A una manciata di isolati a nordest del cuore sepolto di Manhattan, la nuova area di 58.000 metri quadrati del John Jay College of Criminal Justice dello studio Skidmore Owings & Merrill, descritto dal preside Mustafa K. Abadan come "un campus dentro un edificio", è un'opera che cerca coscientemente di tessere una gamma di suggestioni che vanno dalla vibrante tela del Boogie-Woogie al potenziale organizzativo offerto dalla griglia viaria cittadina. È anche un progetto che in virtù del suo pedigree è inevitabilmente destinato a entrare in competizione con la storica eredità della New York di SOM, studio la cui imperscrutabile fierezza cela una lunga vicenda di sforzi per sollevare la banalità a un livello prossimo all'arte in una città dotata in questo senso di una sua storia. In un elenco che non varrebbe la pena di ripetere, ma la cui citazione è richiesta se non altro dall'orgoglio newyorchese, progetti come la Lever House, le sedi del Manufacturers Hanover Trust, della Chase Manhattan Bank, la direzione mondiale della Pepsi-Cola, l'edificio al n. 9 della 57a Strada Ovest, e voci più recenti come il n. 101 di Warren Street, il World Trade Center 7 e il Time Warner Center hanno progressivamente definito l'ambiente costruito della Manhattan del dopoguerra e un canone modernista così tipicamente insulare che un'evoluzione al di fuori di esso appare rischiosa se non delittuosa. Se nel 1947 Henry-Russell Hitchcock propose che le professioni dell'architettura serrassero le file nel segno del dislivello tra 'genio' e 'burocrazia', oggi ci si chiede se, dato che i cosiddetti 'geni' non si sono mai segnalati per la loro capacità di suscitare genuina sorpresa, l'anonima burocrazia di studi come SOM non abbia la sua ragion d'essere nello stornare dal singolo architetto il fardello della perpetua innovazione, dando spazio non solo alla libertà di sbagliare ma anche, se incondizionatamente affrontata, all'occasione di realizzare momenti di qualità, e nel migliore dei casi, di interesse. Sotto molti aspetti, il John Jay offre momenti di questo genere.
Se il John Jay può essere considerato assolutamente in antitesi rispetto alla tradizione di SOM, essa sta in questo uso aggressivo della sezione e nel tentativo di spostare il luogo della circolazione dall'ascensore a un ampio viale cui si affidano le funzioni del tempo libero, dello studio e della mobilità.
