Costruzioni basse e alta densità

Al Center for Architecture di new York, una tipologia residenziale periferica come il Low Rise High Density diventa il punto centrale di una mostra che riflette sul modo di vivere nella città.

Le costruzioni basse ad alta densità abitativa sono una tipologia da sempre attorno a noi, ma raramente al centro dell’attenzione degli architetti. Come mai? Per dirla con le parole della mostra “Low Rise High Density”, aperta di recente al Center for Architecture, “Costruzioni basse e alta densità” significa: “Abbastanza denso da reggere il trasporto pubblico, ma abbastanza basso da evitare di dipendere dagli ascensori”.

In apertura e qui sopra: "Low Rise High Density", vista della mostra al Center for Architecture, New York

Non c’è città americana cresciuta con l’automobile, a cavallo dei due secoli passati, cui il tessuto urbano densamente popolato e a costruzioni basse sia estraneo. Ma il dopoguerra impose agli Stati Uniti una pausa alle politiche pubbliche basate sulla proliferazione di costruzioni residenziali basse ad alta densità e sulla diffusione dell’automobile, e il cambiamento di mentalità produsse da un lato abitazioni monofamiliari, dall’altro edilizia residenziale sociale a edifici alti. Tuttavia negli anni Sessanta architetti e urbanisti iniziarono a ripensare e a riproporre modelli abitativi di altezza limitata e ad alta densità (Low-Rise High-Density, LRHD) come alternative preferibili ai palazzi urbani e all’invasione della zone periferiche. Questo ripensamento è il tema della mostra “Low Rise High Density”, a cura di Karen Kubey e promossa tra gli altri dall’Institute for Public Architecture, attualmente aperta al Center for Architecture, che ospita fino al 29 giugno di quest’anno anche un ciclo di manifestazioni collaterali.

Project for an Alternative Suburbia, Pennsylvania State University Department of Architecture, (1971). Assistant Professors: Richard Plunz e Lawrence Regan. Disegno di Timothy Hartung

La mostra, di limitate proporzioni ma significativa, assomiglia un po’ all’ingresso di un archivio: l’archivio che Kubey ha iniziato a riunire nel 2008 con un incarico dell’Oral History Award (il “Premio per la storia orale”) del Temple Hoyne Buell Center for the Study of American Architecture della Columbia University. Sui racconti che la studiosa ha raccolto da architetti cui si devono progetti residenziali fondamentali degli anni Sessanta e Settanta si fondano le fotografie, i disegni d’architettura e i documenti storici della mostra.

La mostra, di limitate proporzioni ma significativa, assomiglia un po’ all’ingresso di un archivio

“Low Rise High Density” presenta filmati e trascrizioni di ampie interviste con i membri dello studio d’architettura svizzero Atelier 5, con Kenneth Frampton e con Theodore Liebman, autori del Marcus Garvey Park Village (1973, Brownsville, Brooklyn). Il quartiere di Halen dell’Atelier 5 (Berna, 1961) e il Marcus Garvey Village, promosso dalla New York State Urban Development Corporation insieme con l’Institute for Architecture and Urban Studies, sono due tra i più ampiamente apprezzati progetti di edilizia bassa ad alta densità dei loro anni.

"Low Rise High Density", vista della mostra al Center for Architecture, New York

Le conversazioni di Kubey con questi architetti svelano reciproci influssi, e agli architetti intervistati si deve l’introduzione in Inghilterra e negli Stati Uniti di idee nate nell’Europa continentale. “I rapporti personali tra questi architetti e i loro spostamenti individuali avevano un effetto concreto su ciò che veniva costruito e discusso”, spiega Kubey.

Studio E Architects, UC Davis West Village, Davis, CA, 2011. Photo courtesy of Studio E Architects

Le interviste sono state pubblicate con la grafica tipica dei copioni cinematografici e con la qualità di una trascrizione dattilografica. Parlando del progetto residenziale svizzero del quartiere di Halen Alfred Pini, di Atelier 5, afferma: “Halen rappresenta in certo qual modo una scelta di posizione urbanistica. Una scelta di compattezza”. Fu proprio questo progetto a influenzare poi l’importante mostra del Museum of Modern Art del 1973 “Another Chance for Housing: Low-rise Alternatives” (“Un’occasione diversa per l’edilizia residenziale: alternative a costruzioni basse”), che presentava anche i piani regolatori di Frampton e Liebman per Brownsville. La mostra Low Rise High Density ha le radici nel passato ma ricorda con acutezza che il tema richiede attenzione se si guarda al futuro. “È l’ultima di un lungo ciclo di mostre del MoMA sull’edilizia e sull’urbanistica residenziali, che arriva alla mostra Foreclosed del 2012”, afferma Kubey, “e parte del mio compito consiste nel riportare alla luce i temi di quella mostra – che oggi sono forse ancora più urgenti – in modo diverso, dato che gli americani sono sempre più alla ricerca di nuovi modelli di abitazione multifamiliare”.

"Low Rise High Density", vista della mostra al Center for Architecture, New York

La mostra, oltre che archivio di conversazioni, è anche occasione di tavole rotonde aperte al pubblico. La prima, Beyond the Lawn (“Oltre il prato”), che si è tenuta il 9 maggio, ha riunito gli storici dell’architettura e dell’urbanistica Marta Gutman e Matthew Lasner con Kate Orff, architetto paesaggista newyorchese, e con l’architetto californiano Michael Pyatok. Quest’ultimo, che indica la densità con l’eufemismo comfort, ha spiegato i fattori economici in gioco nell’LRHD, il rapporto del costo dei terreni con la convergenza tra diminuzione dei costi di costruzione e vantaggi economici della densità abitativa. È convinto che “il segreto stia nel trovare il modo di indurre il pubblico a sentirsi come davanti a una specie di DNA della sua storia” in una tipologia residenziale che per motivi economici sarà costruita comunque. I progetti residenziali di Pyatok rispettano l’equilibrio tra bisogni degli anziani e dei giovani, dei ricchi e dei poveri, ampliando la tradizione presentata dalla mostra sull’LRHD a una sfida per le città di oggi. Il programma annunciato comprende tavole rotonde con Kenneth Frampton e Theodore Liebman (3 giugno) e Richard Plunz (26 giugno).

"Low Rise High Density", vista della mostra al Center for Architecture, New York

La mostra è stata la prima iniziativa pubblica patrocinata dall’IPA, Institute for Public Architecture, organizzazione di recente istituzione che promuove l’architettura socialmente responsabile attraverso progetti di ricerca urbanistica e un programma che ospiterà in permanenza professionisti del progetto. “L’IPA è stato istituito per mettere in luce e promuovere l’idea che possediamo un’architettura di livello civile e socialmente responsabile”, afferma Jonathan Kirschenfeld, fondatore dell’IPA. “Esporre progetti come il Marcus Garvey, e altre importanti opere che rischiano di essere dimenticate, è parte della nostra vocazione.” Greta Hansen

"Low Rise High Density", vista della mostra al Center for Architecture, New York


Fino al 29 giugno 2013
Low Rise High Density
Center for Architecture
536 LaGuardia Place, New York