1005 - Domus

Sommario

  • COPERTINA

  • Domus 1005

    In copertina: elaborazione grafica di uno schizzo di Patrick Berger per il progetto de La Canopée a Parigi. © Patrick Berger

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  • Editoriale: Noi ci siamo e voi?

    Con questo numero di Domus inizia il quarto anno della nostra direzione: un tempo abbastanza lungo, quello trascorso dall’uscita del fascicolo 972 a oggi, che ci permette non solo di guardare da una buona prospettiva quanto è successo in questo periodo e di proporre alcune riflessioni su quello che abbiamo fatto, ma anche di azzardare qualche proposta su quanto resta da fare.

    Nicola Di Battista

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  • Domus 1000. Domus sembra indistruttibile

    Joseph Rykwert

  • CORIANDOLI

  • Le influenze “senza fine” di Kiesler

    Attraverso diverse centinaia di disegni, fotografie originali, modelli e ricostruzioni di ambienti in scala reale, la grande mostra al MAK di Vienna offre una panoramica completa del fantasmagorico universo progettuale di Frederick Kiesler, riportando alla ribalta una figura rivoluzionaria dell’arte e dell’architettura del XX secolo, che considerava come obiettivo primario di un architetto migliorare il benessere materiale e psicologico della gente, e con questo rafforzare la società. Il curatore della mostra ne racconta l’attualità e le tante influenze, mentre un testo scritto dallo stesso Kiesler nel 1934 introduce il suo progetto della Space-House, prototipo di abitazione unifamiliare moderna e sperimentale.

    Dieter Bogner

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  • Note d’architettura

    Frederick J. Kiesler

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  • Imparare dall’architettura

    Forte di un’esperienza d’insegnamento quarantennale, l’architetto spagnolo, attualmente docente di progettazione architettonica all’Escuela Técnica Superior de Arquitectura di Madrid, ci spiega l’importanza di suscitare nello studente l’interesse per una ‘esplorazione’ intensa e non banale della disciplina, sottolineandone la dimensione collettiva soprattutto attraverso lo sviluppo dei temi urbani.

    José Ignacio Linazasoro

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  • Facoltà di Arte, Design e Architettura Kingston University, Londra

    Partendo dal presupposto che “ogni scuola dev’essere una scuola d’arte”, alla Kingston University le nuove tecnologie sono considerate un ampliamento degli strumenti di analisi e di produzione tradizionali. Fondato oltre 150 anni fa, l’istituto punta a una formazione dinamica, grazie anche a collaborazioni con prestigiose organizzazioni internazionali e al sostegno di laboratori ben attrezzati.

    Steven Spier

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  • Progettare un’America delle persone, fatta dalle persone e per le persone

    A fine settembre, il Cooper Hewitt Museum di New York inaugurerà la sua terza mostra sul design socialmente responsabile. Ne anticipiamo i contenuti, con un testo della curatrice che delinea lo scenario economico e sociale della sua ricerca, lunga due anni e 80.000 km per gli Stati Uniti a incontrare progettisti, filantropi, artisti, studenti e lavoratori. Tutto questo nella convinzione che, attraverso il coinvolgimento diretto delle comunità locali, il design possa diventare un potente strumento di cambiamento.

    Cynthia E. Smith

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  • Le mie riviste

    Continuiamo il nostro racconto sulle riviste italiane con Vittorio Gregotti – dopo aver raccolto la testimonianza di Alessandro Mendini (Domus 998) e di Paolo Portoghesi (Domus 1003) –, che ci offre ancora un punto di vista completamente diverso dai precedenti. Questa volta è l’architetto progettista che parla delle sue riviste così come dei suoi progetti che, durante tutta la vita, ha portato avanti in parallelo: dagli esordi a Casabella Continuità con Ernesto Nathan Rogers alla parentesi illuminata di Edilizia Moderna, per arrivare infine alla sua Casabella e alla straordinaria Rassegna.

    Vittorio Gregotti

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  • Spostando la ‘A’ dalla guerra alla pace

    Protagonista internazionale della grafica da 50 anni, Milani racconta a Domus le tappe salienti del suo percorso professionale tra Milano e New York. Dal design dei loghi e dell’immagine coordinata ai libri e ai poster, il suo lavoro è permeato da umorismo pragmatico, sintesi estrema e chiarezza, tutte doti messe al servizio della riflessione. Un testo inedito di Massimo Vignelli definisce i tratti del suo talento.

    Armando Milani

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  • Rendere tangibile l’intangibile

    Massimo Vignelli

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  • Il sapere della città

    Un paziente lavoro di ricerca ventennale, condotto da Vittorio Magnago Lampugnani all’interno della cattedra di Storia della costruzione della città all’ETH di Zurigo, ha portato alla costituzione di un atlante che, focalizzato sullo studio degli spazi pubblici urbani antichi e recenti e codificato in un preciso processo di analisi, rappresenta un importante corpus di riferimenti per il progetto della città contemporanea.

    Vittorio Magnago Lampugnani

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  • Museo del Clima, Lleida, Spagna

    Utilizzando come materia prima di progetto la forma topografica del sito, lo studio spagnolo mostra la diversità climatica e i suoi effetti sugli elementi naturali e artificiali. Il disegno degli spazi interni del nuovo museo e la loro relazione con l’ambiente esterno enfatizza i problemi e le opportunità delle condizioni climatiche.

    Toni Gironès

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  • Il Daímon di architettura. L’irragionevolezza di un trattato di architettura contemporanea

    Una necessità inderogabile perché il tafuriano “architetto che verrà” possa concretizzarsi è, secondo Renato Rizzi, riportare il pensiero teorico, progettuale e architettonico al fondamento conoscitivo delle immagini: Fabian Carlos Giusta analizza i punti cardine dell’analitico trattato di Rizzi sviluppato in tre volumi.     

    Fabian Carlos Giusta

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  • PROGETTI

  • La Canopée, Parigi

    A partire dalla demolizione nel 1971 dei padiglioni ottocenteschi di Victor Baltard per i mercati generali, il sito delle Halles ha vissuto diverse vicende edilizie anche tormentate. Oggi, con il grande gesto architettonico della Canopée, l’intervento dei due architetti francesi riesce a dare nuovo significato dal punto di vista urbano a questo luogo centrale, risolvendo la complessità delle sue funzioni sociali, culturali e infrastrutturali.

    Progetto Patrick Berger, Jacques Anziutti. Fotografia Sergio Grazia

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  • Pensieri

    Testo Patrick Berger

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  • St Angela’s College, Cork, Irlanda

    L’esemplare nuovo progetto del duo irlandese propone una soluzione funzionale complessa tra diversi corpi architettonici, nuovi e storici, a quote differenti: un lavoro di paziente rammendo ed equilibrata giustapposizione di volumi in un sito urbano.

    Progetto O’Donnell + Tuomey. Fotografia Alice Clancy, Dennis Gilbert/VIEW

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  • Nuova Casa Triângulo, San Paolo, Brasile

    Il progetto per la nuova sede dell’importante galleria d’arte contemporanea di San Paolo condensa tutti i caratteri di rigore formale e di equilibrio compositivo maturati dal giovane studio brasiliano in diverse esperienze lavorative recenti.

    Progetto METRO Arquitetos Associados. Fotografia Leonardo Finotti

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  • Valentino flagship store a Londra e Roma

    Gli ultimi progetti per le boutique della casa di moda italiana declinano architettonicamente il tema della modernità nella tradizione, dando vita a spazi rigorosi, caratterizzati da una grande raffinatezza di dettagli e materiali, di volta in volta studiati in base agli specifici contesti.

    Progetto David Chipperfield Architects Milan. Fotografia Santi Caleca

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  • La bellezza nascosta degli oggetti

    Approdato al design quasi per caso, dopo gli studi in ingegneria meccanica, e innamorato dell’industria – “rumorosa, che faccia scintille, che riesca a fare grandi numeri e, se si può, che mantenga il prezzo basso” – Odo Fioravanti disegna con grande attenzione anche le parti che resteranno sempre nascoste alla vista. Perché – sostiene – “lo scopo del designer è nascondere la bellezza negli oggetti del quotidiano”.

    Testo Odo Fioravanti. Ritratto Marcello Mannoni

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  • Il coraggio del fare

    L’amministratore delegato Mauro Vandini ripercorre per Domus le tappe fondamentali della storia della Marazzi, attraverso 80 anni e tre generazioni d’imprenditori lungimiranti. Dalla invenzione che l’ha caratterizzata – la monocottura – e che negli anni Settanta ha permesso all’intero settore ceramico italiano di guadagnare la leadership mondiale, alla recente acquisizione da parte del gruppo americano Mohawk Industries.

    Testo Mauro Vandini. Fotografia Fabrizio Cicconi

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  • La Shanghai di Shaonong Wei

    Testo Shaonong Wei. Fotografia Rong Yao

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  • Elzeviro: “Fellini e... l’EUR”

    L’EUR mi piace perché ha questo aspetto un po’ da stabilimento cinematografico: spazi vuoti dove tu puoi mettere i tuoi giocattoli, i tuoi dadi, i tuoi cubi. Questa sensazione di disponibilità che ha il quartiere mi è congeniale: mi trovo bene proprio perché è senza storia.

    Federico Fellini

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  • Rassegna: Sistemi di chiusura

    A cura di Centro Studi

#1004
 

#1004

Luglio/Agosto 2016

#1003
 

#1003

Giugno 2016

#1002

Maggio 2016