Citterio, Open Science

Architettura aperta

La ridefinizione dello spazio operativo a Losanna di un grande editore Open Science è un’occasione unica per sperimentare le possibilità del progetto a matrice estesa.

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Uno dei paradigmi più consolidati e verificati nella cultura del progetto vuole l’architettura e il design comparabili alla scrittura di un testo. Nell’uno come nell’altro caso per definire uno spazio occorre stabilire un tema e sviluppare un linguaggio, ma anche controllare attentamente la coerenza e l’efficacia di ogni più piccolo dettaglio attraverso ripetuti passaggi e revisioni. Ciò che invece raramente la letteratura compie, e che al contrario è pienamente consentito ad architetti e designer, è la riscrittura anche radicale di luoghi e ambienti: operazione ipertestuale metaforicamente assimilabile all’azione di una macchina del tempo e destinata ad avere sempre più risalto nel futuro dell’occidente iperdensificato. Un recente esempio particolarmente significativo di questa peculiare condizione di progetto viene dalla Svizzera. Poco lontano dalla città di Losanna, nel piccolo borgo di Fey, ha sede MEL Architecture, un team di quattro persone fondato sette anni fa da Marie-Eve Laurent, architetto EPFL, che sviluppa interventi di edilizia urbana e rurale caratterizzati da un approccio sostenibile e da un’estetica pulita ed essenziale.

Nel 2017 MEL Architecture viene incaricata di un importante progetto da Frontiers, piattaforma Open Science fondata nel 2007 che oggi si costituisce come uno dei più grandi editori open-world al mondo. Negli anni Frontiers ha attivamente coinvolto scienziati delle principali università del mondo, pubblicando migliaia di articoli di ricerca sulla sostenibilità: dalle energie rinnovabili allo sviluppo urbano, dalla conservazione marina ai cambiamenti climatici. Partendo da una piccola dimensione, l’editore è rapidamente cresciuto fino ai circa 400 dipendenti attuali, provenienti da 41 paesi e distribuiti in diversi uffici a Losanna, Madrid, Londra, Seattle, Bruxelles, Trivandrum e Pechino. Per far fronte a questa crescita esponenziale, l’azienda ha pianificato la realizzazione di una nuova sede centrale a Losanna, capace di contenere gli uffici per 300 persone. A tale scopo Frontiers ha richiesto a MEL Architecture la ricerca di un edificio nel centro della città: scelta finalizzata a facilitare al massimo il pendolarismo dei numerosi dipendenti, ma anche ad assorbire l’energia e la vitalità urbana. Dopo un’ampia analisi, la scelta è caduta su uno spazio di 2.600 metri quadrati, posto di fronte a uno dei più grandi parchi pubblici della città. Costruito negli anni Ottanta, il complesso richiedeva tuttavia un radicale lavoro di ristrutturazione per soddisfare le esigenze di un utente ricercato e proiettato nel mondo contemporaneo.

Citterio, Open Science
Concepiti come unico grande ufficio open space, gli interni sono scanditi da numerose aree di riunione, definite da pareti vetrate e perfettamente insonorizzate

Distribuito su tre piani, l’ambiente originale era caratterizzato dalla frammentazione in uffici singoli compartimentati, dotati di soffitti bassi e con un basso apporto di luce naturale. Il carattere high-tech e open-access di Frontiers richiedeva viceversa uno spazio spazio aperto e dinamico, capace di favorire l’interazione e lo scambio di idee e competenze: un unico ufficio open-space, dove ottimizzare lo spirito collaborativo. Ha così preso il via una ristrutturazione durata cinque mesi durante la quale sono stati abbattuti tutti i muri e i soffitti, lasciando esposta la rete aerea di tubazioni e cablaggi. Nello stesso tempo sono state realizzate nuove aree di incontro separate da grandi pareti di vetro trasparente, allo scopo di garantire la necessaria privacy alle riunioni dedicate. Tutti gli spazi comuni, tra cui cucine e bagni, sono stati aggregati attorno a un unico blocco centrale, posto al centro di ogni piano: soluzione che ottimizza i flussi e, grazie anche al posizionamento strategico dei pannelli acustici, mantiene al minimo i livelli del rumore. Disposte attorno al blocco centrale e lungo le finestre, le postazioni di lavoro ottimizzano l’uso della luce naturale, offrendo nello stesso tempo a tutti i dipendenti una vista ossigenante sul lago Lemàno e sulle montagne circostanti. Il posizionamento al piano seminterrato dell’ampia sala polifunzionale e della caffetteria è sapientemente calibrato per confinare i rumori e le distrazioni lontano dalle aree operative.

Open Science, MEL Architecture
La fluidità è un elemento essenziale nella definizione delle caratteristiche degli ambienti connettivi dell’edificio, così come ridefiniti da MEL Architecture

Una parte essenziale nel progetto dello studio MEL è costituita dalla definizione degli interni: anche questi sviluppati nel rispetto della cultura aziendale della sostenibilità. La scelta è quindi caduta su un approccio “Essential Design” che ha previsto prevalentemente l’uso di legno e vetro, nonché di materiali di costruzione e di arredi quasi “a Km zero”, provenienti soltanto dall’Europa. Allo scopo di rispettare questa strategia è stato selezionato come partner tecnico un’azienda specializzata come Citterio, che ha sviluppato un nuovo concept di scrivanie in legno studiate nei colori e nelle finiture per favorire al massimo l’armonia negli ambienti di lavoro. Sempre Citterio ha realizzato le speciali pareti divisorie attrezzate che ottimizzano le qualità estetiche e tecnologiche degli spazi. Per le sedute e gli imbottiti lo studio MEL si è affidato a un'altra azienda italiana, Luxy, che ha posto al centro del progetto un prodotto ergonomico e a basso impatto ambientale. L’interazione sinergica tra i due marchi si è così inserita in una consolidata strategia di collaborazione, agevolata dal fatto che i reciproci prodotti si integrano tra loro perfettamente, sia dal punto di vista del design sia nelle qualità funzionali, senza disarmonie o sovrapposizioni. Si è così configurato un significativo case history in cui hanno preso concretamente corpo concetti del tutto attuali come “massa critica aziendale” o “industria diffusa”: princìpi sempre più indicati come linee guida per le imprese lanciate nel futuro ma ancora spesso di difficile applicazione. Anche per questo, il progetto si è rivelato aperto.

Citterio e MEL Architecture
Grazie anche all’apporto di Citterio e di Luxy, il progetto di MEL Architecture per Frontiers Media si configura come un laboratorio aperto per una nuova spazialità contemporanea

In apertura: gli spazi operativi del complesso affacciati sul Lago Lemàno. Il design delle speciali scrivanie Citterio e quello delle poltroncine Luxy si armonizzano con naturalezza

Progetto:
Open Science
Committente:
Frontiers Media
Progetto e Direzione dei Lavori:
Architect Marie-Eve Laurent (MEL Architecture)
Pareti divisorie, scrivanie e tavoli:
Citterio
Sedute e imbottiti:
Luxy
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