Ha inaugurato sabato 7 luglio la la prima edizione di Where is the Time? frutto di una collaborazione tra la Fondazione Izolyatsia e Galleria Continua nata con la volontà di ripopolare e, gradualmente, trasformare lo spazio industriale di Izolyatsia – ex fabbrica di materiali isolanti – coinvolgendo molti artisti in un dialogo con l'energia e l'atmosfera di questo luogo. Il progetto vuole testimoniare il confronto degli artisti con un habitat ricco di tracce storiche e molteplici narrative disperse intorno ad una sorta di archivio vivente del Tempo.
L'ambiente di Izolyatsia – fatto di magazzini abbandonati, macchinari in
disuso, materiali che non saranno mai più utilizzati a scopo industriale, oggetti
lasciati da operai nelle postazioni di lavoro e nei luoghi di riposo – fa da scenario e
da fonte di materie prime nel processo di
creazione artistica. Where is the Time? esplora la possibilità di riappropriarsi del
tempo attraverso la creazione di installazioni site-specific e permanenti di Kader Attia, Daniel Buren, Leandro Erlich, Moataz Nasr, Hans Op de Beeck e Pascale Marthine Tayou. Alla base di ogni progetto artistico, si articola e si dipana una conversazione tra la soggettività di ciascun artista e le specificità idiosincratiche del sito.
Il 7 luglio è un giorno simbolico nel calendario popolare ucraino – segue la notte
di Ivana Kupala, ovvero: solstizio d'estate o notte di mezz'estate. Questa celebrazione segna uno stadio di sospensione temporale tra il passato e il futuro – una
frapposizione magica che precede il nuovo raccolto e di conseguenza il nuovo
inizio. L'inaugurazione della mostra è stata intrisa del simbolismo di questo
giorno e ha celebrato il momento sospeso della transizione.
Where is the time?
Ex fulcro dell'attività industriale sovietica, la città ucraina di Donetsk sfida gli interessi economici e politici con un progetto d'arte quinquennale e le installazioni site specific e permanenti di artisti internazionali.
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- 10 luglio 2012
- Donetsk
Izolyatsia è stata fondata nel 2010 da Luba Michailova nell'area della ex fabbrica, diretta dal padre per oltre trent'anni, fino all'interruzione totale della produzione avvenuta nel 2009. La sua missione è stata rispettare il retaggio storico del luogo e, contemporaneamente, utilizzarlo come trampolino per trasformazioni culturali e sociali più vaste in una zona industriale che fatica a scendere a compromessi con il tempo che cambia. Donetsk, una volta fulcro dell'attività industriale sovietica, si trova ora in uno stato di transizione incerta caratterizzato dalla presenza di interessi economici e politici predatori da parte delle élite corrotte e da un senso di disillusione della popolazione. Al centro del progetto vi è l'idea che un terreno fertile per la creatività sia un componente necessario per il cambiamento e la proliferazione di una crescente capacità di intraprendere nuove iniziative.
La collaborazione di Izolyatsia con Galleria Continua è la prosecuzione della
strategia fondante che tende a stabilire legami con istituzioni internazionali che
abbiano esperienza nella conversione culturale di determinati spazi e che siano
ugualmente spinte dal desiderio di includere territori periferici nei processi globali
d'arte contemporanea.
Galleria Continua è nata nel 1990 a San Gimignano su iniziativa di Mario
Cristiani, Lorenzo Fiaschi e Maurizio Rigillo.