Questo mese: Domus 1016

In questo mese

Nicola Di Battista, Arena dell’arte, dettaglio del modello del progetto, 2001

I nodi al pettine

Nell’editoriale del numero di Domus di settembre, Nicola Di Battista sottolinea l’incapacità dello stato italiano, e degli architetti, di prendersi cura del territorio, a fronte dei non nuovi ma sempre più frequenti disastri ambientali.

Domus 1016

Copertina: elaborazione
grafica di un disegno di Enzo
Cucchi. Nel centenario
della nascita di Ettore Sottsass,
l’artista e amico gli rende
omaggio proprio sulla sua
Domus con un disegno –
“Sottsass”, 2017 (penna bic
su carta, 5,5 x 4,5 cm) –
e con un pensiero: “Si nasce
con la parola”, che entra fin
dentro le pagine della rivista.

Editoriale: I nodi al pettine

Di questa ‘calda’ estate appena trascorsa resta in noi soprattutto
una sensazione di forte disagio: il disagio di vivere in un Paese,
il nostro, estremamente fragile e indifeso, ormai incapace di far
fronte dignitosamente anche alle più elementari esigenze di una
società avanzata, come è quella occidentale di cui facciamo parte.
Ma su questo torneremo più oltre.

Il respiro del colore

Il direttore del Design Museum racconta a Domus l’idea alla base della mostra che il museo londinese dedica a Hella Jongerius che, attraverso una serie di ricerche e sperimentazioni, apre una nuova prospettiva sul colore, “uno degli aspetti più essenziali
del progetto”. Il suo obiettivo? “Contrapporre la forza
del colore a quella della forma”

Il disegno della continuità

Nella nostra ricognizione sull’insegnamento abbiamo
principalmente parlato di progettazione architettonica.
Ci occupiamo questa volta del disegno di architettura
con la cattedra di Paolo Giordano presso l’Università
della Campania che usa questa disciplina in maniera
squisitamente progettuale: il disegno che serve all’architetto.

Non voglio un cannibale felice!

Dopo aver affrontato la questione dell’insegnamento
dell’architettura raccontando, mese dopo mese, le più
importanti e prestigiose scuole del panorama internazionale, abbiamo chiesto all’autorevole figura di Carlo Olmo la sua opinione sulla situazione italiana.

Ivrea: un grande patrimonio industriale tra tutela e valorizzazione

La straordinaria utopia olivettiana, realizzata a Ivrea, ha lasciato al nostro Paese e non solo un intero pezzo di città moderna in cui pubblico e privato hanno costruito insieme “la città dell’uomo”. La tutela e valorizzazione di questo immenso patrimonio è oggi al centro della candidatura di “Ivrea città industriale del XX secolo” come sito Unesco, fortemente voluta dalla Fondazione Adriano Olivetti, dal Comune di Ivrea e dal MIBACT.

Così lontano, così vicino

In un momento storico nel quale siamo letteralmente
sopraffatti dalla produzione delle immagini,
il lavoro di Michael Kenna sull’Abruzzo costituisce un’illustrazione esemplare e affascinante dell’esperienza del ‘ri-conoscere’: se stessi e questo territorio così familiare e così alieno al tempo stesso.

Il centro antico di Napoli come risorsa

All’interno di un ex chiostro cinquecentesco, in un contesto densamente abitato e caratterizzato da un forte degrado edilizio, sociale ed economico, la fondazione Made in Cloister ha avviato un ambizioso programma di rigenerazione urbana puntando sulla salvaguardia e valorizzazione del sito attraverso la cultura, l’arte e gli antichi saperi artigianali.

Tadashi Kawamata: The Shower

Prima della “scuola milanese”

Quella che proponiamo ai lettori di Domus è una lettura inedita del lavoro di Carlo Mollino che, con i suoi studi degli anni Trenta per la camera-studio-soggiorno, anticipa la “scuola milanese”, imponendosi poi come simbolo del design italiano nell’America degli anni Cinquanta.

Obama Presidential Center, Chicago

Un’architettura per una committenza speciale, pensata per ospitare un museo una biblioteca e un forum, diventa espressione architettonica compiuta di un pensiero totalmente progettuale devoto alla sostenibilità ambientale e allo scambio con il prossimo. Il punto di vista progressista della ex coppia presidenziale si trasforma in forma costruita.

Un esame di coscienza

Contro la piaga italiana degli investimenti sconsiderati per la realizzazione di nuove opere pubbliche: un richiamo etico alla responsabilità degli amministratori della cosa pubblica ma anche dei progettisti, per lavorare al miglioramento delle condizioni dell’abitare attraverso un uso o riuso di quanto già presente sul territorio.

Central European University, Budapest, Ungheria

La prima parte di un complesso intervento nel centro
di Budapest mette in evidenza la capacità del duo
irlandese d’intervenire in modo chirurgico in un
tessuto storico. Materiali della tradizione si coniugano
a spazialità contemporanee, in un tentativo riuscito
di trasformare un interno architettonico in autentico
frammento di città.

Lubango Centre, Lubango, Angola

La recente realizzazione a destinazione mista dello studio portoghese in Africa conferma la possibilità d’incidere sul caotico tessuto esistente con un’architettura rigorosa che riesce a stabilire un rapporto di continuità con lo spazio pubblico.

Edificio residenziale Wannenholz, Affoltern, Svizzera

Un edificio esemplare mostra il risultato di una ricerca decennale condotta dal noto studio zurighese sulla tecnica del costruire in legno. L’approccio critico verso la tradizione edilizia svizzera e la tecnologia di
lavorazione di questo materiale generano un nuovo punto di vista, dove la stratificazione degli elementi determina il carattere dell’architettura.

Cappella di preghiera, Fortezza da Basso, Firenze

L’incontro tra una forma architettonica preesistente e l’immagine della strada di francescana memoria genera un impianto, all’interno dell’antica polveriera della Fortezza da Basso, incentrato sullo spazio, sulla luce, sui simboli posti in posizione determinante ai fini di una sacralità atemporale che tiene assieme il tutto.

Ettore Sottsass: Trattato di Architettura

Parlare di Ettore Sottsass su Domus non è cosa facile, avendo lui stesso contribuito per decenni all’ideazione e realizzazione della nostra rivista,
ma nel centenario della sua nascita non potevamo non rendergli omaggio. La fortuna ci è venuta in aiuto e, quando Enzo Cucchi – suo grande amico e compagno di viaggio –, mi ha presentato Alfredo Taroni, litografo in Como, si è aperto un mondo.
Nelle pagine che seguono lo sveliamo ai nostri lettori, dicendo ancora una volta: “Grazie Ettore”. ndb

Arper: la mia fabbrica diffusa verso il 4.0

Il presidente di Arper racconta la storia e la filosofia “di vita” della sua azienda: dagli esordi nel cuoio alla svolta nel contract e alla decisione di diventare ‘editori’, leggeri e senza troppi vincoli. Una scelta che gli ha regalato la libertà di lavorare con qualsiasi tipo di materiale, grazie alla “fabbrica diffusa” sul territorio friulano, mescolando la maestria dei migliori artigiani con le innovazioni tecnologiche più avanzate.

La Palermo di Vincenzo Melluso

Elzeviro: “Le mura di Sana’a”

Quello che mi stava più a cuore, in questi viaggi, era proprio il tipo di città, la configurazione urbanistica, le strade, i cancelletti, i muriccioli, le piccole casette sorte
a difesa dei campicelli di viti, abitate normalmente dalla povera gente...

Rassegna: Superfici