IED Barcelona, design Yasmina Baladi
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Ascoltare i materiali

Al Master di Interior Design per gli spazi commerciali dello IED Barcelona, Josep Ferrando pone le basi per un nuovo concetto di architettura degli interni.

La carriera professionale dell’architetto e designer Josep Ferrando è stata contrassegnata da una costante dualità tra insegnamento e apprendimento: simbiosi che lo ha condotto a esporre i suoi progetti in contesti di rilievo internazionale, come la 14ma Biennale di Architettura di Venezia e Aedes Berlin e, nello stesso tempo, a essere visiting professor in diverse università nel mondo. Per IED Barcelona Ferrando propone un metodo di lavoro che si concentra sul materiale: elemento primario di cui studiare proprietà, caratteristiche e potenzialità industriali allo scopo di sviluppare un design veramente originale.

IED Barcelona: Ana Mesa Vélez, Lobo
In apertura: l’elegante concept grafico del progetto di spazio commerciale concepito da un’altra studentessa del Master coordinato da Josep Ferrando: Yasmina Baladi. Qui sopra: il modello di uno dei progetti sviluppati nel Master di Interior Design per spazi commerciali dello IED Barcelona: Lobo, della studentessa colombiana Ana Mesa Vélez

Insegnare a progettare partendo dai materiali, per Ferrando, significa trasmettere una nuova prospettiva del concetto di innovazione, che rimanda alle origini degli oggetti e alla natura interdisciplinare del design. Un approccio che, allo stesso tempo, guarda al crossover delle discipline e al progetto olistico, passando dalla bidimensionalità all’uso inclusivo dello spazio. Da 12 anni, Ferrando trasmette queste idee anche grazie al suo ruolo di coordinatore del Master in Interior Design per spazi commerciali presso lo IED Barcelona: istituzione che nel 2017 ha festeggiato il suo 15° anno di presenza nella capitale catalana e il 50° anniversario della rete internazionale IED.

Josep Ferrando
Josep Ferrando. Il designer ha recentemente esposto i principi didattici sviluppati allo IED Barcelona all’importante Festival TRImarchi 2017 di Mar de Plata, in Argentina

Apprendere, sostiene Ferrando, significa saper usare la complessità delle restrizioni: “L’essenziale è connettere diversi sistemi di conoscenza con saggezza, non con gusto: dobbiamo allontanarci dal mito secondo cui il design e l’architettura dipendono dall’ispirazione. Se così fosse, baseremmo le nostre decisioni professionali su un fattore soggettivo. Quando qualcosa è progettato usando la conoscenza, può piacere molto o poco, ma sempre si tratterà di un progetto ben fatto”. Durante la prima settimana del Master, gli studenti devono scegliere un materiale e quindi ricercare e analizzare a fondo le sue proprietà. In questo modo, definiscono il profilo del materiale in quanto ‘soggetto’ e in seguito gli conferiscono un ruolo – un ‘verbo’ – mediante azioni semplici (accumulando, tagliando, fissando, appendendo, comprimendo, eccetera). In questo processo è essenziale il concetto di ‘efficienza’, ancor prima che quello di ‘sostenibilità’: “Utilizzare un materiale sostenibile in modo non efficiente” – ricorda il coordinatore del Master – “non solo non ha senso ma può addirittura risultare controproducente; è al contrario indispensabile valutare come la sostenibilità possa essere applicata efficacemente rispetto agli obiettivi”.

Sedia Biennale
La sedia Biennale, progettata per Figueras Int. Seating nel 2014, sintetizza il ruolo del materiale nel processo di design perseguito e insegnato da Josep Ferrando

La comprensione dei materiali utilizzati e il relativo lavoro “alle origini” del processo progettuale condotto allo IED Barcelona inquadrano un futuro possibile dell’interior design come strumento versatile. “Gli spazi” – ricorda Ferrando – “stanno diventando sempre più indeterminati, il che non significa che possano essere qualsiasi cosa, ma che si pongono in grado di assorbire la flessibilità in modo più complesso. Possono così essere molto generici e, allo stesso tempo, molto specifici: la nostra idea è quella di puntare alla definizione di sistemi generici ma insieme specifici”. Non a caso il docente richiama l’esempio dell’Eixample di Barcellona: sistema urbano astratto allo stesso tempo rigoroso e flessibile, dove tutto può succedere: “Come in una partita a scacchi”. Un simile approccio allarga i tradizionali confini dell’interior design, non più concepito come un semplice spazio costretto tra muri, ma piuttosto come un sistema complesso, in diretta correlazione con ciò accade all’esterno. Non a caso allo IED Barcelona al termine “interior design” si preferisce quello di “architettura d’interni”, che implica una visione strutturale dell’intervento, piuttosto che non la semplice ‘vestizione’ di un ambiente già dato. Prima che un semplice contributo tecnico, dunque, il Master in Interior Design per spazi commerciali si configura come un corso di ricerca e conoscenza: una metodologia per imparare ad apprendere gli spazi e soprattutto i modi in cui sono vissuti.

IED Barcelona:
Master Interior Design
Indirizzo:
Carrer de Biada 11, Spagna
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