Nel mixtape di Siete Catorce si mescolano i suoni fluttuanti di un fine settimana di frontiera a Mexicali: in giro per locali, tra corridos e whisky, black metal e birra e, ancora, reggae e hip hop.
Ritmi picareschi sottratti a vecchi vinili e fantasmi di un'età dell'oro si fondono nel mixtape di Carlos Icaza, alias Tropicaza, che ricostruisce l'eco dei passi sulla pista da ballo del Bamerette, il leggendario club dell'Hotel Bamer oggi abbandonato.
La città del presidente Enrique Peña Nieto e del famigerato Grupo Atlacomulco ispira un mixtape che mescola tecno avanzata e sonorità autoctone, degne del disordine e dell'intrinseco dinamismo del nuovo cuore posturbano del Messico.
In questo mixtape ispirato a Tlatelolco, Ñaka-Ñaka riunisce un gruppo di artisti messicani della scena underground nazionale noti per le loro sperimentazioni elettroniche, e dà vita a una miscela di suoni distopicofuturista.
Questa peculiare combinazione di suoni – rustic ranchera, cumbia e corrido mescolati a techno, dubstep e factory-churned – riassume i molti lati della complessa narco-cultura messicana di cui la città di Culiacán, rappresenta la cuspide.
Camminando per le strade di Rio, a occhi chiusi o aperti, si sente musica di ogni tipo, un sound che ci si porta addosso, in una città che ti trasporta.
Deciso, responsabile e interessato al fenomeno del tempo, il Capricorno Yoshiharu Tsukamoto di Atelier Bow-Wow inizia la sua attività con una lettura della Tokyo moderna.
Il brusio di sottofondo delle vie di Tel Aviv si trasforma, poco a poco, in un'unica voce chiara e distinta: quella di centinaia di migliaia di persone in marcia verso casa.