente circostante, la piattaforma si trasforma in un’opportunità per confondere topografia e antropologia, soppiantando il genere architettonico dei centri visitatori costruiti in Israele in epoca pre-pandemia.

Location:
Makhtesh Ramon, israele
Programma:
Padiglione
Architetto:
Ben Gitai
Anno:
2020

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