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Ventura Future: la grande novità del Fuorisalone 2018

Le tre location del nuovo polo vicino a Loreto raccolgono designer emergenti, progetti indipendenti, accademie e “pensatori del futuro”. Un vero e proprio hub innovativo dedicato al design giovane.

 Veduta della mostra collettiva a FutureDome, Ventura Future, Fuorisalone 2018

“Ventura Lambrate is dead, long live Ventura”. La grande novità del Fuorisalone 2018 si chiama Ventura Future: dopo 8 anni Organisation in Design ha infatti lasciato il distretto Lambrate-Ortica e ha scelto di spostare il baricentro delle proprie attività espositive aggiungendo alle suggestive volte in abbandono della Stazione Centrale, già protagonista di Ventura Centrale nel 2017, un circuito di tre nuove location dedicato ai nuovi talenti. Gli spazi cambiano, ma il concept rimane lo stesso: fornire una piattaforma a designer emergenti, progetti indipendenti, accademie e “pensatori del futuro”, che vengono raccolti qui in un vero e proprio hub innovativo dedicato al design giovane. A pochi passi dalla metro Loreto, distribuite nel giro di un centinaio di metri l’una dall’altra, le tre nuove destinazioni del polo Ventura Future sono FutureDome (via Paisiello 6), Loft (via Donatello 36) e University (viale Abruzzi 42).

La prima, FutureDome, è il quartier generale e si propone come una “cattedrale del futuro”. Palcoscenico d’eccezione nato come luogo d’incontro di artisti, poeti e architetti cardine del movimento Futurista negli anni Quaranta, il palazzo Liberty di FutureDome è stato trasformato da Isisuf – International Institute of Futurist Studies, sotto la guida del Direttore Artistico Atto Belloli Ardessi, in uno spazio residenziale/museo indipendente dal carattere fluido. FutureDome eredita e si fa portavoce dello spirito rivoluzionario e innovativo di questa iniziativa e del suo passato storico.
Philipp Aduatz, espositore di Ventura Projects di lunga data, dimostra che materiali edili e tecnologie sperimentali possono dare vita a oggetti di design dal flair unico. “Cloud Chair” e “Gradient Tiles Chair” ne sono l’esempio. Il pezzo forte dello show però è la chaise-longue digitale nata dalla collaborazione con la start-up austriaca incremental3d, specializzata nella stampa in cemento tridimensionale.
Futuro è anche sinonimo di coscienza ecologica. La belga Trashplast sfrutta una tecnologia di riciclo all’avanguardia per trasformare i rifiuti di plastica che si accumulano nelle nostre case e uffici in una materia prima pronta a essere riutilizzata. La nuova vita della plastica: una soluzione smart e sostenibile.
Lo sguardo è rivolto sì al futuro, ma con la tradizione come punto saldo. Per gli amanti del design con un approccio un po’ più classico uno dei nomi da non perdere è Mason Editions. La start-up nata dall’incontro tra l’imprenditore veneto Fabio Mason e i designer Martina Bartoli, Serena Confalonieri e Matteo Fiorini fa il suo debutto con una collezione di accessori e complementi d’arredo dall’animo giocoso ma elegantissimo. Materiali di elevata qualità e artigianalità made in Italy si uniscono al desiderio di creare oggetti senza tempo, dove elemento creativo e funzionale sono in perfetta sintonia. Deliziose la lampada da tavolo Lotus, il tavolino con luce Alby, e la preziosa serie di lampade a sospensione Gamma.

A celebrare l’eredità del design italiano sono anche Editions Milano e Secondome. Il brand milanese porta in campo due nuove collezioni firmate da Patricia Urquiola, una coppia di lampade a sospensione d’ispirazione Bauhaus disegnate da Federico Peri, una serie di tableware in marmo arabescato di Bethan Gray, realizzata a mano da artigiani toscani, e Federico Pepe con la sua nuova linea di specchi; nella sua esposizione “Match” la galleria di design contemporaneo Secondome chiama all’appello due coppie di designer per celebrare l’incontro-scontro tra materiali e forme: la seduta e il tavolo “Fusion” di Chiara Pellicano ed Edoardo Giammarioli (Millim Studio) sono una fusione poetica di marmo e imponenti cilindri di Plexiglas, mentre la natura utopica del tavolo “Atlas” progettato dalla coppia Zambelli-Wilms (Hillsideout) ci trasporta sul leggendario continente di Atlantide al quale è ispirato. Tutto fuorché ordinario.
Più sperimentale è l’estetica di Solid Formations di Studio Stine Mikkelsen. Ispiratasi alla geologia italiana, la designer danese presenta una collezione di oggetti scultorei realizzati in una materia prima composita fatta di marmo e cenere vulcanica, riflettendo così sulle forme organiche del paesaggio, il concetto di risorsa e l’intervento dell’uomo sulla natura.
Colpisce la nuova linea di lampade LED “Beem" di Samuel Wilkinson in collaborazione con Chris Stimson e Bujar Shkodra: le ironiche “Smile” e “Curli" rivoluzionano il mondo delle lampadina associando alle forme pure e semplici la tecnologia LED più avanzata. Parlando sempre di illuminazione, affascina con le sue linee pulite la serie “Orbit" del brand canadese AND che evoca l’idea di un globo luminescente avvolto, appunto, in una delicata orbita di metallo.
Altro highlight di via Paisiello 6 è il russo Supaform Studio col suo approccio multifunzionale: scultura, pittura, design e architettura si fondono in un tutt’uno affascinante che ci trasporta in un mondo plastico dalle silhouette classiche.

Dietro le porte del magnifico spazio espositivo Ventura Loft, invece, la mostra Ex-Portation curata dalla nuova generazione di designer giapponesi della Kobe Design University attinge al potenziale creativo ispirato da “Fantasia” di Munari (1977) e lancia il progetto “Design Soil”; mentre il gruppo svizzero Instant Collective sfrutta la Design Week per presentare una collezione di oggetti quotidiani che riflette lo stile di vita contemporaneo, in un’open call rivolta ai produttori internazionali: si va dagli stand movibili pensati per gli street market al mini-ferro da stiro per viaggiatori, fino alla serie di lampade portatili in legno o plastica che possono essere ricaricate tramite USB. Parole chiave: ottimizzazione dello spazio, nomadismo, flessibilità. Ventura Future non avrebbe potuto trovare luogo migliore dell’incubatore di viale Abruzzi 42 per accogliere scuole di design e università. Ventura University, terza e ultima location del nuovo distretto, sorge infatti nell’ex facoltà di farmacia, in un complesso di inizio Novecento tra laboratori e spazi comunicanti. Qui incontriamo ad esempio “The Play”, una mostra-installazione sul design del gioco progettata dalla Design School di Kolding, Danimarca, ed “Exchanged Forms”, frutto della collaborazione a distanza tra le università di Kyoto e Singapore, i cui giovani designer hanno preso spunto dalle identità tanto diverse delle due metropoli asiatiche per dare vita a oggetti quotidiani che integrano il trend bourgeois del momento con un approccio fresco e innovativo.

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