Tagliando corto sulle proposizioni antropologiche, Kerchache designò come unico terreno di confronto con le culture altre il valore estetico della loro produzione oggettuale—poi quello economico dicono i suoi detrattori—per la deriva di prezzi, collezionismo e mercato. Fuori dalle polemiche però, i feticci, gli oggetti e i rituali, che la spinta propulsiva della sua attività instancabile hanno reinfuso di senso nei decenni scorsi, sono passati dall'interesse privilegiato di addetti ai lavori al numero sempre crescente di visitatori delle due grandi specificità museali della Parigi d'oggi. Prova ne sono l'ala del Louvre dedicata all'arte etnica e il Musée du Quai Branly, fortemente voluto da Chirac e realizzato da Jean Nouvel.
La bellezza di questa mostra della Fondation Cartier risiede però nel suo integerrimo purismo e nell'algido, preciso e umile gesto di Enzo Mari l'architetto italiano che ne cura l'allestimento.
La bellezza di questa mostra della Fondation Cartier risiede però nel suo integerrimo purismo, e nell'algido, preciso e umile gesto di Enzo Mari l'architetto italiano che ne cura l'allestimento.
Fondation Cartier pour l'Art Contemporain
fino al 25.09.2011
