Alla ricerca del progetto empatico

In occasione della settimana del Salone del Mobile 2013, Carlotta de Bevilacqua ha disegnato due nuove lampade per Artemide, entrambe alimentate a led eppure davvero diverse tra loro.

Entrare nell’elegante palazzo di via Canova dove ha sede Danese consente di capire, più di ogni altra cosa, come funziona il mondo di Carlotta de Bevilacqua. È qui che l’architetto lavora, alla ricerca degli aspetti della luce e dell’ambiente legati alla facoltà di produrre benessere, che l’hanno portata a disegnare un centinaio di lampade negli ultimi 15 anni, circondata da un giovane team prevalentemente femminile di una trentina di collaboratori, molti ex studenti dei suoi corsi di design al Politecnico. I prototipi delle novità di Danese sono un tutt’uno con le due lampade che lei ha disegnato per Artemide quest’anno, entrambe alimentate a led eppure davvero diverse tra loro.  

Empatia è quella formalmente più semplice: il dispositivo led è contenuto in un tubo di vetro sottilissimo che non assorbe il calore; la luce viene riflessa e irraggiata da un diffusore soffiato da maestri vetrai veneziani, studiato per non far perdere efficienza luminosa né abbagliare. Empatia è quella formalmente più semplice: il dispositivo led è contenuto in un tubo di vetro sottilissimo che non assorbe il calore; la luce viene riflessa e irraggiata da un diffusore soffiato da maestri vetrai veneziani, studiato per non far perdere efficienza luminosa né abbagliare.
 

Più complessa strutturalmente la seconda lampada, chiamata NullVector ed espressione di una sintesi completa tra performance ottiche e meccaniche. Il corpo in alluminio ottico Vega 98, ad altissimo coefficiente di riflessione e generato da una crescita scalare di un singolo stampo di foratura e tranciatura, è sia componente strutturale sia parte ottica per il controllo dell’emissione luminosa.Tre perni trasparenti, che consentono il passaggio della luce, collegano il corpo al sistema ottico a led a bassa tensione, scalare quanto a potenza e flussi. Inaspettatamente questa lampada, che sulla carta è supertecnologica e fredda, sa produrre una luce intensa e suggestiva: l’unione del pattern di fori e della struttura multisfaccettata è una combinazione azzeccata.