Arper Salone 2018
Arper

Arper e il Salone Continuo

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Partendo dal Salone 2018, Domusweb sperimenta con Arper nuove forme trasversali di racconto che definiscono uno spazio virtuale per il suo catalogo prodotti.

Il fenomeno non sarà sfuggito a molti: negli ultimi anni il Salone del Mobile di Milano è fuoriuscito in misura crescente dai suoi spazi abituali per invadere porzioni sempre più estese della città e farsi fenomeno urbano totalizzante. Ma non solo: la dilatazione non ha interessato esclusivamente lo spazio, ma anche il tempo, tanto è vero che la pur maggiormente estensiva, recente, definizione di “Milano Design Week” appare già limitativa, essendo le reiterazioni dell'offerta espositiva ampiamente dilatate in periodi successivi e non necessariamente definiti, soprattutto attraverso l'incessante azione del web e dei social.

Ecco allora emergere con forza la necessità di sperimentare nuove forme trasversali e inclusive di racconto, capaci di tematizzare e veicolare la grande quantità di contenuti disponibili ma non sempre strutturati, coniugando ampiezza di informazioni e agilità di lettura. L'incontro tra Domusweb e Arper costituisce in questo senso un'occasione unica: fornisce cioè la possibilità di definire uno spazio virtuale ma simile in tutto e per tutto a uno spazio architettonico: nello stesso tempo ampio ma calibrato, evocativo ma domestico.

Il seme generatore del nuovo organismo narrativo è certamente lo spazio fisico Arper allestito al Salone del Mobile 2018 e disegnato da MAIO, lo studio di architettura con sede a Barcellona fondato da Maria Charneco, Alfredo Lérida, Guillermo López e Anna Puigjaner, i cui lavori sono stati esposti anche alla Biennale di Venezia e al MoMA. Together è il fil rouge che pone “la relazione” al centro della design vision e che mette a sistema sei temi progettuali: Equilibrio, Intuito, Famiglia, Colore, Leggerezza, Gioco.


In una pura ottica Total design, gli statement sono stati integrati e arricchiti raccogliendo contributi trasversali ed eterogenei di altro profilo, con il coinvolgimento di personalità come Karole Vail (Direttrice del Peggy Guggenheim Collection), Deyan Sudjic (Direttore di The Design Museum di Londra), Umberto Basso (Managing Director di AKQA Italy), Dominik Tarabanski (fotografo). Il format elaborato da Arper (con la direzione artistica dello Studio Lievore Altherr, il progetto dello stand di Maio Architects, il concept visivo dello stand di Clase e lo styling di Favaloro-Lucatelli) associa così ciascun tema ad altrettante stanze, ambiti dedicati ove il dialogo tra le collezioni e l’allestimento riesce a trasmettere in maniera pervasiva il core concettuale, che per Arper scaturisce da un lavoro di ricerca: anche in questo caso, continuo.

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