Una preziosa pellicola 16mm, conservata negli Archivi Domus, documenta l’incredibile avventura che nell'agosto del 1978 ha portato Pierre Restany e due amici artisti a risalire il Rio Negro, nell'Amazzonia brasiliana.
Con questa serie sperimentale di vasi che sfruttano la porosità della pietra, il designer spagnolo prosegue la sua indagine sui processi naturali applicati al design.
Nella collana Critical Spatial Practice, Nikolaus Hirsch e Markus Miessen costruiscono una base di dibattito sul modo in cui lo spazio possa essere interpretato come ambiente politico in cui è possibile condurre un’azione.
Nel progetto di ristrutturazione e ampliamento del Museo Amparo a Puebla, Enrique Norten ha immaginato un nuovo modo di percorrere lo spazio, rendendo le diverse collezioni intercomunicanti.
"La città nuova. Oltre Sant'Elia" – una ricca mostra, curata da Marco De Michelis nella bella cornice di Villa Olmo a Como – presenta un secolo di progetti visionari. E suggerisce che, da circa quarant’anni, a coltivare un’urbanistica visionaria sono solo gli artisti.
L'architetto giapponese Keisuke Kawaguchi punta alla funzionalità in questa casa unifamiliare parzialmente interrata, ricercando al contempo una forma assimilabile al paesaggio circostante.
Nel quartiere milanese Paolo Sarpi, il collettivo di architettura Parasite 2.0 ha creato un punto di convergenza per diversi gruppi etnici che, nonostante le differenze, condividono un'estetica raffinata.
In attesa della terza edizione di "What Design Can Do" — uno degli eventi di design più importanti del Nord Europa — il direttore Richard van der Laken racconta a Domus i progetti futuri.
La mostra a cura di Greg Lynn al Canadian Centre for Architecture mette insieme un ritratto ricco di sfumature del complesso ecosistema da cui è nata l’architettura digitale.
Ogni dettaglio del Lichtenbergweg Kindergarten a Lipsia rispetta i piccoli utenti che lo frequentano. Come racconta Susanne Hofmann, il suo progetto nasce da un processo partecipato.
Justin McGuirk individua nell’ossessione per la funzionalità messa in moto dal Modernismo, e amplificata dal mercato, la causa del proliferare di prodotti super-efficienti che, anziché regalarci tempo libero, creano nuove schiavitù.
Architetto di formazione, Antonio Ottomanelli guarda ai paesaggi abitati come registro delle attività umane: sia di distruzione sia di ricostruzione. Collateral Landscape è una cartografia delle forze scatenate dagli eventi dell'11 settembre 2001.