Alessandra Baldereschi: Wunder

La nuova collezione di mobili contenitori disegnata per Skitsch parte, come sempre, da un lavoro di ricerca tra epoche diverse.

Una texture a righe sottili e maniglie gioiello contraddistinguono il nuovo progetto di Alessandra Baldereschi per Skitsch: una collezione di mobili contenitori (armadio, cassettiera e comodino) ispirata alle seicentesche Wunderkammer, le camere delle meraviglie dove i collezionisti erano soliti conservare gli oggetti più preziosi.

Come nasce questo progetto?
Nasce di conseguenza al successo della collezione 4 Stagioni: ne riprende i pomelli, la linea con le curve, le gambette, il dettaglio dell'anta. Ma si voleva vestire questi mobili con qualcosa di differente e quindi ho deciso di ispirarmi alle Wunderkammer del Seicento e di mettere insieme materiali diversi. Una delle principali fonti d'ispirazione sono state le nuove texture Alpi, il concept wood in particolare, un'impiallacciatura di ultima tecnologia con venature colorate. Un altro elemento che mi aveva colpito è stata l'ultima collezione di Pamar di maniglie, in particolare quelle di Giorgio Vigna in ceramica decorata.

Questo progetto è quindi una storia di collaborazioni tra diverse aziende.
Sì assolutamente e l'idea era anche di provare a unire materiali molto lontani tra loro e, di nuovo, già esistenti, come nelle 4 Stagioni.

Si amplia il ruolo del designer: che alla fine diventa anche il regista di un progetto
È sempre più spesso così e, quando c'è questo incontro tra realtà diverse e magari nascono altre collaborazioni future, provo una certa soddisfazione.

Wunder di Alessandra Baldereschi per Skitsch
Wunder di Alessandra Baldereschi per Skitsch
Questi mobili hanno anche una linea un po' retrò. C'è un periodo particolare a cui ti ispiri?
Tutto il mio lavoro ripercorre il passato, come la collezione da esterno Fildefer per esempio. Mi piace andare avanti e indietro tra le diverse epoche. Mi concentro solo sui dettagli che mi servono, in modo da ricostruire una sorta di memoria artificiale. Serve secondo me per creare un'identificazione nell'utilizzatore. Senti un oggetto come tuo e ti identifichi proprio perché ti ricorda qualcosa e questo è l'obiettivo di ogni mio progetto. La forma è nuova, ma in realtà è come se ci fosse da tanto tempo: mi piace che ci sia questa ambiguità. Metto insieme creativamente una serie di dettagli, che spesso ricordano qualcosa di già noto.

Wunder di Alessandra Baldereschi per Skitsch
Wunder di Alessandra Baldereschi per Skitsch
Alla base di ogni tuo progetto c'è quindi un gran lavoro di ricerca.
Sì: attraverso tutte le epoche. Da un lato, è naturale partire da quello che conosco. Ma poi finisco per esplorare il passato in generale.

Quali sono le tue fonti?
Cataloghi, libri. Parto sempre da un'immagine. Per esempio, adesso ho trovato un catalogo degli anni Trenta di sedie impagliate, in vimini: sono davvero bellissime. Parto da un'immagine perché è già una sintesi. Meglio ancora se è una pittura o un'illustrazione.
Tutto il mio lavoro ripercorre il passato. Mi piace andare avanti e indietro tra le diverse epoche.
Wunder di Alessandra Baldereschi per Skitsch
Wunder di Alessandra Baldereschi per Skitsch
17 – 22 aprile, h. 10– 20
Skitsch
Via Monte di Pietà 11, Milano

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