Tutte le mostre da vedere a Venezia in occasione della Biennale 2026
Oltre la Biennale, Venezia diventa un labirinto di arte internazionale. Ecco la nostra guida per orientarsi tra le mostre imperdibili che animano tutta la città.
Oltre la Biennale, Venezia diventa un labirinto di arte internazionale. Ecco la nostra guida per orientarsi tra le mostre imperdibili che animano tutta la città.
Dalle collaborazioni con i laboratori scientifici ai programmi di fondazioni come Las, sempre più artisti esplorano la fisica quantistica: non per illustrarla, ma per mettere in discussione un mondo dominato da modelli predittivi e intelligenza artificiale.
Prima di arrivare alle grandi maison, molti designer hanno studiato architettura: un passaggio naturale tra scale diverse del progetto, che continua a influenzare il modo in cui pensiamo moda e spazio.
Il guest editor 2026 di Domus porta al Politecnico una riflessione sull’architettura contemporanea, tra critica del costruito, natura e responsabilità sociale.
Puoi farlo attraverso la funzione di Domus dove caricare i tuoi progetti di architettura, design, interior, grafica, illustrazione, fotografia e arte.
Brutalist London, il volume di Blue Crow Media con fotografie di Nigel Green e testi di Owen Hopkins, racconta una Londra che immaginava il futuro come progetto collettivo.
Ripercorriamo la storia della Biennale mentre Russia e Israele tornano nel 2026, per capire perché la sua stessa struttura rende l’esclusione quasi impossibile.
Nel weekend della Maratona di Roma 2026, New Balance ha trasformato le Corsie Sistine in un tempio del running per farne un luogo di cura, recupero e comunità per i partecipanti .
Provata durante la Design Week di Milano, non è un’alternativa allo smartphone ma un dispositivo che introduce un linguaggio visivo diverso, a metà tra videocamera e drone.
A Valencia una mostra dedicata ad Anselm Kiefer ruota attorno a Danaë, oltre 13 metri di pittura mai visti prima in Europa, ambientati in uno degli edifici più carichi di storia del Novecento.
A vent’anni dal primo film, tra influencer, crisi editoriale e nostalgia, il sequel torna a raccontare un sistema che è cambiato ovunque pur senza ambizioni autoriali.
Nel suo studio milanese, Matteo Mauro mostra come Nvidia Studio stia cambiando il modo in cui un artista lavora, produce e conserva il proprio lavoro.
Tra le protagoniste più attese della 61ª Esposizione, l’artista serba presenta “Transforming Energy” alle Gallerie dell’Accademia, segnando la prima volta in cui una donna espone in questo spazio.
Dai lecca-lecca al gusto polpetta di Ikea alle lattine Gucci, gli “omaggi” più popolari della Design Week sono già sul mercato second-hand — e costano anche parecchio. Cosa c’è dietro?
Gli oggetti non sono più definiti dal loro design, ma si stanno trasformando in micro-architetture e impalcature per altri oggetti. Dalle cover ai charm, il massimalismo tascabile come nuova progettualità dell’identità.
Al Maxxi L’Aquila, “Aftershock” mette in dialogo le opere nate dal terremoto del Sichuan con Palazzo Ardinghelli e con la storia recente della città.
“Vivono” ricostruisce ciò che non abbiamo saputo raccontare: un archivio emotivo e visivo nato da una ricerca porta a porta, tra frammenti, poesia e memoria rimossa.
Progettata da Workac, la Riverhouse è il manifesto di un abitare sostenibile e collaborativo: amici, ospiti e collaboratori hanno contribuito a progettare e costruire spazi e arredi condivisi.
Non è solo l’ennesima estensione lifestyle: il punto è come viene venduto. Il gelato al miglio segue la stessa logica di prodotto di auto e telefoni, con tre versioni sempre più accessoriate.
A Vaiano Valle Nord, nell’area a sud di Milano tra viale Ortles, via Quaranta e il Parco Agricolo Sud, prende forma un nuovo quartiere pensato per connettere città e campagna. Ma mentre il progetto entra in una fase decisiva, si riaccende il dibattito sul destino delle aree verdi.
Il Salone del Mobile ha compiuto 64 anni. L’età in cui si smette di giustificarsi e si comincia a fare i conti. E i conti, quest’anno, sono impietosi.
Alessi riedita La Bella Tavola di Ettore Sottsass, il servizio di piatti che è anche un omaggio alla sua amata Cina.
Tra spazi flessibili, allestimenti mobili e percorsi tematici, il nuovo polo londinese abbandona il modello tradizionale per avvicinarsi alla logica delle fiere e della cultura “on demand”.
Per due giorni durante la Milano Design Week, una tea house temporanea firmata Cromo apre la terrazza della Torre Velasca al pubblico, trasformando l’edificio dei Bbpr in uno spazio sospeso tra rituale, design e nuova percezione urbana.
Affacciato su Central Park, l’appartamento è sul mercato per 4,59 milioni di dollari: non è la prima volta che viene messo in vendita, ma continua a portare con sé le tracce del suo passato.
Per questo weekend di Design Week, vi proponiamo un tour con poche file tra aziende storiche e esordi al Fuorisalone, edifici nascosti e templi del design.
Le persone e le troppe persone, i palazzi mai aperti al pubblico, le installazioni coloratissime e la Milano razionalista dei grandi architetti del Novecento. Ma anche i dettagli che forse non hai notato: ecco le migliori foto scattate da Domus alla Design Week di quest’anno.
I due marchi trasformano un incontro apparentemente bizzarro in un dialogo coerente tra industria, materia e processo. Più che una collaborazione, una convergenza metodologica che rimette al centro il fare.
L’hotel segreto di Gio Ponti, un teatro medievale e le installazioni dove finalmente non c’è traccia di AI fatta male: questi sono i posti dove andare alla Milano Design Week se anche secondo voi, nel 2026, avere la Fomo è passato di moda.
Al Teatro Arsenale, l’installazione di Estùdio Campana per Art de Vivre trasforma i tappeti in un’esperienza contemplativa lontana dal rumore del Fuorisalone. Il designer racconta a Domus perché oggi è urgente guardare alla natura come a una forma di guarigione.
Nike e Gucci mostrano in maniera diversa cosa è diventata davvero la settimana milanese: un dispositivo dove il design è in via di estinzione. In mezzo, molti tentativi e poche visioni davvero convincenti.
In questa design week serve avere una mappa di soste. Tra giardini nascosti, micro-hotel abitabili, giostre fuori scala e installazioni che parlano di un ritorno alla natura, ecco gli indirizzi che vi consigliamo noi.
Non solo da guardare: a Base Milano il design si attiva. Il sistema modulare di Studio Smarin trasforma la Ground Hall al piano terra in uno spazio collettivo, tra sperimentazione, sostenibilità economica e nuove forme di condivisione.