Tempo fa, mi sono fermato a osservare un formicaio – che equivale al grattacielo nel mondo delle formiche. Forma, spazio e struttura interna sono il riflesso di chi ci abita: il loro corpo e le loro attività. A differenza degli animali, gli esseri umani indossano abiti realizzati ad hoc, che sono una sorta di architettura progettata per il corpo. Anche i dispositivi indossabili, robot separati dal corpo umano che funzionano grazie alle nuove tecnologie, possono essere considerati come una forma allargata di architettura. Sono infatti progettati per il corpo e a esso si collegano; questa connessione trova un’applicazione su larga scala nei centri medici di riabilitazione.
Per Ma Yansong, l’architettura è “un’estensione del corpo umano”
Nell’editoriale del numero di aprile, il guest editor di Domus riflette sull’architettura come organismo vivo, capace di evolvere insieme a chi la abita e denuncia al tempo stesso città sempre più ostili alla vita quotidiana.
C’è un detto che afferma, in modo brillante e poetico, che “gli occhi sono la finestra dell’anima”. In architettura, le finestre estendono la portata della vista umana, mentre lo spazio costruito entra in collegamento con i sensi in modo completo: luce, suono, temperatura e odore. Cosa ancor più importante, il progetto dovrebbe avere una valenza spirituale, così come un corpo umano funzionale è il sostegno di un’anima di valore.
L’architettura stessa andrebbe intesa come una forma di bionica nel senso più ampio, un’eco delle funzioni del corpo umano.
Ma Yansong
L’architettura stessa andrebbe intesa come una forma di bionica nel senso più ampio, un’eco delle funzioni del corpo umano. Anatomicamente, quest’ultimo è fatto di pelle, ossa, sangue e sistema nervoso, così come un edificio ha a sua volta muri esterni, strutture portanti, spazi e servizi come acqua, elettricità e sistemi di ventilazione. Come un corpo sano, anche una struttura richiede attenzione sia nel progetto sia nella manutenzione per funzionare correttamente.
Come il corpo umano, gli edifici cambiano e si evolvono. Quando sono ultimati, non cessano di vivere, ma cominciano a farlo: verranno usati dalle persone, subiranno il logoramento del tempo e verranno trasformati dal susseguirsi di nuovi bisogni. Questi segni di invecchiamento sono in realtà prove di vitalità. Nel tempo, il loro significato attraversa un cambiamento costante: gli uffici diventano abitazioni, le fabbriche musei e perfino i condomini possono trasformarsi in centri commerciali. I materiali dell’architettura si stanno a poco a poco evolvendo: non costruiamo più solo con pietra, acciaio e calcestruzzo, ma utilizziamo sostanze più rispettose dell’ambiente, biologiche e naturali – tra cui i funghi, che si riproducono all’infinito. Interni ed esterni richiedono strutture duttili, in grado di crescere e adattarsi biologicamente, come fa il corpo umano.
Ciò detto, dobbiamo riconoscere che, nelle città di oggi, davvero troppi edifici e luoghi pubblici sono progettati in modo ostile al corpo umano. La nostra libertà, dignità e interazione sociale dovrebbero essere lo scopo della progettazione degli spazi condivisi. Invece, vengono continuamente limitate. Queste soluzioni vengono ostentatamente proposte come strumenti per gestire l’ordine pubblico, quando in realtà riflettono una fondamentale carenza di fiducia verso il prossimo. Considerare l’architettura come un corpo può aiutare tutti a comprenderla e a occuparsene meglio.
Immagine di apertura: GilBartolome Architects, The House On The Cliff, Salobreña, ES, 2015. Photo Jesus Granada. Courtesy of GilBartolome Architect