Aura

Ispirato dai palazzi rinascimentali e dal Neoclassicismo, Edoardo Tresoldi ha realizzato una doppia installazione sospesa a Le Bon Marché Rive Gauche di Parigi.

Edoardo Tresoldi, Aura, veduta dell'installazione, Le Bon Marché Rive Gauche, Parigi, 2017
Aura è il titolo dell’intervento site specific di Edoardo Tresoldi a Parigi, negli spazi del prestigioso Le Bon Marché Rive Gauche, dove negli ultimi anni hanno esposto Tadao Ando, Ai Weiwei e Chiharu Shiota. Ispirato dai palazzi rinascimentali e dal Neoclassicismo, l’artista italiano ha sviluppato una riflessione sul passaggio del tempo e la trasformazione della materia, dal classicismo delle forme alla contemporaneità dei contenuti, attraverso il concetto di architettura in rovina. Una suggestione declinata nella realizzazione di due cupole, una in rete metallica e l’altra in lamiera ondulata, materiale utilizzato per la prima volta in questa occasione. 

 

Le due architetture effimere alte otto metri sono sospese ai maestosi soffitti in vetro progettati da Gustave Eiffel. Il rapporto tra uomo e architettura viene qui svelato attraverso l’imperfezione, in un equilibrio temporaneo tra passato e futuro. Frammenti del passato e parte integrante dell’immaginario occidentale, in bilico tra forma e antiforma, le rovine sono intrise di ciò che Walter Benjamin ha definito Aura, “l’apparizione irripetibile di una lontananza”, la forza magica e soprannaturale che sprigiona dalla loro unicità.

Fig.9 Edoardo Tresoldi, Aura, veduta dell'installazione, Le Bon Marché Rive Gauche, Parigi, 2017
Fig.9 Edoardo Tresoldi, Aura, veduta dell'installazione, Le Bon Marché Rive Gauche, Parigi, 2017
Le due eleganti installazioni, dalla forma quasi identica ma di diversi materiali e fisicità, incarnano due ambiti diversi della storia dell’architettura. L’opera in rete metallica si riferisce all’anima della forma, all’eterea dimensione di un altro mondo. La sua estetica sottrattiva, espressa attraverso la leggerezza e l’evocazione dell’assenza, richiama lo spiritualismo del nulla, la nostalgia per ciò che è sparito. Quella in lamiera ondulata è, invece, un relitto organico, un guscio vuoto. Come un nido abbandonato, testimonia una vita volata altrove; si riferisce alla dimensione terrena, e racconta lo scorrere del tempo. Assaltata dall’erosione degli eventi, rappresenta il ritorno dell’architettura alla natura, ponendosi come elegia della caducità della materia.
Fig.10 Edoardo Tresoldi, Aura, veduta dell'installazione, Le Bon Marché Rive Gauche, Parigi, 2017
Fig.10 Edoardo Tresoldi, Aura, veduta dell'installazione, Le Bon Marché Rive Gauche, Parigi, 2017

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