Mes meubles d’architecte

Il Musée des Arts Décoratifs di Parigi inaugura una mostra di arredi e oggetti progettati da Jean Nouvel, che, per l’occasione, crea un dialogo con il museo e le sue collezioni storiche.

Su Domus 1007, in edicola a novembre, un testo di Jean Nouvel racconterà la sua mostra, rivendicando il fatto che queste sue “piccole architetture” appartengono a pieno diritto alla cultura del progetto.

Dal 27 ottobre 2016 al 12 febbraio 2017, il Musée des Arts Décoratifs di Parigi propone una mostra di arredi e oggetti disegnati da Jean Nouvel, uno dei pochissimi architetti contemporanei ad aver avuto più di un centinaio di progetti realizzati dal 1987. Jean Nouvel ha risposto a questo invito pensando non solo a una retrospettiva, ma a un’opportunità per instaurare un dialogo con il museo, la sua storia e le sue collezioni.
Jean Nouvel, mes meubles d'architecte
“Jean Nouvel, mes meubles d’architecte”, Musée des Arts Décoratifs, Paris. Photo Luc Boegly
La mostra “Jean Nouvel, mes meubles d’architecte” si svela insieme con il museo, dalle gallerie del Medioevo e del Rinascimento alle collezioni del XVII e XVIII secolo, ma anche negli spazi e nella grafica che Jean Nouvel ha progettato nel 1998, creando nuove situazioni e interferenze.
Jean Nouvel, mes meubles d’architecte
“Jean Nouvel, mes meubles d’architecte”, Musée des Arts décoratifs, Paris. Photo Luc Boegly
Come altre grandi figure dell’architettura moderna, da Mies van der Rohe e Le Corbusier a Jean Prouvé, Jean Nouvel ha progettato arredi per un lungo periodo. Ripete spesso, “Non sono un designer, ma un architetto che progetta”. I suoi mobili e oggetti sono funzionali, assolutamente rigorosi e sempre radicati nella cultura del proprio tempo, rispecchiando la concezione e la pratica di un’architettura fortemente legata al contesto. L’anti-design di Jean Nouvel utilizza tipologie esistenti, respingendo mobili troppo “loquaci” e troppo concettuali, per dare la priorità all’essenzialità. Nel 1987, ha ricevuto “carta bianca” dal VIA (Valorisation de l’Innovation dans l’Ameublement), per il quale ha progettato una linea di arredi che comprendono cinque prototipi in alluminio. In contrasto con l’estetica corrente degli anni Ottanta, l’alluminio evoca l’esplorazione dei progressi tecnologici e scientifici. Forte di una grande esperienza e per ampliare e completare i suoi progetti di architettura, nel 1995 ha creato JND (Jean Nouvel Design), divisione dello studio dedicata allo sviluppo e produzione dei suoi progetti e oggetti d’arredo.
Jean Nouvel, mes meubles d’architecte
“Jean Nouvel, mes meubles d’architecte”, Musée des Arts Décoratifs, Paris. Photo Luc Boegly
Nel 1998, Jean Nouvel ha ridisegnato le sezioni dedicate alla Grafica e alla Pubblicità del Musée des Arts Décoratifs. Senza toccare le modanature decorate, i pavimenti in parquet e gli spazi di collegamento di questi ex appartamenti del Louvre, Nouvel ha creato spazi espositivi modulari con schermi Galva rimovibili. Jean Nouvel torna in queste stanze a distanza di quasi venti anni, per mostrare i pezzi iconici che sta sviluppando da 30 anni a questa parte, e le serie di arredi per ufficio Less e Less Less. Incarnano perfettamente il metodo Jean Nouvel: prendendo una forma elementare e perfezionandola costantemente e alleggerendola con il suo vocabolario minimalista. Nouvel esplora ogni tipologia, con infinite sperimentazioni e combinazioni, esprimendo il concetto di “progettazione zero” con la quale riduce l’oggetto – che si tratti di una mensola, di una poltrona o di un tavolo – alla sua forma più archetipica.
Jean Nouvel, mes meubles d’architecte
“Jean Nouvel, mes meubles d’architecte”, Musée des Arts décoratifs, Paris. Photo Luc Boegly
Il design di Jean Nouvel gioca completamente sul concetto di modulare e trasformabile, sulla reversibilità e ripiegabilità. È il lavoro di un “architetto che fa design”, un design che ridefinisce lo spazio e i suoi ritmi. Jean Nouvel ha voluto integrare l’esposizione nelle collezioni del Musée des Arts Décoratifs e, in particolare, nei suoi periodi prediletti: il Medioevo, il Rinascimento e il XVII e XVIII secolo. Ha creato momenti di contemplazione e  poesia, invitando i visitatori a sedersi sui sedili in pelle progettati per il Louvre di Abu Dabi (2016). A provare la sensazione d’infinito prodotta dal Table au Km (2011) che riprende le pale d’altare e la Pietà, mentre i suoi tappeti di marmo (2016) risuonano con gli intarsi rinascimentali, e la sedia Milana (1995) con sgabelli in legno policromo.
Nelle sale dedicate al XVII e XVIII secolo, i suoi grandi specchi colorati della serie Triptyques (2014) creano molteplici narrazioni, catturando frammenti di spazio e trasformando le nostre percezioni iniziali con l’oro, arancio e i riflessi rossi senza alcuna teatralità. La preoccupazione principale di Jean Nouvel è la luce e le sue metamorfosi, per creare nuove esperienze, immergendo i visitatori nella semioscurità, lasciandoci scoprire un nuovo spazio museale dove la luce rivela la piena poesia di ogni oggetto. La più esaustiva possibile sui suoi mobili e oggetti, la mostra “Jean Nouvel, mes meubles d’architecte” mette in luce un aspetto meno conosciuto di uno dei più grandi architetti contemporanei. Nato spesso in risposta più al suo desiderio di sperimentare e a commissioni specifiche, questo radicale corpo del suo lavoro rivela un aspetto più intimo del pensiero e dell’opera del Pritzker Architecture Prize 2008.

27 ottobre 2016 – 12 febbraio 2017
Jean Nouvel, mes meubles d’architecte
Musée des Arts Décoratifs, Parigi
Curatore generale: Olivier Gabet, director of the Musées des Arts décoratifs
Curatori: Karine Lacquemant (curatorial assistant, Modern and Contemporary department, Musée des Arts Décoratifs); Odile Fillion (Jean Nouvel Design)
Allestimento: Jean Nouvel

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